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USA, La crisi finanziaria si abbatte sull’ economia reale

La disoccupazione Usa supera l’8%
Obama: «Dobbiamo agire e lo faremo»

Per il terzo mese consecutivo l’economia americana ha perso più di 600mila posti di lavoro: 4,4 milioni dal dicembre 2007

Cari amici,

Gli Usa stanno per iniziare un periodo di recessione che non ha precedenti storici.

L’ Economia reale sta iniziando ad attraversare la crisi economica, iniziata con lo scoppio della bolla finanziaria americana.

Tengo a precisare che questo è solo l’ inizio del crollo.

Oggi gli USA, tecnicamente, sono già in bancarotta, e riescono a restare a galla soltanto a causa della loro supremazia politica e militare.

Ma ormai le difficoltà economiche e finanziarie sono così evidenti che non si potrà nascondere ancora per tanto il gigantesco debito pubblico USA e lo scarso valore reale del dollaro americano.

Bisogna avere gli occhi bendati per non vedere che gli USA cercano disperatamente di tenersi a galla stampando e mettendo in circolazione montagne di banconote e di titoli di debito, sperando che il resto del mondo continui ad usare la valuta americana come se avesse ancora valore.

Prima o poi questo equilibrio si romperà improvvisamente, probabilmente a causa di qualche paese non “allineato” che comincerà ad accettare altre valute “forti” alternative al dollaro come pagamento del petrolio.

Il crack non si è ancora verificato soltanto perchè tutti hanno paura di affrontare le conseguenze della contrazione dei consumi mondiali, che seguirebbe immediatamente al tracollo finanziario ed economico USA.

Per questo tutti, silenziosamente, continuano ad accumulare biglietti verdi e debiti americani a pagamento di beni e servizi, sperando che “in futuro” gli americani pagheranno con valore vero.

come dice il proverbio:

La speranza è l’ ultima a morire!

Corriere della sera

WASHINGTON – A febbraio la disoccupazione negli Usa è salita all’8,1%, contro il 7,9% previsto dagli analisti: il dato più alto mai registrato dal dicembre 1983. Persi 651mila posti di lavoro, in linea con la stima media. Nonostante questo la Casa Bianca parla di dati «spaventosi». «Durante questa recessione sono stati persi 4,4 milioni di posti di lavoro: una cifra sbalorditiva – ha detto il presidente Obama -. Abbiamo la responsabilità di agire ed è quello che faremo. Non accetto un futuro di disoccupazione per questo Paese» (video). Il presidente ha assicurato che «non ripeterà le stesse politiche che ci hanno portato in questa situazione» e ha negato che il governo stia assumendo un ruolo preponderante nell’economia. «Stiamo affrontando ogni sfida con azioni coraggiose» ha detto alla cerimonia di laurea di 25 reclute del dipartimento di polizia di Columbus, Ohio. Il presidente ha ricordato che con il piano di stimoli «il 95% dei lavoratori americani otterrà sgravi fiscali».

TERZO MESE CONSECUTIVO – Quanto ai salari medi orari, sempre a febbraio sono aumentati dello 0,2% rispetto a gennaio e del 3,6% rispetto a un anno prima. Per il terzo mese consecutivo, ricorda l’agenzia Bloomberg, l’economia americana ha perso più di 600mila posti di lavoro. Secondo i dati rivisti dal Dipartimento per il Lavoro, nei due mesi precedenti sono stati persi 161mila posti in più di quelli quantificati in precedenza. Il crollo del numero di buste paga a gennaio è stato infatti rivisto al rialzo, da 598 a 655mila, mentre quello di dicembre passa da 577 a 681mila, ovvero il maggior calo dall’ottobre del 1949.

4,4 MILIONI DI POSTI – L’economia statunitense ha quindi perso in totale 4,4 milioni di posti di lavoro, da quando è iniziata la recessione nel dicembre 2007, il peggior crollo dal dopoguerra. Nel settore manifatturiero il numero di buste paga è diminuito di 168mila unità; a gennaio il calo era stato di 207mila. Gli economisti si attendevano invece una contrazione di 200mila unità. Le imprese dei servizi, che includono banche, assicurazioni e ristoranti, hanno perso 375mila posti di lavoro dopo i 276mila di gennaio. E le società finanziarie hanno tagliato 44mila posizioni dopo le 52mila del mese precedente. Sempre in febbraio, infine, le richieste per bancarotta sono aumentate del 37% a oltre 130mila unità.

 

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