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In attesa che il dollaro crolli, facciamo il punto sulla crisi mondiale

L’oro vola e ritocca il record.
Dollaro debole, sale il petrolio

Cari amici,

Sulla Web Page del Sole 24 ore di oggi appare un articolo illuminante, che in poche righe descrive la situazione macro economica mondiale.

Nel merito si rileva che l’ oro continua ad incrementare il suo valore, poichè è considerato l’ unico bene “rifugio” che può sostituire il dollaro americano.

Il prezzo del petrolio ha ripreso la sua corsa “naturale”, poichè il mercato sta ormai scontando il fatto che esiste una depressione economica che non si sa come si evolverà.

Pertanto, appare un equilibrio stagnante che non serve più a frenare la naturale pressione sui prezzi del petrolio, dovuta da una parte ad un consumo sempre più eccessivo di carburanti fossili; dall’ altro appare una stagnazione dell’ offerta di petrolio, la quale è sempre più inadeguata per soddisfare il consumo di “oro nero” nel mondo.

Infine vi è da rilevare che il prezzo del petrolio è quotato in dollari!

Pertanto, i mercati scontano le aspettative di ribasso sul valore del dollaro, e tendono a compensare questa perdita con un incremento dei prezzi di mercato del petrolio.

Il dollaro americano è la grande incognita, il fattore X che ormai destabilizza gli equilibri valutari del mondo, condiziona le borse, e obbliga gli analisti a restare vigili su possibili improvvise svalutazioni che potrebbero verificarsi senza alcun segnale di preavviso.

La politica di Obama alimenta questa incertezza, in quanto le sue iniziative politiche tendono ad incrementare il debito pubblico USA, che già si trova oltre ogni ragionevole livello di debito accettabile per il “resto del mondo” che è in possesso di crediti e di valuta americana.

Il sole 24 ore

L’oro ha aggiornato stamani il record assoluto: sui mercati asiatici il metallo prezioso vola a 1.165,23dollari l’oncia (+1,3%). Incidono i soliti fattori: paura per la debolezza del dollaro, di un’esplosione dell’inflazione e di una ripresa economica molto più al rallentatore di quanto finora previsto. L’oro, che da inizio anno si è apprezzato i oltre il 32%, trascina al rialzo il resto dei metalli preziosi. Stamani l’argento quota 18,76, il platino 1.460,50 e il palladio 366 dollari.

Sul fronte dei cambi il dollaro risente del nuovo record dell’oro e dell’aspettativa di un lungo periodo di tassi bassi negli Usa: l’euro apre in rialzo sopra 1,49 dollari sui mercati del Vecchio Continente. La moneta europea passa di mano a a 1,4960 dollari. Euro/yen a 132,53 e dollaro/yen a 88,52.

I prezzi del petrolio sono risaliti sopra 78 dollari il barile sui circuiti telematici asiatici. Il Wti di gennaio è in rialzo di 71 cent a 78,18 dollari il barile contro una chiusura al Nymex di 76,72 dollari (+74 cent) del contratto di dicembre in scadenza venerdì. Il Brent guadagna 75 cent a 77,95 dollari. Un ulteriore elemento di tensione sui prezzi che aggiunge un premio per il rischio geopolitico è rappresentato dalle nuove minacce rivolte dall’Iran all’Occidente.

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