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UAAR, La fede nella "non religione"

UAAR, La fede nella “non religione”

Cari amici,

Domani a Roma avverrà il primo meeting dei non credenti italiani.

Mi interessa ragionare “fuori dagli schemi” sulla fede e sulla religione.

Stamattina, mentre venivo al lavoro, mi sono imbattuto nel giornale City, in cui era contenuta un’ intervista ad Adele Orioli, portavoce dell’ associazione UAAR.

Questo movimento difende il diritto al cosiddetto “sbattezzo”, ossia della possibilità di rinunciare formalmente al sacramento del battesimo per mezzo di una apposita richiesta di rinuncia ufficiale, da annotare sui registri ufficiali tenuti nelle Chiese che amministrano i sacramenti.

Non avevo mai immaginato questa possibilità, e non conoscevo questa esigenza che, evidentemente, è sentita da gruppi organizzati di laici.

Ebbene, mi sembra giusto sostenere questo diritto da parte di chi voglia esercitarlo, e non mi sembra neanche opportuno richiamare in questa sede le convinzioni della Chiesa Cattolica sulla indissolubilità del sacramento, perchè queste idee sono valide soltanto per chi si riconosce come appartenente alla Chiesa Cattolica.

Soltanto mi preme scrivere che c’ è una profonda differenza tra il concetto di “fede” e il concetto di “religione”, e mi piacerebbe che in casi come questo venisse precisamente puntualizzata.

La “fede”, infatti, riguarda le convinzioni personali che rispondono alle principali domande dell’ esistenza: Chi sono? Da dove vengo prima di nascere? Dove andrò dopo la morte?

Tutti gli uomini che camminano sulla terra sono interrogati dalla vita stessa, e “devono” rispondere a queste domande, se non vogliono “lasciarsi vivere” in un’ illusione di immortalità che non gli appartiene.

Su queste domande credo e spero che in futuro si potrà fondare una profonda fratellanza universale, che abbia a cuore il bene dell’ uomo e del suo futuro.

La religione, invece, evidenzia il credo condiviso di una comunità di persone, le quali si danno un’ organizzazione ed una gerarchia per manifestarla, approfondirla e diffonderla.

Da questo punto di vista tra l’ associazione UAAR e la Chiesa Cattolica non ci sono evidenti differenze.

E’ opportuno ricordare a chi “crede” che Dio è al di sopra di queste polemiche, fa piovere sui buoni e sui cattivi, e vorrebbe che gli uomini si occupassero di più del “cuore” e meno della “mente”.

E a chi non crede prego per lui che abbia il coraggio di vivere ogni giorno senza risposte, e di trovare le giuste illusioni per fargli comunque scegliere di essere buono e onesto con gli altri.

    “Quando il guru si sedeva per le funzioni religiose, ogni sera arrivava il gatto del santuario e distraeva i fedeli. Così egli ordinò che durante le funzioni serali il gatto venisse legato. Molto tempo dopo la morte del guru si continuava a legare il gatto durante le funzioni serali. E quando alla fine il gatto morì, portarono al santuario un’ altro gatto per legarlo debitamente durante le funzioni serali. Secoli dopo i discepoli del guru scrissero dotti trattati sul ruolo essenziale di un gatto in ogni funzione correttamente condotta”.

Dal sito UAAR:

Tutto pronto per il I meeting nazionale dei non credenti

Appuntamento per sabato 19 settembre a Roma: atei e agnostici sono ai blocchi di partenza per il loro primo meeting nazionale, durante il quale si discuterà dell’affermazione concreta della laicità dello Stato, dell’uguaglianza, giuridica e di fatto, di credenti e non credenti, della garanzia della stessa visibilità e dello stesso rispetto, e della fine di ogni privilegio accordato alle confessioni religiose. «Atei e agnostici non credono nei miracoli. Per questo, oggi e in questo paese, hanno deciso che è arrivata l’ora di darsi voce da sé», spiega il segretario nazionale della Uaar Raffaele Carcano.
Dalle ore 14.30, in piazzale Ankara a Roma, si alterneranno interventi sulla scuola, l’educazione, il testamento biologico, il battesimo e lo sbattezzo, i finanziamenti alle chiese, l’assistenza laica negli ospedali e il funerale laico, la scienza, le pari opportunità… Tra i relatori, anche Franco Grillini, Laura Balbo, Carlo Flamigni e i videointerventi di Margherita Hack e Piergiorgio Odifreddi. A fine serata, musica e spettacoli. Il programma completo si può leggere qui.
«Atei e agnostici, in Italia, sono un cittadino su sette. – prosegue Raffaele Carcano – E nel mondo sono circa un miliardo. Ma, mentre quasi ovunque nel mondo occidentale, la politica lo sta riconoscendo, in Italia si può venire censurati per aver detto, o scritto, che Dio non esiste». Intanto, si registra una crescita dell’attenzione sui temi del meeting, come testimoniato dall’uscita di un lungo servizio di Gabriele Romagnoli sul numero odierno di Vanity Fair.

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