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Taggato: Informazione alternativa, Politica
- Questo topic ha 142 risposte, 1 partecipante ed è stato aggiornato l'ultima volta 1 giorno fa da
grandeindio.
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15 Giugno 2026 alle 9:11 #137734
grandeindioAmministratore del forumLa tecnocrazia globale a venire ha già un nome? – Leonardo Guerra
22 Giugno 2026 alle 9:39 #137750
grandeindioAmministratore del forumCosa non vediamo dietro le guerre in corso – Alessandro Volpi, Armando Savini
26 Giugno 2026 alle 10:06 #137764
grandeindioAmministratore del forumDopo lo scontro diplomatico tra Usa e Italia, il più duro degli ultimi decenni, a complicare le cose ci si è messo anche il segretario generale della Nato Rutte. Una gaffe o un attacco premeditato? E in ambito Nato Grecia e Turchia sono in stato di pre guerra. Sul fronte russo poi è da segnalare un violentissimo alterco tra Ucraina e Polonia, uno dei bastioni contro Mosca, che si scontrano sulla seconda guerra mondiale dando vita a un colossale incidente diplomatico. Insomma l’alleanza occidentale sta andando in pezzi.
1 Luglio 2026 alle 10:23 #137768
grandeindioAmministratore del forum@kappaeffe86 Ray Dalio avverte: “Nessuno sa cosa sta arrivando”📊📈 #economia #finanza #raydalio
2 Luglio 2026 alle 9:55 #137769
grandeindioAmministratore del forumLa chat segreta braccio operativo del “terzo polo”? – Umberto Pascali, Davide Rossi
9 Luglio 2026 alle 10:38 #137829
grandeindioAmministratore del forumTrump allontana Israele e punta sulla Turchia? – Maurizio Milano, Umberto Pascali
13 Luglio 2026 alle 10:14 #137837
grandeindioAmministratore del forumEcco a chi rispondono i leader mondiali – Armando Savini
14 Agosto 2026 alle 10:28 #137951
grandeindioAmministratore del forum3 Settembre 2026 alle 11:35 #138065
grandeindioAmministratore del forumMerz Burnham Macron: ultimi tentativi per la guerra? – Maurizio Milano, Umberto Pascali
15 Settembre 2026 alle 10:07 #138083
grandeindioAmministratore del forumI cittadini vogliono davvero continuare la guerra in Ucraina? No. Diversi sondaggi citati in questa puntata di Guerra e Pace 2.0 indicano un crescente scetticismo verso l’invio di armi a Kiev. Eppure, dopo oltre quattro anni di conflitto, il sostegno europeo prosegue. Da qui la domanda: se una parte consistente dell’opinione pubblica chiede negoziati, chi ha interesse a continuare? Per Gianandrea Gaiani la risposta passa innanzitutto dal fallimento degli obiettivi dichiarati. Nonostante centinaia di miliardi di aiuti occidentali, Kiev non ha riconquistato i territori perduti e continua a subire la pressione russa. Una situazione che alimenta tra i cittadini la sensazione di aver sostenuto enormi costi senza avvicinare la fine della guerra. C’è poi un problema tutto europeo. Dopo anni trascorsi a sostenere che Kiev dovesse essere appoggiata “fino alla vittoria”, accettare oggi un compromesso significherebbe per molti governi riconoscere che gli obiettivi iniziali non sono stati raggiunti. Secondo Gaiani, proprio questo costo politico potrebbe contribuire alla rigidità delle cancellerie europee.
Sul tavolo ci sono anche enormi interessi economici. L’Europa finanzia Kiev e acquista armamenti, mentre l’industria della difesa beneficia di commesse crescenti. Parallelamente resta aperto il problema dei controlli sull’utilizzo dei fondi destinati all’Ucraina. Gaiani precisa di non avere prove di irregolarità europee, ma ritiene insufficiente la verifica su una massa di denaro così imponente. Il paradosso diventa così politico prima ancora che militare. Mentre cresce la stanchezza dell’opinione pubblica e aumentano i problemi economici interni, la strategia europea sembra difficile da modificare. E se nuovi negoziati dovessero realmente aprirsi, arriverebbe forse la risposta alla domanda più scomoda: dopo quattro anni di guerra, chi è davvero disposto ad accettare la pace e chi, invece, ritiene ancora conveniente rinviarla?
24 Settembre 2026 alle 10:00 #138140
grandeindioAmministratore del forumTrump Xi, il summit parte sotto una buona stella – Enrico Cheli, Umberto Pascali
28 Settembre 2026 alle 9:56 #138146
grandeindioAmministratore del forumL’inverno sta arrivando e i giornali lanciano l’allarme sui rincari del gas, scaricando tutta la colpa sulle tensioni internazionali e le guerre in corso. Ma è davvero così, o non ce la raccontano tutta come al solito?
L’impennata dei costi non è una fatalità dovuta alle guerre, ma la conseguenza diretta di una precisa scelta politica: aver deciso di legarsi mani e piedi al volatile mercato globale, cancellando lo storico fornitore per assurdi motivi ideologici.7 Ottobre 2026 alle 10:50 #138156
grandeindioAmministratore del forumL’analista geopolitico Fabrizio Agnocchetti commenta l’aumento delle tensioni in Francia, represse con molti arresti da parte dello screditato governo Macron. “Le Pen e Melenchon rappresentano due idee di Francia inconciliabili fra di loro. Le proteste di oggi sono solo un piccolo antipasto di quello che accadrà sotto elezioni…”
8 Ottobre 2026 alle 10:53 #138157
grandeindioAmministratore del forumL’articolo 11 della Costituzione italiana sancisce che l’Italia ripudia la guerra. Ma è davvero così? I tamburi di una guerra assurda e pretestuosa contro la Russia continuano a rullare ed è necessario uscire dall’ipocrisia. E’ la tesi proposta da Gabriele Guzzi in dialogo con Marcello Foa per una nuova puntata di Giù la maschera. Guzzi è un giovane intellettuale emergente e lancia una provocazione: l’Italia deve diventare davvero una potenza di pace e dotarsi di una vera progettualità strategica; dunque abbracciare una neutralità e stabilire le proprie priorità, ad esempio ma non solo, in ambito energetico, sottraendosi alle logiche di mercato, laddove necessario.
Il problema è che oggi la classe politica è incapace di elevare la riflessione, oltre gli slogan più semplici e banali, Guzzi tuttavia è critico, oltre che verso l’establishment filo Nato che accomuna gran parte della destra e della sinistra, anche nei confronti dei pacifisti, il cui atteggiamento risulta troppo spesso retorico, e inconcludente. Tutto questo mentre appare sempre più evidente il fallimento dell’Unione europea, a partire dalla moneta unica, in un contesto che richiederebbe l’elaborazione di strategie di crisi, per non farsi coinvolgere in una guerra con la Russia e prepararsi a un possibile crollo dell’euro.
12 Ottobre 2026 alle 9:46 #138168
grandeindioAmministratore del forumAlcune riflessioni in merito al recente accordo sul diesel tra i presidenti Trump e Putin e i contraccolpi sul sistema economico mondiale del caos nel Golfo Persico.
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