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grandeindioAmministratore del forumPer più di vent’anni Henri ha lavorato come manager nelle telecomunicazioni.
Una multinazionale internazionale, Milano, viaggi, responsabilità, ritmi veloci.Col tempo ha iniziato a sentire una fatica diversa. Non solo quella del lavoro, ma quella più silenziosa: la sensazione di stare continuando qualcosa che non gli assomigliava più.
I viaggi in Oriente hanno aperto nuove domande. la ricerca di un luogo dove fermarsi è durata anni.
Per quasi dieci anni Henri ha guardato mappe, visitato posti, immaginato alternative.
Poi un giorno ha visto questa casa e ha capito che era quella.
Oggi vive al confine tra Liguria e Piemonte, a circa 650 metri di altezza, circondato da boschi, silenzio e panorami che arrivano fino al mare.
Una casa con tre ettari di terra, uno spazio che ha trasformato lentamente con le sue mani.
La sua giornata non è scandita da riunioni o scadenze.
Si sveglia e decide cosa fare: la legna, una sistemazione, una riparazione, un lavoro all’aperto.
Una vita semplice e piena.Dentro casa ha creato una piccola shala per meditazione e bagni sonori.
Nel terreno ha recuperato spazi, costruito strutture, sistemato una yurta con pavimento in larice. Intorno, due boschi con energie diverse, come li descrive lui, diventati luoghi dove fermarsi, respirare, ascoltare.
Ha scelto un altro modo di stare nel mondo.
Henri racconta anche il passaggio più difficile: rallentare davvero.
Accorgersi che per anni aveva corso dentro una ruota che girava sempre più veloce, senza tempo per fermarsi e chiedersi se fosse ancora la sua direzione.
Oggi vive con poche centinaia di euro al mese.
Si scalda con la legna. Costruisce molto da solo.E dice una cosa molto semplice: se non rischi, non vedrai mai cosa c’è oltre lo spazio in cui pensi di stare bene.
Molti gli hanno detto che era una scelta strana.
Qualcuno lo ha guardato come un visionario.
Altri, forse, hanno pensato che servisse coraggio.Lui racconta invece che serve soprattutto tempo.
Tempo per capire quando arriva il momento giusto.
grandeindioAmministratore del forumUna scelta di salute, di libertà, di aria pulita, di vita.
Dopo due percorsi oncologici e anni di stress metropolitano, hanno deciso di costruirsi un rifugio sulle Alpi piemontesi: una piccola baita che è diventata la loro oasi di riposo, il luogo dove recuperare energie, respiro e senso del tempo.In questo video scoprirai:
come si vive davvero in 12 m² nel bosco
cosa significa affrontare la montagna, il gelo, l’isolamento
come funzionano i loro sistemi off-grid (pannelli solari, acqua, compost)
quanto spendono al mese (solo 500€, tutto incluso)
le invenzioni e le soluzioni fai-da-te che hanno permesso di costruire tutto
cosa significa cambiare vita dopo anni di malattia e lavoro stressante
come questa scelta ha trasformato la qualità del loro sonno, del loro corpo, della loro relazione
perché dicono che la natura è diventata la loro “televisione”Una storia intensa, autentica e piena di coraggio.
Un invito a rallentare, ad ascoltarsi e a ricordare che la vita può cambiare, anche quando sembra impossibile.
grandeindioAmministratore del forumNadya ha vissuto tutta la sua vita nelle montagne dei Carpazi. Oggi vedrai il suo stile di vita e farà formaggio e cheesecake fatti in casa.
grandeindioAmministratore del forumIn questo video incontriamo Max, 29 anni, che vive in Alta Lunigiana, immerso nella natura, in un progetto off-grid costruito lentamente, con materiali naturali e scelte consapevoli.
Qui non c’è una fuga dalla società, ma una ricerca di equilibrio:
meno dipendenza dai sistemi esterni, più responsabilità verso il luogo che si abita.La casa è stata ricostruita utilizzando calce e canapa, materiali traspiranti e naturali.
Prima un camper, poi una tiny house di 20 mq, infine una casa che cresce solo quando serve davvero.
Niente eccessi. Nessuna fretta.Il progetto si estende su circa 4 ettari di terra, in parte coltivati e in parte lasciati a bosco.
Il cibo nasce dall’orto, dalle uova, dalle conserve.
La permacultura non è un’idea astratta, ma una pratica quotidiana fatta di tentativi, errori e osservazione.L’energia arriva dal solare, il riscaldamento dalla legna, i consumi sono ridotti all’essenziale.
Non per rinunciare, ma per scegliere.Questo video racconta cosa significa davvero:
– vivere off-grid in Italia
– costruire una casa con materiali naturali
– ridurre i costi aumentando la qualità del tempo
– abitare la terra senza dominarla
– rallentare senza fermarsiNon è una vita semplice.
È una vita intenzionale.Se stai cercando ispirazione su vita sostenibile, autosufficienza, permacultura, case naturali, alternative alla città, questo racconto potrebbe parlarti.
grandeindioAmministratore del forumOggi siamo ad oltre 2000 metri di quota, nella bassa Valtellina, per incontrare Oreste Forno.
Oreste ha trascorso gran parte della sua vita tra queste montagne, le Alpi Retiche, dove negli anni ’90 ha costruito una baita in un alpeggio lontano dal mondo. Da allora trascorre qui gran parte del suo tempo. Raggiungiamo la baita con lui, la strada ci porta fino a 1600 metri, da lì in poi seguiamo un sentiero che si inerpica tra i boschi per circa un’ora.All’arrivo in baita ci rendiamo conto di essere in un luogo fiabesco tra cascate, foreste e animali selvatici. Così lo seguiamo in quella che è la sua vita quotidiana, mentre inizia a raccontarci la sua incredibile storia.
grandeindioAmministratore del forumLuna vive nella Tuscia Viterbese, in una casa circondata da quasi due ettari di terreno, tra castagni, bosco, orto, pozzo e silenzio.
Prima viveva in contesti più cittadini, tra Roma, condominio, vicini e ritmi che non le lasciavano davvero spazio per respirare. A un certo punto ha capito che aveva bisogno di una cosa molto semplice, ma enorme: una casa indipendente, più terra possibile intorno e la possibilità di tornare a sentirsi bene.
Quando è arrivata qui, il terreno era coperto di rovi, alberi cresciuti senza controllo e zone completamente da recuperare. Lei però ha scelto comunque questo posto. Non perché fosse facile, ma perché sentiva che qui poteva ricominciare a respirare.
Oggi Luna vive da sola e impara tutto facendo.
Cura l’orto, anche quando sbaglia. Sistema il terreno. Taglia, pianta, costruisce, rivernicia, monta piccoli spazi per le erbe, gestisce il pozzo, il freddo, il riscaldamento, gli imprevisti e tutte quelle cose che in città spesso non vedi nemmeno, ma che in campagna diventano parte della vita quotidiana.
Nel frattempo continua a lavorare lontano da casa, all’aeroporto di Fiumicino, a circa 90 km da qui. Ma il suo sogno più profondo è un altro: vivere sempre di più di questo luogo, della musica, della natura, dei progetti che sta immaginando.
Luna è anche musicista, pianista e DJ. E forse è proprio questo sguardo da artista che le fa vedere in questo posto non solo una casa, ma una tela aperta.
Questa è una storia fatta di tentativi, errori, fatica, tubi ghiacciati, orti che non vengono, rovi da togliere e lavori imparati strada facendo.
Ma è anche una storia di indipendenza, soprattutto femminile. Luna vuole mostrare che si può imparare, si può provare, si può sbagliare e rifare. Che non serve avere già tutte le competenze per iniziare.
grandeindioAmministratore del forumDopo anni di lavoro in città e una vita considerata “normale”, hanno scelto di lasciare tutto per costruire una nuova quotidianità fatta di autosufficienza, silenzio e contatto con la terra.
Oggi vivono in un antico casale del Settecento che hanno ristrutturato con le proprie mani. Si scaldano con la legna, cucinano sulla stufa, prendono l’acqua da una sorgente e coltivano il proprio orto insieme al piccolo Francesco.
Grazie alla loro piccola azienda agricola riescono a sostenersi vivendo lontano dal rumore e dalla frenesia della città, riscoprendo un modo di vivere più semplice ed essenziale.
Questa è la storia di una famiglia che ha scelto di vivere nella natura, lontano da tutto, seguendo un’idea diversa di felicità e libertà.
grandeindioAmministratore del forumElena ha lasciato il posto fisso da impiegata per cambiare vita insieme al marito Luca e alla piccola Aida di 5 anni. Insieme hanno costruito un’azienda agricola a Varzo (VB), inseguendo un sogno nato durante il periodo Covid, quando hanno scoperto la bellezza della vita in montagna lavorando in Svizzera.
In questo video andiamo a conoscerli e li seguiamo nel loro viaggio verso gli alpeggi estivi sul versante dell’Ovigo di Varzo, toccando le loro 3 tappe d’alpe. Abbiamo incontrato gli alpigiani del posto: una comunità che ha accolto questa famiglia con una solidarietà commovente, offrendo loro persino una baita nella quota più elevata. Sono loro grati di vedere i pascoli abbandonati finalmente recuperati grazie al passaggio degli animali.
Ma la vita d’aleggio non è una favola romantica.
Tra le fatiche della transumanza, una strada difficile da percorrere ogni giorno e la scarsità d’acqua, le difficoltà sono enormi.
Non esistono giorni di ferie o di riposo. Eppure Elena e Luca si svegliano felici ogni singolo giorno, senza demoralizzarsi mai.
La loro è una storia di coraggio, di ritorno alla terra e alla natura, e un esempio potente di come sia possibile cercare-e trovare- la Felicità al di fuori dei binari tradizionali.
grandeindioAmministratore del forumDall’Impasto del pane di una volta alla cottura in forno a legna!
Noi di Greataly Food ti portiamo in Piemonte, a Borgata Quaglia, nel comune di Venasca (Cuneo), un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. In questo borgo che oggi conta solo tre abitanti, il fumo torna finalmente a uscire dall’antico forno comune, un tempo cuore pulsante della comunità.
In questo video seguiamo Stefano, Maestro panificatore, che con estrema professionalità e profondo rispetto riporta in vita il pane di una volta. Un viaggio emozionante tra farina, fatica e memoria per riscoprire l’autenticità delle radici del posto.
Tutto nasce 5-6 anni fa da un progetto condiviso con un caro amico scomparso: riaprire l’antico forno di borgata (DI 150 ANNI DI ETA’) a Venasca, rimasto chiuso per troppo tempo. Oggi Stefano porta avanti questa missione con l’evento “Forni Narranti”, trasformando acqua, farina e memoria in un pane che sa di casa e di storia.
grandeindioAmministratore del forumLa storia di oggi ha luogo sugli Appennini Romagnoli, dove Meco ha fatto una precisa scelta di vita.
Ha costruito un villaggio indiano nel bosco in cui vive stabilmente all’interno di una tenda tradizionale, chiamata tepee.Meco conduce questa vita da oltre 14 anni, prende l’acqua da una piccola sorgente, non ha utenze e cucina ciò che trova nel bosco sotto un enorme masso franato quasi due secoli fa.
Ma cosa lo ha portato a questa scelta? Qual è la storia dietro all’uomo che vediamo oggi?
grandeindioAmministratore del forumOggi siamo nell’Appennino Romagnolo per incontrare Loris. Percorriamo oltre un’ora di strada sterrata prima di lasciare l’auto e continuare a piedi. Loris è una delle persone più lontane da un centro abitato che abbiamo incontrato.
Lo incontriamo in una giornata d’autunno, forte pioggia e vento animano il bosco circostante.
All’interno la casa è molto curata e accogliente, Loris l’ha acquistata dopo 30 anni di abbandono, stava crollando quando lui, appena trentenne, decise di prendersene cura.
Così ci interessa capire come vive, senza essere allacciato alle utenze, attraversando inverni molto duri in questo remoto “avamposto della società”. Oltre a questo, parliamo anche di cosa lo ha portato qui, qual è stata la sua vita nel “mondo” e qual è la sua prospettiva su di esso.
grandeindioAmministratore del forumSono rari nella nostra ricerca incontri con persone all’inizio di un percorso di cambiamento, e incontrare Martina ci consente di intercettare una storia mentre si sviluppa, mentre si prepara al futuro, e ci consente di capire cosa porta una persona oggi a cambiare strada.
Apprezziamo molto la sincerità con cui Martina ci parla del suo cammino, dai momenti difficili fino alla sua rivoluzione.
grandeindioAmministratore del forumDa tempo volevamo incontrare Maria, un’artista svedese che vive in una casetta di legno sperduta tra le foreste svedesi con il compagno Johannes.
Insieme hanno ricreato un mondo magico, fuori dalla realtà e dalla logica, nel quale vivono e lavorano. Maria raccoglie i legni che la foresta le offre per trasformarli in opere d’arte e da oltre 30 anni vive con questa attività.Quella che però può sembrare una vita da fiaba nasconde in realtà le fragilità di una foresta da difendere. Maria e Johannes hanno scelto, a modo loro, di battersi per proteggerla.
grandeindioAmministratore del forumMario e Rosanna vivono in una baita raggiungibile solo con un sentiero, che hanno ricostruito da una stalla abbandonata.
Lui ha 88 anni, lei 74.
La vita lassù è tutt’altro che semplice, bisogna sapersi arrangiare, non ritirano la spazzatura alla porta, se qualcosa si rompe bisogna saperlo sistemare e per scaldarsi bisogna fare legna per il fuoco.Mi colpisce l’età della coppia, e soprattutto la loro storia.
Mario Curnis è stato uno dei più grandi alpinisti italiani, numerose le vie che ha aperto sulle alpi, le grandi ascensioni sulle Ande e in Himalaya, compreso il punto più alto: Mario è l’italiano più anziano ad aver mai scalato l’Everest.
La sua etica molto precisa e coerente negli anni, lo porta a non voler mai fare l’alpinista di mestiere ma di guadagnarsi da vivere come muratore.
Lavorerà nei cantieri 61 anni. E quando gli chiediamo di parlarci delle sue spedizioni, ci parla del momento del ritorno a casa, quello per lui più importante.
Ad aspettarlo c’è sempre stata Rosanna, sono sposati da 54 anni, e la loro unione è uno dei segreti con cui hanno potuto attraversare una vita tutt’altro che semplice.
grandeindioAmministratore del forumggi siamo sull’Appennino toscano, tra i boschi del casentino, per incontrare Fiorenza.
Fiorenza è una donna di un’altra epoca, da quando aveva 6 anni ha iniziato a lavorare per aiutare la famiglia nei tempi difficili del dopo guerra. Da oltre 50 anni alleva trote vivendo in una antica casa di pietra, è stato il fratello Orazio ad insegnarle la professione che da decenni porta avanti da sola.
Ogni mattina, prima che il sole riscaldi il freddo perimetro delle vasche, Fiorenza è già al lavoro. Ci hanno colpito di lei lo spirito instancabile, la sua forma fisica assolutamente straordinaria, e una forza d’animo che ci ha emozionato, proveniente dagli eventi di una vita vera, e difficile che ci descrive cosi: “la mia vita è stata una guerra, ma felice”.
Rappresenta un pezzettino di identità del nostro paese che non smette di stupirci, continueremo la nostra ricerca, a caccia di nuove prospettive. -
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