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Covid 19 e condominio

Covid 19 e condominio
Covid 19 e condominio

Covid 19 e condominio, mi sembra uno scenario interessante.

A seguito dell’ introduzione del cosiddetto green pass in Italia, di fatto, si sono create due “razze” di cittadini:

La “razza” dei vaccinati (Detentori del “green pass”), e la “razza” dei non vaccinati (Esclusi dalla vita sociale).

Il condominio è la casa degli italiani, i quali condividono la proprietà dei beni e dei servizi comuni.

Mi chiedo cosa farà l’ amministratore, che gestisce i beni comuni per conto di tutti: sia per la “razza” dei vaccinati, sia per la “razza” dei non vaccinati.

Accesso al condominio

L’ amministratore, a mio giudizio, non ha il potere di limitare l’ accesso al condominio alla “razza” dei non vaccinati, tramite l’ obbligo di esibizione del green pass.

Ciò in quanto la “razza” dei non vaccinati potrebbe richiedere l’ intervento della forza pubblica, la quale, finora, non ha ancora avuto istruzioni a riguardo.

Pertanto credo che, per il momento, sarà permesso l’ accesso alla propria abitazione anche alla “razza” di non vaccinati sprovvisti di green pass, tramite il passaggio nel cortile e nell’ ascensore di cui rimangono comproprietari.

Beni di godimento condominiali (ad esempio piscina)

Sembra che la limitazione prevista per le piscine e per le palestre, riguardi anche i beni di godimento comuni che possono essere presenti in condominio.

Mi sembra ovvio che, in caso si attivi il controllo del green pass, la “razza” dei non vaccinati sarebbe esclusa dall’ utilizzo di un bene di cui rimane comproprietario.

I soggetti esclusi, probabilmente, scriverebbero all’ amministratore, in proprio oppure tramite i propri avvocati, e chiederebbero di essere esclusi dalle spese di mantenimento dei beni di cui, per legge, non potrebbero più usufruire.

Il mio consiglio, in questo caso, è condividere il problema con il consiglio di condominio, ed, eventualmente, proporre di chiudere la piscina, fino a che il governo non riammetterà la razza dei “non vaccinati” al godimento del bene, di cui sono comproprietari.

Nel caso si potrebbe affiggere un cartello con scritto: Chiuso per solidarietà alla “razza” dei non vaccinati.

Assemblee di condominio

Questo argomento è abbastanza controverso, perchè non si può impedire alla “razza” dei non vaccinati di votare.

Infatti quando si è proposto l’ obbligo di esibire il green pass in parlamento, la proposta è stata subito bocciata.

Mi sembra evidente che se un condomino della “razza” di non vaccinati venisse escluso dall’ assemblea a causa della mancanza del green pass, potrebbe impugnare le delibere prese durante la riunione.

In questo caso, a mio giudizio, il giudice potrebbe accogliere la richiesta del condomino appartenente alla “razza” suddetta.

Il mio consiglio, fino a che non ci saranno precise disposizioni in merito, è convocare l’ assemblea in luoghi sprovvisti di controllo.

Ciò in quanto, dalle informazioni disponibili, pare che l’ amministratore e il presidente non siano soggetti legittimati al controllo del “green pass”.

Inoltre, se possibile, si può convocare l’ assemblea da remoto per tutti.

Escluderei la possibilità di svolgere l’ assemblea in forma mista, obbligando la “razza” dei non vaccinati di partecipare solo in forma telematica, perchè ciò potrebbe dar luogo a contenziosi di difficile soluzione.

Convivenza in condominio tra la “razza” di vaccinati e la “razza” dei non vaccinati.

Elenco dei residenti della “razza” dei non vaccinati.

In questa situazione di impazzimento generale, è possibile che dei condòmini della “razza” di vaccinati chiedano all’ amministratore l’ elenco delle persone residenti che facciano parte della “razza” di non vaccinati.

A mio giudizio l’ amministratore non dovrà fornire l’ elenco dei “non vaccinati” poichè si esporrebbe a rischi di natura legale.

Inoltre, vi è da aggiungere che, in questo caso, l’ amministratore dovrebbe prima procurarsi l’ elenco dei residenti che appartengono alla “razza” dei non vaccinati.

Ciò potrebbe creare dei problemi legali di difficile soluzione, poichè, a mio giudizio, l’ amministratore non ha il potere di reperire e diffondere queste informazioni di natura sanitaria.

Richiesta di uscite separate per la “razza” dei vaccinati e la “razza” dei non vaccinati

In teoria, ci potrebbe essere una raccolta firme per chiedere all’ amministratore di impedire l’ accesso al portone principale del condominio, predisponendo per la “razza” dei non vaccinati un uscita apposita.

A mio giudizio l’ amministratore non ha il potere di aderire a questa richiesta, senza un’ apposita disposizione del giudice o dell’ autorità.

Resta la speranza che il governo si ravveda

Spero con tutto il cuore che il governo abbia un sussulto di consapevolezza, e si accorga delle conseguenze del provvedimento che tra pochi giorni andrà in vigore.

Nella storia abbiamo già vissuto queste esperienze, e in passato non è finita bene, nè per la popolazione, nè per chi ha avuto l’ idea di escludere una parte dei cittadini dalla vita pubblica.

One Response to "Covid 19 e condominio"

  • Antonio Addolorato
    26 Agosto 2021 - 9:43

    Mi sembra una situazione complicata.
    Il governo riuscirà a gestirla?

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