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Santoro lascia o raddoppia?

Cari amici,

Ogni volta che un cittadino riesce a sconvolgere le regole del gioco “imposte” dai “padroni del vapore”, anch’ io mi sento più libero.

E Santoro, prima di essere un giornalista, è un uomo libero.

Certo, guadagna moltissimo, ma nel nostro mondo se non hai soldi non sei nessuno, e conti nella misura in cui riesci a guadagnare.

In fondo Santoro arriverà a prendere di meno di Veronica Lario, facendo un lavoro che perlomeno è apprezzato da un pubblico considerevole.

Sono curioso di vedere come andrà a finire questa trattativa “non allineata”.

Forse sarebbe meglio che Santoro se ne andasse dalla RAI, e approdasse in qualche altro canale che voglia aprirsi sul mercato italiano.

Un accordo si troverebbe, ed io una sbirciatina su questo programma la darei volentieri.

….tanto per sentire il profumo della libertà!

Corriere della sera

MILANO – «Volete che rimanga in Rai? Chiedetemelo». Michele Santoro apre Annozero con un lungo intervento, affrontando tutti i punti della polemica scoppiata dopo l’annuncio della possibile separazione consensuale dall’azienda di viale Mazzini e le polemiche sull’ipotetico contratto da 10 milioni di euro. La puntata del programma, che andrà in onda come previsto fino al 10 giugno, è stata poi dedicata allo scandalo pedofilia che ha travolto la Chiesa cattolica.
PERLA DEL SERVIZIO PUBBLICO – «L’accordo non è stato ancora firmato, se volete che rimanga chiedetemelo, ma Annozero deve essere considerato la perla del servizio pubblico» afferma Santoro, rivolgendosi poi a Zavoli (presidente della commissione di Vigilanza Rai), a Bersani e ai consiglieri del Pd: «Se pensate che Annozero sia un prodotto proibito, scabroso del servizio pubblico, che non prevede quel tasso di libertà, di spregiudicatezza, di senso critico, allora lasciatemi andare via. Posso ritrovare recuperare quel respiro di libertà che ha caratterizzato Raiperunanotte e non restare accerchiato come il generale Custer e restare vittima degli amici e dei nemici».
GLI SPETTATORI GIUDICANO – «Trenta anni di battaglie non possono essere cancellati e il mio pubblico capirà – afferma il conduttore -. Gli unici ad avere sicuramente ragione sono gli spettatori, perché un programma come il nostro non crea partito, ma crea comunità in cui si investono passioni, dialoghi. La tv non è un frigo, è un’estensione del cervello, qualcosa che ci serve per interpretare la realtà. Se qualcosa ci viene tolto, lo spettatore si incazza. Un autore televisivo deve vedere dove vanno i gusti dei suoi spettatori ed è portato sempre a cambiare. Quando lui torna ecco che gli spettatori lo giudicano, e possono dire “ecco, valeva la pena, possiamo applaudire di nuovo”».
GRANDISSIMI PROFITTI – Santoro respinge l’accusa di essersi arreso a Berlusconi: «Non sono né stanco né provato, è stato scritto che mi sono arreso a Berlusconi ma non è così. Quale giornalista della Rai, di Repubblica o del Corriere della Sera avrebbe mandato in onda una puntata con Patrizia D’Addario con una diffida arrivata dieci minuti prima sul suo tavolo?«. E sempre su Annozero: «La Rai ha realizzato grandissimi profitti, cosa succedeva mentre la Rai incassava questi profitti? Contratti bloccati, punizioni, regole e regolamenti». Infine il giornalista ha attaccato Bruno Vespa (che ha commentato: «Essere perseguitati è un affare»): «Stiamo prendendo lezioni da tutti, prendiamo lezioni perfino da Bruno Vespa. Ora, che Bruno Vespa possa fare lezioni di morale e di contratti a noi, lui che viene pagato come l’ultimo Oscar da protagonista per fare un programma in crisi, be’ questo è veramente troppo…».

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