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Grecia, Festa del lavoro tradito dall’ Economia

Cari amici,

In Grecia ieri c’ è stato ben poco da festeggiare.

Ai cittadini di quello sfortunato paese spetterà il compito di pagare i danni di un sistema finanziario mondiale impazzito, che domina incontrastato i residenti di tutti i paesi del mondo.

Domani potrebbe anche toccare a noi italiani di pagare il conto delle speculazioni mondiali.

A mio giudizio è necessario ripensare al valore delle cose, perchè oggi questo valore ha perso il contatto con la realtà e con le cose.

Gli azionisti si sono presi il mondo, lo hanno suddiviso, quotato in borsa, e ora giocano con le nostre vite con le stesse regole del monopoli.

E’ ora di svegliarci, di approfondire i problemi e di trovare nuove soluzioni, perchè non è più possibile continuare a pensare rispettando gli schemi di valore “imposti” dalla cultura dominante.

La cosiddetta sinistra ha bisogno di nuove parole da dire, altrimenti continuerà a perdere le elezioni.

Oggi c’ è sempre più gente che non si ritrova più alcun rappresentante in parlamento, e ciò è pericoloso per tutti.

Dobbiamo trovare il coraggio di rimodellare la società sui bisogni di chi ci abita.

Altrimenti staremo sempre peggio.

Corriere della sera

ATENE (Grecia) – Nuovi violenti scontri tra anarchici e polizia nel centro di Atene in occasione delle manifestazioni per il 1° maggio, a poche ore dall’annuncio dell’accordo con Europa e Fmi per un piano di salvataggio del Paese. Il primo ministro Giorgio Papandreou ha annunciato che domenica alle 8.30 (ora italiana) riunirà il Consiglio dei ministri per definire la conclusione dell’intesa. Dopo la riunione del governo, che darà il via libera al piano di aiuti, Papandreou terrà un discorso trasmesso in diretta televisiva. Nel pomeriggio il ministro delle Finanze Papacostinou volerà a Bruxelles per partecipare alla riunione dell’Eurogruppo dedicata agli aiuti alla Grecia in agenda alle 16.

PAURA PER LA RECESSIONE – Intanto la festa dei lavoratori si è svolta in un clima teso. Giovani incappucciati hanno lanciato pietre e petardi davanti al Parlamento e la polizia che presidiava l’area in assetto anti-sommossa ha risposto caricando i manifestanti. Alla base della protesta, la crisi economica e la recessione sempre più pressante che vedono la Grecia in ginocchio e costretta ad elemosinare gli aiuti dell’Unione Europea. Aiuti che verrebbero concessi anche sulla base di un piano di risanamento dei conti che dovrebbe prevedere anche ulteriori tagli ai salari. Una prospettiva, questa, che crea nuovi timori tra i giovani già alle prese con precarietà e disoccupazione.

MOLOTOV E PETARDI Gli agenti hanno inseguito gli anarchici, una cinquantina, colpendoli con i manganelli dopo che questi avevano preso a martellate l’hotel Grande Bretagne in piazza Syntagma assaltando anche un camioncino della televisione Ert. Gli scontri sono continuati dopo che il corteo dei manifestanti ha lasciato la piazza Syntagma. Decine di incappucciati hanno dato fuoco a cassonetti dell’immondizia e lanciato bombe molotov e grossi petardi contro gli agenti che hanno risposto caricando e sporadicamente ricorrendo ai gas lacrimogeni. Non sono segnalati feriti. Altri incidenti sono avvenuti davanti al ministero delle Finanze dove gruppuscoli di giovani incappucciati hanno attaccato gli agenti che hanno reagito lanciando gas lacrimogeni.

TRE MANIFESTAZIONI – Tre cortei e migliaia di manifestanti per un primo maggio carico di tensione ad Atene e in tutta la Grecia, alla vigilia dell’accordo con l’eurogruppo e l’Fmi che dovrebbe salvare il Paese dalla bancarotta, ma imporre contemporaneamente misure d’austerità draconiane. Nel centro della capitale sono scese in piazza decine di migliaia di persone convocate dal fronte sindacale comunista (Pame), dalle confederazioni sindacali del settore pubblico (Adedy) e privato (GSEE), oltre che dai movimenti anarchici. Manifestazioni anche in altre città del Paese, come Salonicco. Secondo un sondaggio il 51,3% dei greci vuole protestare contro nuove misure d’austerità, ma un’altra indagine rivela che il 62% è ostile alle mobilitazioni organizzate nell’ultimo mese dai sindacati.

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