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Dove va la ripresa?

Cari amici,

Dal punto di vista dell’ Economia mondiale il secondo trimestre 2010 è finito senza particolari emozioni.

Il G8 e il G20 non hanno prodotto alcuna direttiva utile a risolvere i nodi strutturali del sistema finanziario, il quale, è bene ricordarlo, nel 2009 si è salvato “per il rotto della cuffia”.

I politicanti di tutto il mondo assomigliano a dei convalescenti alcolizzati salvati in extremis dalla cirrosi epatica, che comunque non intendono rinunciare a bere a volontà.

Pur tuttavia il sistema deve essere riformato, perchè attualmente siamo tutti succubi di enti finanziari privati incontrollabili, provati pesantemente dalla crisi dello scorso anno, ingordi e affamati di utili, e spesso troppo grandi per fallire.

Abbiamo bisogno di un operazione chirurgica che incida sull’ organizzazione finanziaria mondiale, e separi l’ attività “normale” della banca (ossia prestiti a privati, conti correnti, finanziamenti commerciali), da quella anormale (finanza creativa e strutturata, cartolarizzazione, etc…).

Questa suddivisione può essere attuata solo da una forte volontà politica, perchè gli enti finanziari suddetti non si riformeranno mai volontariamente.

Vogliamo seriamente correre il rischio di ritrovarci di nuovo al collasso finanziario?

Con la conseguenza di un altro intervento diretto delle Banche Centrali che investano fondi pubblici per evitare il disastro?

Con la beffa finale della richiesta di rimborsare i debiti pubblici conseguiti proprio per permettere alle banche centrali di salvare un sistema finanziario elefantiaco, corrotto e inefficiente?

….non siamo costretti a volerci male!

La Repubblica

ROMA – L’economia mondiale accelera nel 2010, grazie ai buoni risultati messi a segno nel primo semestre. Il pil mondiale si espanderà quest’anno del 4,6%, ovvero 0,4 punti percentuali in più rispetto alle stime di aprile. Ma – avverte il Fondo Monetario Internazionale nell’ aggiornamento del World Economic Outlook – i rischi al ribasso sono “molto aumentati”, con il rischio paese e le banche in Europa che minacciano i progressi conseguiti nella stabilità finanziaria.

“La ripresa economica proseguirà nonostante le turbolenze finanziarie” legate soprattutto allo stato dei conti pubblici di alcuni paesi, in particolare in Europa. Proprio Eurolandia può dare un contributo chiave “nel calmare i mercati”, attuando le decisioni prese, quali fra l’altro la completa attivazione del fondo da 440 miliardi di dollari approvato, e prendendo ulteriori azioni per evitare che la crisi del debito dilaghi. Invitando a metter a punto piani di risanamento dei bilanci “credibili” per il medio termine, il Fmi constata come la sfida più grande che i governi si trovano ad affrontare è quella di ripristinare la fiducia senza mettere a repentaglio la ripresa economica.

L’economia mondiale crescerà quest’anno del 4,6% e il prossimo del 4,3% (stima invariata rispetto alle stime di aprile), con le economie emergenti a fare la parte del leone spinte dalla Cina, il cui pil si espanderà quest’anno del 10,5% e nel 2011 del 9,6%. Gli Stati Uniti correranno più veloci di Eurolandia, crescendo del 3,3% nel 2010 e del 2,9% nel 2011. L’area euro, sulla quale grave la crisi del debito in alcuni paesi, si espanderà quest’anno dell’1,0% (stima invariata rispetto ad aprile) e il prossimo dell’1,3% (-0,2 punti percentuali), con l’economia spagnola che si contrarrà dello 0,4% nel 2010, per poi crescere nel 2011 dello 0,6%. Per l’Italia il Fmi rivede al rialzo la stima di quest’anno (+0,9%, ovvero +0,1 punti percentuali rispetto ad aprile) e lima quelle per il 2011 (+1,1%, -0,1 punti percentuali). Il Fmi prevede un’inflazione moderata nelle economie avanzate e ritiene che date le deboli pression i sui prezzi “la politica monetaria può restare altamente accomodante nel futuro prevedibile nelle economie avanzate. Questo aiuterà a mitigare gli effetti avversi sulla crescita del risanamento fiscale e – osserva il Fmi – al nervosismo dei mercati finanziari. Se rischi al ribasso dovessero materializzarsi, la politica monetaria dovrebbe essere la prima di difesa in molte economie avanzate. In questo scenario, con i tassi di interesse già vicini allo zero nelle maggiori economie, le banche centrali potrebbero dover ricorrere di nuovo a un utilizzo più forte del proprio bilancio per allentare le condizioni monetarie”.

E’ necessario agire per riportare fiducia senza mettere a repentaglio la ripresa e – aggiunge – affrontare “alla radice il problema del rischio paese, soprattutto nei paesi dell’area euro finiti sotto pressione”. E questo anche perchè il rischio paese, “senza un’attenzione permanente, potrebbe estendersi” dall’area euro in altre regioni. Promuovendo la pubblicazione dei risultati degli stress test in Europa, l’istituto di Washington ritiene particolarmente importante per Eurolandia “coordinare bene le politiche per riportare fiducia”.
“Servono urgentemente piani di risanamento di bilancio di medio termine che siano favorevoli alla crescita”, osserva il Fondo, precisando che nelle economie più avanzate, comunque, “non c’è bisogno di una stretta prima del 2011, perchè farlo potrebbe mettere a rischio la crescita. L’importante però è non aggiungere ulteriori stimoli all’economia”. “Nel breve termine, il tipo e l’ampiezza dell’aggiustamento fiscale dipende dalle circostanze di ogni paese, in particolare dal ritmo di ripresa e dal rischio di perdere credibilità fiscale, che può essere mitigato con l’adozione di credibili piani di risanamento di medio-termine”.

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