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Santoro, Vauro e la libertà di stampa

Santoro ironico nella puntata ‘riparatrice’
«Lasciateci lavorare, vincerà Berlusconi»

«Siamo un Tg4 fatto bene». In studio un’esponente della Protezione civile. Scambio di cortesie con Guido Bertolaso

Cari amici,

ieri non mi sono perso la puntata di Anno zero, ed eravamo in buona compagnia!

Penso che Anno zero sia uno dei pochi programmi TV davvero “alternativi”, che ancora condizionano la politica italiana.

L’ accoppiata Travaglio/Santoro riesce molto spesso a criticare in modo argomentato e “fuori dal coro”, senza farsi condizionare dalla destra o dalla sinistra.

Scoprire cosa sia questa “destra” e questa “sinistra”, da un pò non mi importa più un “fico” (cito una famosa risposta di un politico ormai “storico”)!

La “sinistra” è scomparsa in mille idee che il PD, per come la vedo io, non riuscirà mai a tenere insieme.

La “destra” è offuscata dall’ enorme statura (in senso politico) di Berlusconi, che soffoca con la sua presenza e il suo spazio mediatico ogni possibile forma di collaborazione politica.

Per fortuna che la satira riesce ancora, qualche volta, a liberarsi da tutto ciò che opprime la discussione politica in Italia, e a comunicare qualcosa di originale!

Corriere della sera

ROMA – Un’introduzione breve e polemica, ma anche ironica: Michele Santoro ha aperto la puntata «riparatrice» di Annozero su Raidue ringraziando quanti gli hanno espresso solidarietà dopo l’intervento dei vertici Rai seguito alla puntata sul terremoto in Abruzzo. Poi ha scelto come interlocutori «i lettori del Giornale, che ci dedica quattro o cinque pagine al giorno»: «Lasciateci lavorare, perché come dice Emilio Fede noi facciamo vincere Berlusconi. Siamo come un Tg4 fatto bene» (video). Una puntata, quella andata in onda giovedì sera, che ha registrato un audience molto elevata: ieri sera i telespettatori che hanno visto la trasmissione sono stati 5 milioni e 277 mila con una share del 20.84.

«VAURO TORNERÀ» – Il conduttore ricorda l’impegno di esponenti del centrodestra sul fronte della libertà di stampa, citando la campagna per la pubblicazione delle vignette su Maometto e lamentando che «questo fronte improvvisamente si scioglie, se la prende con Annozero e con Vauro (sospeso dal direttore generale della Rai Masi, ndr)». «Vedrete che torna di sicuro – ha concluso Santoro assicurando la presenza del vignettista già dalla prossima puntata -. Non è qui, è a San Pietroburgo, ma Vauro e Annozero sono due entità inseparabili, quindi vedrete, tornerà, Berlusconi vincerà e tutti vivremo felici e contenti». Santoro ha poi “sfidato” il dg della Rai Mauro Masi: l’autrice satirica Francesca Fornario ha mostrato una serie di vignette di Vauro spacciandole per proprie. Questa volta è toccato a un Gesù lavoratore precario alle prese con una sua personalissima Via Crucis rappresentare la vena irriverente del disegnatore toscano.

BERLUSCONI-NERONE – Rivolgendosi poi a Masi, il conduttore ha detto: «Caro direttore generale, abbiamo uno scoop. La vignetta incriminata non è quella della cubatura dei cimiteri, ma un’altra. Quindi non c’è il corpo del reato». In un filmato si è visto l’attacco dell’arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Molinari sentito da Sandro Ruotolo: «La puntata non l’ho seguita – dice Molinari -, ma le vignette le ho viste sul giornale. Comunque non ho simpatia per Santoro. Non lo stimo ed è sempre polemico». Il prelato ha citato la vignetta di Berlusconi ritratto come Nerone che suona la cetra mentre Roma brucia. Questa sarebbe dunque, secondo Santoro, la vignetta “incriminata”. Niccolò Ghedini, parlamentare del Pdl presente in studio, ha detto di non condividere la sospensione di Vauro: «Non condivido quel tipo di satira, ma non ritengo che si debba essere sospesi». Al “caso-Vauro” è stato dedicato anche l’intervento finale di Sabina Guzzanti, che ha inscenato un “processo” contro il vignettista.

CONTESTATO PIANO-CASA – Il conduttore ha poi ringraziato il capo della Protezione civile, che poche ore prima aveva fatto lo stesso con lui in una lettera aperta: «Io voglio ringraziare proprio Bertolaso – ha detto Santoro -. Non abbiamo mai messo in dubbio la rapidità, l’efficienza e l’ampiezza di mezzi sul territorio. Noi però abbiamo voluto porre l’accento sul problema della prevenzione». Quindi ha ricordato le cifre che testimoniano l’impegno della Protezione civile nei confronti della popolazione terremotata. Subito dopo Marco Travaglio ha ricordato gli attacchi del Giornale al governo Prodi durante il terremoto in Umbria e i commenti lusinghieri di alcuni giornalisti sull’operato del premier. Quindi ha voluto leggere voci «non dissonanti», facendo una breve rassegna stampa di articoli favorevoli al governo e mettendo in parallelo Berlusconi con alcune frasi di Mussolini del 1924. Altro tema: il Piamo-casa. È stata trasmessa un’intervista a Salvatore Settis, ex presidente del Consiglio superiore dei beni culturali e attuale direttore della Normale di Pisa, che ha contestato il testo del governo Berlusconi e i suoi effetti sulla tutela del territorio. «Un progetto irresponsabile – ha detto – che nella formulazione iniziale conteneva elementi intolleranti». Settis ha puntato il dito contro il governo che non ha inserito norme antisismiche nel testo e ha parlato di un piano A e un piano B. «Adesso è il momento di moltiplicare i controlli» ha concluso Settis, che ha inoltre bocciato il ponte sullo Stretto di Messina.

GHEDINI-DI PIETRO – Proprio sul Piano-casa c’è stato un botta e risposta tra Ghedini e Di Pietro. L’esponente del Pdl ha accusato Settis di «totale disinformazione», in quanto non esistono piani B o piani A. Di Pietro ha sottolineato come da 50 anni non si stia facendo nulla per prevenire i disastri sismici. «I governi non fanno nulla, e anche il governo Prodi». Per Di Pietro occorre introdurre le norme antisismiche, non pensare «alle cattedrali del deserto, come il ponte sullo Stretto, ma fare un piano di sicurezza degli edifici del Paese». Anche il premier Berlusconi dall’Aquila ha parlato ai microfoni di Annozero: con tutte le zone sismiche che ci sono in Italia – ha detto – è impossibile eseguire controlli preventivi, edificio per edificio. La domanda rivolta al premier è proprio se i controlli in corso in questi giorni non si potessero fare prima del sisma. «Ci sono 1.500 tecnici che fanno l’inventario degli edifici, casa per casa, anzi stanza per stanza» dice Berlusconi. E il giornalista: non si poteva fare prima? «Tutto si può fare…», taglia corto il premier.

LETTERA DI BERTOLASO – Alla puntata “riparatrice” ha partecipato anche Titti Postiglione, responsabile del Servizio di coordinamento della Sala Situazione Italia della Protezione civile. «Serve una prevenzione strutturale – ha detto – perché contro i crolli non c’è nulla da fare. Per quanto riguarda il rischio sismico il problema non è solo l’Abruzzo ma buona parte del territorio nazionale». Postiglione ha promesso che gli sfollati del terremoto non passeranno l’inverno in tenda. Poche ore prima era stato lo stesso Guido Bertolaso a pubblicare una lettera aperta sul sito del dipartimento. Il capo della Protezione civile ringrazia i media per come hanno seguito il terremoto in Abruzzo e «Michele Santoro per l’opportunità che ci offre affidando a Titti il compito di ricambiare il regalo che un anno fa ci fece, senza saperlo, con due memorabili trasmissioni sui rifiuti a Napoli che ci hanno permesso, quando abbiamo acceso il termovalorizzatore di Acerra, di ricordare a tutti la situazione drammatica e sconvolgente dalla quale eravamo partiti». Bertolaso spiega perché non è andato lui da Santoro: «In studio c’è la più giovane responsabile europea di Sala Operativa, l’unica donna con questo compito, la più giovane tra quanti si assumono con professionalità e competenza responsabilità formidabili».

GIORDANO: «PUNTATA DI SFIDA» – L’impostazione della puntata “riparatrice” non è piaciuta al direttore del Giornale Mario Giordano. «Se questa è la puntata del riequilibrio… A me sembra piuttosto una puntata di sfida, di attacco e di rilancio». E rispondendo all’ironia del conduttore ha annunciato che venerdì dedicherà a Santoro e alla trasmissione la prima pagina e altre quattro del quotidiano. «Trovo abbastanza unico nella storia della tv un attacco a un giornale e ai suoi lettori chiamati poveretti. Questo è offensivo» ha concluso. E il portavoce del Pdl Daniele Capezzone: «Dopo i primi cinque minuti di Annozero e i due squallidi comizietti d’apertura di Santoro e Travaglio è chiaro che siamo alle solite: uso privato del mezzo pubblico». Luca Volontè (Udc) attacca le vignette di Vauro: «Santoro non potendosela prendere per ragioni di stipendio con Berlusconi, grazie alle blasfeme vignette di Vauro se la prende con Gesù Cristo e la sua Santa Passione. Un’indecenza vergognosa».

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