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Berlusconi, Benigni e i sogni degli italiani

Cari amici,

Qualcosa sull’ anniversario dell’ unità d’ Italia bisogna pur dirla.

Ci stiamo facendo scappare questa ricorrenza tra polemiche e piccoli egoismi.

….eppure abbiamo bisogno di sognare!

Me ne sono accorto quando a Sanremo Benigni è apparso su un cavallo bianco con i mano la nostra bandiera.

Mi ricordo che in passato non avevo un buon rapporto con la nostra bandiera.

Ho fatto il militare, e quando la mattina mi recavo all’ adunata i miei pensieri, devo ammetterlo, non erano patriottici.

Ma ultimamente mi sto accorgendo che il valore delle cose si scopre quando ci si accorge della loro mancanza.

La pochezza morale e intellettuale dei nostri politicanti mi fa venire nostalgia per una politica sincera, onesta, attenta alle persone, rispettosa dei valori morali e della dignità delle persone.

Mi chiedo se sia possibile ricercare il bene dell’ uomo in modo che non sia oltraggiato dalla ricerca del potere e della ricchezza.

Non so come rispondere a questa domanda che lascio a chi leggerà dopo.

Ciò che so è che abbiamo bisogno di sognare! Senza sogni la nostra nazione deperirà in una guerra tra ricchi e poveri.

La stessa guerra che oggi sta incominciando in medio oriente, presto o tardi la vedremo sotto le nostre finestre, perchè agli uomini non si può negare per moltissimo tempo la libertà, la dignità e l’ aspirazione ad una vita dignitosa.

Tutta la gentaglia che ci sbatte in faccia la loro ricchezza come se fosse un diritto, ci deruba del nostro diritto alla dignità politica.

Abbiamo tutti il diritto ad un futuro migliore!

Il Sole 24 ore

Il Cdm approva la relazione sulla riforma della giustizia del ministro Alfano. La tanto preannunciata riforma è arrivata sul tavolo del consiglio dei ministri come «fuori sacco», con una relazione del Guardasigilli. Una relazione introduttiva approvata all’unanimità. Una relazione giudicata «positiva», «ottima» dal premier Silvio Berlusconi. «Ora andiamo avanti con la riforma». Berlusconi avrebbe ricordato ai ministri presenti che la riforma «é uno dei punti più importanti del nostro pogramma di governo». In Cdm lo stesso Berlusconi ha insistito sul fatto che la riforma va approvata in tempi stretti, perchè è un problema non più rinviabile, da risolvere quanto prima». Includendo nel pacchetto anche le intercettazioni e il ripristino dell’immunità parlamentare prevista dal vecchio articolo 68 della Costituzione.

Berlusconi: con il Vaticano tutto bene. Napolitano: anche il Papa alle celebrazioni per l’Unità d’Italia
Un Cdm straordinario per l’approvazione definitiva della riforma
Sarà un Consiglio dei ministri straordinario convocato nei prossimi giorni a procedere all’approvazione definitiva della riforma costituzionale della giustizia. Intanto un comitato formato da ministri ed esperti si riunirà per approfondire i contenuti. La riforma è costituita da una parte di modifiche costituzionali e da una parte parlamentare che viaggerà per via ordinaria: è previsto, infatti, un ddl costituzionale per separare le carriere di giudici e pm e di conseguenza per dividere in due il Csm. Previsti anche più poteri al ministro della Giustizia. Non è escluso che il governo intenda procedere anche con un ddl sulla responsabilità civile dei magistrati.

Arriva la conferenza della Repubblica
Via libera anche a una nuova istituzione, la Conferenza della Repubblica, con cui cambierà in modo sostanziale il funzionamento dell’organismo di raccordo e decisione delle regioni (e degli enti locali). L’obiettivo è rivedere le modalità di funzionamento della Conferenza delle Regioni e dell’Unificata (che unisce Stato-Regioni e Stato-città e autonomie locali) ed adeguarla alla riforma federalista, intervenendo in particolare sui tempi di decisione. Sul provvedimento che istituisce la conferenza della Repubblica verrà sentita la conferenza Stato-Regioni. «Sono molto soddisfatto – ha detto il ministro per i Rapporti regionali Raffaele Fitto – poichè si tratta di una riforma importante che adegua il sistema e le forme delle relazioni tra Stato e Autonomie».
Il 17 marzo festa dell’Unità d’Italia
Oggi è stata messa poi la parola fine sulla questione della festività del 17 marzo, in occasione dell’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto che istituisce il 17 marzo festa nazionale. «il 17 marzo – ha detto il ministro della Difesa, Ignazio la Russa – sarà festa nazionale a tutti gli effetti civili». La decisione é stata presa «con la riserva e la non adesione di tre ministri». La questione della copertura finanziaria é stata superata con il trasferimento «degli effetti economici e degli istituti giuridici e contrattuali dalla festa del 4 novembre al 17 marzo. Questo varrà solo per il 2011». La Russa ha aggiunto che «sarebbe stato difficile da capire dire che é la festa di tutti andando a lavorare».
Per la Lega la festa è una «follia incostituzionale»
Per il ministro leghista Roberto Calderoli «fare un decreto legge per istituire la festività del 17 marzo, un decreto legge privo di copertura (traslare come copertura gli effetti del 4 di novembre, infatti, rappresenta soltanto un pannicello caldo e non a casa mancava la relazione tecnica obbligatoria prevista dalla legge di contabilità), in un Paese che ha il primo debito pubblico europeo e il terzo a livello mondiale e in più farlo in un momento di crisi economica internazionale é pura follia. Ed è anche incostituzionale».

Impianti nucleari: modificato il decreto sui siti
Il Consiglio dei Ministri ha approvato le modifiche al decreto legislativo sull’individuazione dei siti per la realizzazione di impianti nucleari. Il provvedimento recepisce i rilievi posti dalla Corte Costituzionale che aveva chiesto un parere preventivo, seppure non vincolante, delle regioni interessate alla costruzione delle centrali.
Ok a nuovo regolamento dirigenti pubblici
Il consiglio dei ministri ha approvato pure in via preliminare il «Regolamento sulle modalità di compimento del periodo di formazione all’estero per i neo dirigenti di prima fascia», in attuazione della riforma Brunetta. Lo schema di regolamento disciplina un periodo di formazione semestrale all’estero per chi abbia superato il concorso. Sul testo verrà acquisito il parere del consiglio di Stato.

Parte l’Anvur
Palazzo Chigi ha infine approvato definitivamente, dopo l’ok delle commissioni parlamentari, la nomina dei componenti dell’Anvur, l’agenzia di valutazione di università e ricerca, che quindi può finalmente decollare. I nuovi componenti dell’Anvure saranno quindi: Fiorella Kostoris, Luisa Ribolzi, Sergio Benedetto, Andrea Bonaccorsi, Massimo Castagnaro, Stefano Fantoni e Giuseppe Novelli.

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