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Riforma della costituzione: A chi giova?

Brunetta: «Cambiare l’art.1 della Carta»
Insorgono Pd e Idv, frenano Pdl e Lega

Di Pietro: «Dai un dito e ti fregano un braccio». No
di Chiti. Calderoli: «A voler fare tutto si rischia il nulla»

Cari amici,

In questa continua girandola di polemiche sulla riforma della costituzione mi sento sempre più disorientato.

Mi sembra che tutti siano impegnati a tirare “l’ acqua al proprio mulino”, e raramente sento delle proposte non interessate.

Mi chiedo:

I princìpi che dovrebbero guidare queste riforme costituzionali quali sono?

Il potere di controllo della base elettorale dovrebbe essere migliorato? Se si, su quali basi?

Perchè non si nomina una commissione di “esperti” che abbia il compito di pubblicare dei commenti sulle proposte di riforma?

Come è possibile che da un tale guazzabuglio di opinioni farneticanti possa scaturire una riforma che migliori la costituzione vigente?

…resto intimamente preoccupato!

Corriere della sera

ROMA – Prove di dialogo sulle riforme. Dopo l’appello di Giorgio Napolitano nel discorso di fine anno, maggioranza e opposizione (con qualche distinguo) provano a riannodare l’esile filo del confronto politico. «Da contatti informali – confermano in una nota congiunta il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, e il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri – abbiamo tratto l’impressione che sia possibile riavviare un confronto partendo da molte proposte giacenti nella commissione Affari costituzionali del Senato e, in particolare, dalla cosiddetta bozza Violante. Anche se occorre a nostro parere ridiscutere a fondo i poteri e l’elezione del premier e diversi altri aspetti che non ci lasciano pienamente persuasi, soprattutto in riferimento alla soluzione di legge elettorale indicata». I due esponenti del Pdl concludono: «Convinti però come siamo che con le chiacchiere non si vada lontano, restiamo aperti a un confronto soltanto ed esclusivamente sui fatti, partendo anche da basi limitate, per arrivare poi con il tempo, se prevarrà la buona volontà, a risultati maggiori».

ARTICOLO 1 – «Basi limitate», sottolineano Bonaiuti e Gasparri. Forse una risposta indiretta alla proposta lanciata dal ministro Brunetta in un’intervista a Libero: secondo il ministro della Pubblica amministrazione, le riforme non dovranno riguardare solo la seconda parte della Costituzione, «ma anche la prima, a partire dall’articolo 1: stabilire che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla». Parole che provocano le immediate reazioni di Pd e Italia dei Valori. Secondo il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti, «l’uscita del ministro Brunetta, l’ennesima da parte della maggioranza che dice cose diverse e spesso opposte, conferma la necessità di un chiarimento condiviso sugli obiettivi e le finalità che ci si propongono». «La modifica della prima parte della Costituzione – aggiunge Chiti – non è all’ordine del giorno. Non siamo disponibili. Anzi, le modifiche nella seconda parte devono essere assolutamente coerenti con i principi guida della Costituzione. Se la linea della destra è quella di Brunetta – conclude il vicepresidente del Senato – il discorso sulle riforme diventa non possibile intesa ma sicuro scontro». Insorge anche Antonio Di Pietro: «Come volevasi dimostrare: dai un dito e si fregano il braccio – dichiara il leader dell’Idv. – All’indomani dell’invito del Presidente della Repubblica a collaborare per riformare la seconda parte della Costituzione, subito la maggioranza, a cominciare dal ministro Brunetta, si affretta a chiedere di cambiare addirittura l’articolo 1 della Costituzione». «È il solito disegno di stampo piduista portato avanti dal governo Berlusconi e dalla sua maggioranza – rincara la dose l’ex pm – hanno cominciato dalla giustizia, depenalizzando ciò che prima era reato e proponendo leggi ad personam, per continuare con il lavoro, visto che non riescono a garantire quello che avevano promesso a centinaia di migliaia di lavoratori che oggi si ritrovano in uno stato di assoluta povertà». La Cgil parla invece di «demagogia reazionaria». «Brunetta – afferma Carlo Podda, Segretario Generale dell’Fp-Cgil – inaugura il 2010 con un’altra delle sue bordate eversive»

PDL E LEGA – Lo stesso Bonaiuti, in un’intervista a SkyTg24, non pare persuaso dalla proposta di Brunetta: «Io sono del parere che non bisogna mai mettere troppa carne al fuoco – dice – però tutto si può vedere». È dello stesso avviso il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli: «Io non sono un entusiasta dell’art. 1 della Costituzione, ma esso fa parte della nostra storia e penso che se si vogliono fare le riforme adesso bisogna limitarsi a cambiare la seconda parte della Costituzione». «C’è poi un rischio grave – aggiunge il coordinatore delle segreterie della Lega – ed è quello che a voler far tutto si finisce con il far nulla. Visto che sta emergendo un desiderio diffuso, che pare sincero, di cambiare le cose, io dico: limitiamoci a cambiare la seconda parte della Costituzione».

PD – E sempre a proposito di riforme, in un’intervista al Riformista è Enrico Letta a dettare le condizioni del Pd: «Noi possiamo discutere di tutti i temi, e siamo aperti al confronto più ampio senza pregiudizi. Ma il Pdl e Berlusconi devono assolutamente ritirare il provvedimento sul processo breve, che è dichiaratamente una legge ad personam concepita per risolvere i suoi problemi giudiziari. Ribadisco che il Pd non è disponibile ad alcun baratto o scambio».

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