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Covid19 – L’ amministratore che non convoca l’ assemblea dopo 6 mesi è revocabile?

Covid19 – Amministratore che non convoca l’ assemblea dopo sei mesi è revocabile?

L’ articolo 1130 al punto 10 norma che, tra le attribuzioni dell’ amministratore vi è quella di redigere il rendiconto condominiale annuale della gestione e convocare l’assemblea per la relativa approvazione entro centottanta giorni.

La crisi dovuta al covid-19 ha impedito la regolare convocazione dell’ assemblea, e a tutt’ oggi ne limita fortemente la gestione.

Pertanto ci si chiede qual’ è il comportamento diligente che l’ amministratore è tenuto a seguire in questo particolare periodo.

Sul punto vi è anzitutto da rilevare che l’ art. 1130 del codice civile al punto 10 stabilisce due obblighi distinti:

  1. L’ amministratore deve redigere il rendiconto condominiale annuale entro 180 giorni.
  2. L’ amministratore deve convocare l’ assemblea per la relativa approvazione entro 180 giorni.

Redazione del rendiconto condominiale

E’ evidente che l’ amministratore non ha alcuna limitazione a svolgere questo obbligo di legge.

In particolare ci tengo a ricordare che il documento che l’ amministratore deve presentare in assemblea è in realtà un fascicolo di documenti, tutti previsti dalle norme in vigore.

Pertanto consiglio di redigere il fascicolo di assemblea secondo le procedure adottate dalla Community AziendaCondominio.

Se vuoi contribuire a migliorare e diffondere il modello di fascicolo di assemblea che proponiamo, puoi iscriverti al nostro gruppo su facebook

Il fascicolo così redatto deve essere consegnato ai condòmini entro 180 giorni dalla data di chiusura del rendiconto.

A corredo del documento va allegata un’ apposita circolare, che spieghi i motivi per cui non è stata ancora convocata l’ assemblea, ed anche la situazione normativa creata dalla crisi Covid-19 che ne impedisce la convocazione nei termini previsti.

Convocazione dell’ assemblea entro sei mesi dalla data di chiusura della gestione amministrativa

Dal 1 di luglio prossimo l’ amministratore sarà formalmente soggetto all’ art. 1129 del codice civile, il quale dispone tra le gravi irregolarità

al punto 1: L’omessa convocazione dell’assemblea per l’approvazione del rendiconto condominiale, il ripetuto rifiuto di convocare l’assemblea per la revoca e per la nomina del nuovo amministratore o negli altri casi previsti dalla legge.

Questa procedura potrà essere disposta dall’ autorità giudiziaria su ricorso di ciascun condòmino.

Chi scrive ritiene molto remota questa possibilità nel caso che l’ amministratore abbia provveduto a redigere e ad inviare ai condòmini il rendiconto della gestione nei termini previsti dalla legge, spiegando i motivi che impediscono la convocazione dell’ assemblea.

Tuttavia vi sono alcune associazioni di amministratori che ritengono le mie convinzioni non abbastanza ragionevoli.

Pertanto, venerdì 17 luglio 2020, con n. 4-06349 hanno elaborato il primo lavoro effettuato dal tavolo interparlamentare, svolto con la partecipazione congiunta di tutti gli esponenti politici partecipanti ai lavori, con attività bipartisan.

L’elaborato depositato è stato firmato congiuntamente dagli Onorevoli Manuela Gagliardi (Cambiamo con Toti), Cosimo Ferri (I.V.), Roberto Cataldi (M5S), Serse Soverini (PD), Maria Spena, (F.I.), Paolo Trancassini (F.d.I), Luca Paolini (Lega), Federico Conte (LeU).

Si tratta di una interrogazione parlamentare a risposta scritta, che dovrà essere ora calendarizzata dalla Commissione Giustizia e, successivamente, verrà trasformata in “Question Time” e discussa.

Il contenuto dell’Interrogazione è il seguente:

“Al Ministro della Giustizia, al Ministro dell’interno – Per sapere – premesso che:

l’amministratore di condominio, ai sensi dell’art. 1130, comma 1, n. 10 c.c. è tenuto a redigere il rendiconto condominiale annuale della gestione e convocare l’assemblea per la approvazione entro 180 giorni, pena la revoca dall’incarico.

Gli amministratori di condominio si sono trovati, nel corso del periodo di lockdown e nel rispetto delle successive disposizioni sul distanziamento sociale, a non potere convocare le prescritte assemblee e, dato che molti degli esercizi contabili condominiali si chiudono il 31 dicembre, è elevato il rischio che non riescano ad ottemperare a tale obbligo normativo.

Al fine di evitare che questi professionisti possano essere sottoposti incolpevolmente ad una procedura di revoca, il termine di cui all’art. 1130, comma 1, n.10 c.c., è necessario prorogare per un periodo adeguato la convocazione delle assemblee per l’approvazione di rendiconti la cui scadenza si sia verificata dal 31 luglio 2019 in poi.

Al fine di potere riprendere l’ordinaria attività degli amministratori, tenuto anche conto del fatto che i condomini dovranno, verosimilmente, nel breve periodo, assumere legittimamente le delibere per l’approvazione dei lavori per l’ottenimento dei bonus fiscali del 110% ex articolo 119 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, necessarie per la ripresa dell’economia nazionale, deve essere consentita la possibilità di effettuare le assemblee da remoto con modalità telematiche, fermi i requisiti di legge sulla convocazione, partecipazione e diritto al voto.

Se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti di cui in premessa e quali iniziative, per quanto di competenza, intendano adottare, affinché gli amministratori di condominio non vengano incolpevolmente revocati dall’incarico per il mancato rispetto del termine di cui all’art. 1130, comma 1, n. 10 c.c., per permettergli di proseguire compiutamente nella propria attività professionale convocando assemblee da remoto con modalità telematica”

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