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Ma cos’ è questa padania?

Cari amici,

Fini ha riaperto la polemica che, di solito, rimane nascosta dall’ ipocrisia:

Cos’ è questa padania? Un piatto tipico? Un gioco tradizionale?

Sono anni che sento parlare di questa Padania che sta al posto della Lombardia, del Veneto, del Piemonte, e, …forse, anche dell’ Emilia e della Toscana, ossia che in realtà non si sa bene dove comincia e dove finisce.

E’ anche vero che se la Padania esiste solo nella testa dei Padani, anche l’ Italia esiste nella testa degli italiani, e la Francia nella testa dei francesi.

Tutta questa storia delle frontiere ha causato milioni di morti, e ancora oggi ci tiene aggrappati alla nostra cultura, alla nostra religione e a tutto ciò che ci hanno insegnato ad essere.

Comunque, visto che ci ho messo quarant’ anni a convicermi che sono italiano, non vorrei cambiare idea proprio adesso.

Su Wikipedia ho letto che Il termine Padania secondo l’attuale accezione territoriale, è nato con il movimento leghista, quando, a partire dagli anni novanta, il termine ha assunto una identità nel linguaggio italiano a seguito dell’utilizzo costante della parola da parte degli esponenti e dei simpatizzanti del partito politico della Lega Nord.

Il 15 settembre 1996 la Lega Nord proclamò la Dichiarazione di indipendenza della Padania con il nome ufficiale di Repubblica Federale della Padania.

Il termine Padania, nell’accezione intesa dalla Lega Nord di Umberto Bossi, si riferisce ad un’entità politico-amministrativa fittizia comprendente tutte le otto regioni dell’Italia settentrionale anche se suddivise in modo diverso in 10 Stati federati ovvero Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino, Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia e Romagna più 3 regioni centrali quali Toscana, Umbria e Marche per la quale questo movimento politico chiese inizialmente una condizione di maggiore autonomia, nella forma di unione federativa della macro-regione Padania con le restanti parti dello Stato Italiano (cosiddetta Costituzione di Assago), in seguito il distacco dalla Repubblica Italiana (secessione) e attualmente il trasferimento di parte significativa delle competenze legislative ed amministrative dallo Stato centrale alle regioni (devoluzione) oltre all’attuazione del federalismo fiscale. Una prima riforma della costituzione verso una maggiore autonomia delle regioni è stata approvata nel 2001. Una seconda riforma sempre in questo senso del 2005 è stata invece bocciata tramite il referendum costituzionale del 2006.

Spero che prima di fare la secessione, qualcuno mi chieda se sono d’ accordo.

Sarebbe antipatico se mi soffiassero la nazionalità italiana senza chiedermi il permesso!

Corriere della sera

MILANO – L’attacco di Gianfranco Fini al Carroccio («La Padania è un’invenzione che va contro l’unità del Paese») non è piaciuto per niente ai leghisti. E così, dopo l’immediata replica del ministro Calderoli («Noi lavoriamo a mille per il federalismo, mentre altri si dedicano alla filosofia…) e quella del presidente del Veneto Luca Zaia («Se la Padania è un’invenzione allora lo sono anche il Sud e la questione meridionale»), arriva anche la risposta del presidente della regione Piemonte, Roberto Cota: «Gianfranco Fini può dire quello che vuole, ma la Padania esiste. È sempre esistita nella storia; esiste nella realtà socio-economica e la controprova sono i nostri consensi, che aumentano sempre di più». Dal canto suo, Umberto Bossi bolla in un’intervista a Repubblica le frasi del presidente della Camera come «parole senza senso di chi da noi non prende voti».

IL PDL – Franco Frattini prova a smorzare le polemiche. La Padania, sostiene il ministro degli Esteri, è «uno slogan che la Lega ha inventato tempo fa ed è efficace agli occhi della loro gente e se la si considera in questo senso non mi offende per niente». Il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto ribadisce poi che «non bisogna mai dimenticare che l’attuale maggioranza si fonda sull’intesa fra il PdL e la Lega. L’alleanza ha delle serie ragioni di fondo ed è anche evidente che essa tiene sulla base di un senso di reciproca responsabilità: la Lega Nord sceglie il federalismo e scarta il secessionismo, il PdL lavora per una linea politica di equilibrio fra Nord e Sud, al netto di eccessi in un senso e nell’altro». «Si tratta – riconosce – di un’alleanza non facile, ma che non ha alternative. Tutto ciò implica anche che, a fronte del federalismo in corso d’opera, la Lega non si deve inventare l’emigrazione in giro per l’Italia dei ministeri, operazione francamente improponibile».

FAREFUTURO – Da segnalare anche la posizione di Ffwebmagazine, rivista online della fondazione Farefuturo (vicina al presidente della Camera): «In realtà – si legge in un corsivo del direttore Filippo Rossi – i leghisti danno sostanzialmente ragione a Fini, smentendo il loro Dna culturale e derubricando la Padania a semplice area socio-culturale». «Basta leggere la risposta di Luca Zaia – afferma. – “La Padania intesa come area socio-culturale, economica e politica – dice il governatore del Veneto – è una realtà censita a livello nazionale e internazionale dai più autorevoli osservatori”. Un’apparente risposta a Fini diventa in realtà la più forte smentita della vulgata leghista: nelle parole di Bossi e dei suoi uomini la Padania finisce di essere una nazione e rientra nei ranghi di una regione. Come d’altra parte ha confermato senza rendersene conto lo stesso Zaia, pensando di segnare a porta vuota: “se la Padania è un’invenzione – ha detto – allora lo sono anche il Sud e la questione meridionale”. Qualcuno forse ha negato l’esistenza di un Nord e di una questione settentrionale? Quello che è stato detto – conclude il corsivo – è che la Padania come identità nazionale non esiste. E da oggi sappiamo che anche i leghisti sono d’accordo».

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