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Svastica sul braccio a Vigevano

Il sacrestano mette la svastica al braccio
Vigevano, incredulità tra i fedeli. Ma lui non si scompone: «Sono di destra, è libera espressione»
La diocesi: «Pronti ad agire contro il sacrestano con svastica al braccio»
Monsignor Claudio Baggini ha già contattato il parroco di San Dionigi per prendere provvedimenti

Cari amici,

I simboli fanno parte di noi, ma spesso questo fatto non lo accettiamo.

Oggi è il giorno della liberazione, e proprio oggi siamo più sensibili alle notizie come quella che riporto dal Corriere della Sera.

Mi chiedo cosa abbia spinto un sacrestano ad esporre un simbolo così denso di significati negativi come la svastica, “proprio” davanti ad un luogo che, invece, è simbolo di fede e di speranza universale.

Anche tutti noi siamo “simboli” dei valori che portiamo, e quando ci vestiamo la mattina inconsapevolmente siamo intenzionati a “mostrare” questa parte di noi.

Tutti gli anni mi chiedo se la festa del 25 aprile non sia un pochettino obsoleta, e non mi so dare una risposta.

In questa ricorrenza i telegiornali parlano di “libertà” e di “giustizia” in modo generico, ma credo che oggi queste parole debbano essere “riqualificate” con contenuti di valore nuovi e “innovativi”.

Quando ci sono persone che in un giorno guadagnano quanto in un anno possano percepire i residenti di un condominio di media grandezza, credo che questa non sia giustizia!

Quando la televisione è ripiena di programmi stupidi, che annullano il pensiero della gente e la costringono a pensare soltanto a “comprare”, a “risparmiare” e a “guadagnare”, credo che questa non sia libertà!

La cosiddetta “cultura del consumismo” ci opprime, e costringe le persone a guardare soltanto al valore economico delle cose, riducendo la vita ad una corsa verso il “niente”!

Pertanto “liberiamoci”!

Buon 25 aprile 2009 a tutti

 

Corriere della sera

MILANO – Dopo la pubblicazione sul Corriere della notizia riguardante il sacrestano di una chiesa di Vigevano ripreso davanti alla chiesa con una svastica al braccio, la diocesi di Vigevano informa, con una nota pubblicata sul suo portale web, che il parroco è stato contattato dal vescovo mons. Claudio Baggini e che sono già stati presi provvedimenti. Il sacrestano, il laico Anglo Idi, lavora nella parrocchia di San Dionigi in Francesco e martedì scorso, nel giorno in cui Israele commemora le vittime della Shoah, aveva accolto i fedeli davanti all’ingresso della chiesa con una svastica al braccio.

«LESA L’IMMAGINE DELLA DIOCESI» – «In merito alla vicenda del sacrestano della parrocchia di San Dionigi in Francesco di Vigevano, che si è fatto fotografare con al braccio una fascia con il simbolo che richiama al nazismo – si legge nella nota del portavoce della diocesi, mons. Emilio Pastormerlo – si rende noto che il vescovo di Vigevano, mons. Claudio Baggini, ha da subito avuto un incontro con il parroco, mons. Paolo Bonato, e lo stesso parroco ha assicurato che sono già stati presi i provvedimenti del caso per il signor Idi». «Il vescovo Mons. Baggini e il parroco Mons. Bonato – prosegue la nota – si dissociano da simile gesto, e valuteranno anche come salvaguardare l’immagine della diocesi, lesa da questo dipendente che comunque è sottoposto alle norme del diritto del lavoro».

IL 25 APRILE – «Il vescovo di Vigevano – afferma ancora la diocesi – auspica che simile gesto, dovuto ad un caso isolato e personale, non condizioni le celebrazioni del 25 Aprile, che richiamano quei valori di pace, di libertà e di democrazia che devono essere sempre difesi e testimoniati nella loro attualità, anche nel ricordo e nel rispetto di quelle persone che hanno offerto la loro vita per il bene comune della nostra Nazione».

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