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Travaglio, Santoro e l’ alternativa politica

Cari amici,

Raramente leggo una frase che, a mio giudizio, riassume in modo esaustivo una situazione politica.

Questa volta, Travaglio è riuscito a descrivere l’ idea che condivido in una sola frase:

“Non conosco le logiche della Rai, ma penso che oggi loro abbiano un problema: devono decidere se sia meglio avere Santoro a piede libero, senza fiatargli sul collo, o se sia meglio tenerselo dentro e continuare a mobbizzarlo con multe, minacce di multe, sanzioni, autorithy e tutto l’ambaradan”.

Ebbene, spero che Santoro scelga la libertà!

La RAI ormai è monolitica, e autorizza in massima parte l’ informazione “convenzionale”, che tutela lo status quo e non consente di cambiare idea.

Ma oggi credo che sia opportuno e necessario cambiare idea, perchè c’ è bisogno di riempire il vuoto politico che la sinistra “strutturata” e la destra massimalista hanno creato.

Oggi per me, e per moltissimi altri, in politica non c’ è spazio!

Mi sento un extra parlamentare in cerca di identità, vagamente di sinistra, di impostazione conservatrice ma con un aspirazione ad una giustizia equa e solidale.

….vai un po’ a capire!!!!

Corriere della sera

MILANO – «Sono terrorizzato all’idea di quando saranno pubblicati i compensi: io prendo meno dell’ultima gamba destra di una soubrette: 1.500 lorde a puntata». Ha usato l’ironia Marco Travaglio per rivelare il suo compenso ad Annozero, durante la registrazione di Otto e Mezzo. «Parametrate a quanto guadagna, o meglio non guadagna un operaio è un privilegio – prosegue il giornalista -, ma parametrate a un programma da 5 milioni di persone, rispetto alle cifre che si sentono, probabilmente è un po’ pochino».

STIPENDI – Il giornalista, che ha ribadito di essere «favorevolissimo alla pubblicazione dei guadagni dei conduttori Rai, non nei titoli di coda, ma in rete», ha dichiarato a proposito del futuro di Annozero: «Non ho la più pallida idea se il programma riprenderà in autunno, ma sarebbe importante che si riveda una trasmissione che il pubblico gradisce. Non conosco le logiche della Rai, ma penso che oggi loro abbiano un problema: devono decidere se sia meglio avere Santoro a piede libero, senza fiatargli sul collo, o se sia meglio tenerselo dentro e continuare a mobbizzarlo con multe, minacce di multe, sanzioni, autorithy e tutto l’ambaradan».

GARIMBERTI – Della situazione Rai (dopo che il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all’emendamento sul taglio degli stipendi) ha parlato anche il presidente Paolo Garimberti: «Credo che sia doveroso da parte mia fare tutto il possibile per difendere la Rai, la sua autonomia e la sua natura d’impresa per consentirle di stare sul mercato in condizioni di parità coi suoi competitor e per tutelare in questo modo il lavoro di tutti i suoi dipendenti. E sono deciso a farlo in tutte le sedi istituzionali forte della coesione del Cda su questo tema». Intanto i sindacati – Slc Cgil, Fistel Cisl, Uil.com, Ugl Tel., Snater – dicono no al taglio dei compensi e «respingono con forza il contenuto e l’impostazione dell’emendamento Calderoli per la Finanziaria sulla Rai», annunciando un presidio davanti al ministero della Semplificazione. «L’operazione Calderoli – spiegano – sposta 5/600 milioni di euro dal costo della produzione alla cassa, senza però chiarire la destinazione del risparmio».

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