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Milano, la Casa di Via Zurigo

Milano, la Casa di Via Zurigo, il piccolo "miracolo" della solidarietà al Giambellino
Cinque associazioni milanesi hanno inaugurato la "Casa di Via Zurigo", un condominio che ospiterà adolescenti in difficoltà, donne bisognose di protezione, ex tossicodipendenti e disabili anziani. Il progetto, in un immobile della Fondazione Sacra Famiglia, è realizzato da Caf, Comunità del Giambellino, Fondazione Don Carlo Gnocchi e le suore di Santa Giovanna Antida

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MILANO – Come mettere in una stessa casa adolescenti in difficoltà, donne che devono essere protette e nascoste, anziani disabili ed ex tossicodipendenti senza farlo diventare un mix potenzialmente esplosivo, ma trasformarlo in un’occasione di sinergia?

È la sfida della "Casa di via Zurigo", inaugurata il 1° ottobre a Milano, vicino al quartiere Giambellino, quello cantato da Giorgio Gaber nella Ballata del Cerutti Gino. "La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro", questa è la frase di Schopenhauer scelta dal condominio solidale per descrivere la propria missione.

Le quattro realtà. Nella casa di quattro piani con un ampio giardino, di proprietà della Fondazione Sacra Famiglia, erano già da molti anni presenti la comunità residenza per adulti disabili della Fondazione Don Gnocchi, la Comunità del Giambellino, che accoglie uomini e donne che si sono lasciati alle spalle la dipendenza dalla droga, e la Casa di prima accoglienza Santa Giovanna Antida per donne italiane e straniere che hanno bisogno di protezione. L’ultima realtà arrivata è il Caf, il primo centro fondato in Italia nel 1979 dedicato alla cura dei bambini maltrattati, che finora aveva accolto 800 minori dai 3 ai 12 anni.

Nella "Casa di Via Zurigo" dà vita al Progetto Teen per 10 ragazzi/e di età compresa fra i 12 e i 18 anni; saranno accolti in una comunità con un percorso educativo e di sostegno psicologico personalizzato, che coinvolgerà la famiglia d’origine e i servizi sociali del territorio. Accanto alla comunità residenziale, il Caf avvia anche uno spazio diurno per altri 15 adolescenti della zona, che continueranno a vivere sotto il tetto familiare, ma che saranno aiutati nei compiti o nei momenti di crisi familiare.

Il parere di Charmet. Spiega lo psichiatra Gustavo Pietropolli Charmet, presidente dell’associazione: "Inseguivamo da anni il progetto di offrire anche agli adolescenti una comunità nella quale risiedere il tempo necessario per riparare i danni e riorientarsi nel labirinto della crescita. Ci auguriamo di essere capaci di offrire ai ragazzi una struttura residenziale nuova non solo dal punto di vista logistico, ma soprattutto da quello dell’innovazione educativa e dell’offerta di relazioni autentiche. La relazione con gli adolescenti è complessa, ma aiuta a crescere anche gli adulti".

Tra il rifiuto della ghettizzazione. Emanuela Angelini, sempre del Caf, aggiunge un ulteriore elemento caratterizzante: il condominio solidale non sarà isolato in luoghi di campagna o montagna. "La scommessa – spiega – è portare nella città persone di cui spesso si dice teniamoli lontano così non nuocciono, con il rischio della ghettizzazione. Portali nella vita cittadina, invece, vuol dire lavorare per un inserimento vero e pieno in quello che sarà l’ambiente del loro futuro".

Angelini fa un esempio delle sinergie che possono scattare tra le varie realtà del condominio: "I nostri ragazzi fanno volontariato qualche piano più sotto con i disabili anziani; è un’interazione che dà dignità anche a giovani che arrivano da storie difficili".

La Fondazione Sacra Famiglia. Anche la Fondazione Sacra Famiglia, proprietaria della casa, crede fortemente nel progetto. L’arrivo del Caf, peraltro, è stata l’occasione per ristrutturare e rilanciare anche gli appartamenti delle altre realtà.

"Le attività ospitate – spiega il presidente don Vincenzo Brabante – rappresentano un’espressione esemplare dello spirito di carità e accoglienza che nel 1896 animava il nostro fondatore monsignor Domenico Pogliani".

Da quando l’allora parroco di Cesano Boscone, alle porte di Milano, iniziò ad accogliere in casa sua cinque bisognosi della campagna lombarda, questa realtà è cresciuta arrivando a seguire, nell’ultimo anno, 7mila persone con disabilità psicofisica e anziani non autosufficienti.
http://www.repubblica.it/solidarieta/vo … -97494032/

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