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Geopolitica, Globalizzazione, Finanza mondiale, Deep State

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  • #137321
    grandeindio
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    Il confronto/scontro tra Umberto Pascali e Franco Fracassi

    #137358
    grandeindio
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    BlackRock vuole i risparmi degli italiani: “Meno case, più finanza” – A. Savini, G. Maria Prati

    #137418
    grandeindio
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    Perché il blocco dello Stretto di Hormuz e il crollo del Credito Privato minacciano i tuoi investimenti?

    Il fallimento dei negoziati USA-Iran innesca un rischio geopolitico sistemico.

    L’Iran, con l’appoggio della Cina, forza i transiti a Hormuz in yuan, sfidando il monopolio del petrodollaro. Mentre Trump minaccia un blocco navale insostenibile, a Wall Street esplode la bolla da 3 trilioni del Credito Privato, costringendo la Fed verso una nuova crisi strutturale.

    Qual è l’impatto di questa doppia crisi sui mercati? L’energia rincara, l’inflazione riparte e i fondi pensione esposti ai prestiti PIK rischiano il default, bloccando il taglio dei tassi della BCE.

    In questo video analizziamo i pilastri di questa transizione politica ed economica:
    • La sfida della Cina al Petrodollaro: Come Pechino sta forzando i pagamenti del greggio in yuan nello Stretto di Hormuz.
    • Il bluff del blocco navale americano: I veri costi logistici, i premi assicurativi alle stelle e l’impatto a lungo termine sull’inflazione.
    • La bolla del Credito Privato: I rischi sistemici nascosti nei prestiti PIK (Payment in Kind) e l’esposizione fatale dei fondi pensione.
    • I nuovi CDS di JP Morgan: Il ritorno dei Credit Default Swap e come le grandi banche si preparano al crollo (replicando lo schema del 2008).

    #137435
    grandeindio
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    Iran, la “soluzione Lavrov” e la vicenda Trump vs Leone 14° – Umberto Pascali

    #137531
    grandeindio
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    Secondo quanto rivelato dal «Wall Street Journal» sulla base delle confidenze rese da fonti a conoscenza della questione, gli Emirati Arabi Uniti avrebbero richiesto all’amministrazione Trump l’apertura di linee di swap in dollari necessarie a tamponare le falle prodotte nei conti pubblici del Paese dalla guerra israelo-statunitense contro l’Iran. In caso di mancato accoglimento della richiesta, le autorità di Abu Dhabi avrebbero minacciato di regolare le transazioni energetiche in yuan-renminbi.
    Nell’arco di poche ore, rivela il «New York Times», il segretario al Tesoro Bessent ha espresso sostegno all’ipotesi di fornire supporto economico sotto forma di un swap valutario agli Emirati Arabi Uniti. Nel corso di un’audizione al Senato, Bessent ha ammesso che gli Emirati Arabi Uniti, di concerto con diversi altri Paesi del Golfo Persico e dell’Asia, avevano chiesto informazioni sulla possibilità di ottenere linee di swap.
    Muoversi in questa direzione, ha spiegato Bessent, impedirebbe lo “scaricamento” disordinato di asset statunitensi dovuto alla necessità impellente di incamerare valuta pregiata avvertita con sempre maggiore urgenza dai Paesi maggiormente dipendenti dagli approvvigionamenti che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz.

    #137534
    grandeindio
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    Michael Hudson: La guerra in Iran scatena l’Armageddon finanziario globale

    #137543
    grandeindio
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    Il Trucco Fiscale del Giappone: la tassa invisibile che brucia i tuoi risparmi

    #137558
    grandeindio
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    In questa intervista al canale di Glenn Diesen, Jeffrey Sachs analizza la frammentazione dell’economia globale e denuncia la trasformazione dell’economia in uno strumento di guerra contro Russia e Cina.
    Secondo Sachs, Stati Uniti ed Europa hanno abbandonato la logica della prosperità condivisa per inseguire il mantenimento dell’egemonia occidentale.
    Al centro del confronto: guerra economica, sanzioni, Iran, Cina, Russia, declino europeo, blocchi navali e nuovo equilibrio mondiale.

    #137561
    grandeindio
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    Guerre e crisi industriale: i nostri governi vogliono distruggerci? – Alessandro Fusillo

    Come è possibile che da decenni i governi dell’Italia e degli altri Paesi europei, di qualsiasi colore, siano i diretti responsabili di una distruzione del nostro tessuto economico, industriale e sociale dei Paesi che governano? E’ semplice incapacità o obbediscono a degli ordini? E come è possibile per i cittadini tornare a determinare politicamente il proprio futuro? Ne abbiamo parlato con l’Avv. Alessandro Fusillo.

    #137607
    grandeindio
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    A Levante questa sera, 15 maggio 2026, Margherita Furlan, Massimo Mazzucco e Roberto Quaglia dialogano sulla settimana che ha cambiato la mappa del mondo. Trump vola a Pechino e Xi Jinping gli pone la domanda che nessun presidente americano vorrebbe sentire: «La Cina e gli Stati Uniti possono superare la Trappola di Tucidide?». Draghi ad Aquisgrana ammette che l’Europa è sola. Yermak, il braccio destro di Zelensky, finisce in carcere per corruzione. E intanto le banche centrali del pianeta scaricano dollari e accumulano oro a ritmi che non si vedevano dagli anni Settanta.

    #137632
    grandeindio
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    #137660
    grandeindio
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    “L’Italia è indifesa, Meloni ha regalato i nostri missili”: l’accusa di Orsini

    #137663
    grandeindio
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    #137694
    grandeindio
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    Il metodo Trump per il dominio: non vincere le elezioni, ma controllare il partito. Non governare per il paese, ma stamparsi la faccia sui soldi. Lo stratega repubblicano Liam Donovan spiega a Ezra Klein come funziona — e perché è pericoloso.
    Intanto la guerra in Iran entra nel quarto mese con un accordo sul tavolo: 60 giorni di tregua e riapertura dello Stretto di Hormuz. Ma Trump non ha firmato, i falchi lo supplicano di non cedere, e l’Iran dà una versione diversa da quella americana. Scontri in corso: droni abbattuti, balistici intercettati dal Kuwait, raid su Bandar Abbas.
    In India esplode il Cockroach Janta Party: 23 milioni di follower dopo che un giudice della Corte Suprema ha definito i giovani disoccupati “scarafaggi”. Nel deserto cinese, immagini satellitari rivelano una rete enorme di rampe di lancio e bunker attorno ai silos nucleari — la Cina si prepara a garantirsi la capacità di secondo colpo. E intanto inonda l’Europa di merci a basso costo, spaccando l’UE.
    Un drone russo colpisce un palazzo di 10 piani a Galati, in Romania — paese NATO. Prima volta che un drone causa feriti in un’area abitata. In Francia, l’ex direttrice di RT è ospite fissa del primo canale di notizie del paese. E in Armenia, la Russia trasporta elettori per fermare il pivot verso l’Occidente.
    Chiudiamo con l’Italia: Crosetto si batte per i fondi europei per la difesa, Conte e M5S dicono no all’Ucraina in Europa, e il campo largo si spacca.
    Noi siamo Federica e Simone, e questo è Mana & Mob.

    #137733
    grandeindio
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    Un veterano disabile chiuso fuori dai cancelli di casa sua. E l’uomo che ha fatto montare quei cancelli, oggi a un passo dal diventare il primo trilionario della storia.
    L’IPO di SpaceX è la quotazione più grande di sempre: 1.770 miliardi di dollari di valutazione, il record di Saudi Aramco doppiato — e dentro quella cifra, accanto ai ricavi veri di Starlink, ci sono data center in orbita e hotel sulla Luna. Ma dietro i numeri c’è molto di più: Starbase, la città-azienda in Texas dove ogni strada ha un cancello, le case sono solo in affitto per i dipendenti e il consiglio comunale non ha mai registrato un voto contrario. E dietro Starbase c’è un’idea antica quanto l’America: la convinzione, oggi predicata apertamente da Peter Thiel, Elon Musk e dai vertici della Silicon Valley, che la disuguaglianza sia naturale e persino buona. Un’idea che nella storia americana riemerge sempre nello stesso momento — quando la ricchezza si concentra — e che da John Adams agli schiavisti, dai monopolisti dell’acciaio fino a oggi, arriva sempre dopo l’accumulazione, mai prima. Intanto, nelle contee americane, il 71% dei cittadini si oppone ai data center: una rivolta dal basso che cresce e che nessun partito vuole guidare.
    In questa puntata smontiamo la valutazione di SpaceX pezzo per pezzo, entriamo nella prima colonia di Musk sulla Terra, risaliamo la genealogia dell’ideologia della disuguaglianza e raccontiamo perché la rabbia contro l’AI fisica potrebbe ridisegnare la politica americana. Con un precedente storico che dice come vanno a finire le utopie dei titani: Fordlandia.

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