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I mercati scommettono sulla Grecia in mutande

Cari amici,

I mercati hanno sentito l’ odore del sangue, e vogliono che la Grecia tracolli.

La politica europea, invece, ha fatto molto poco per salvare l’ economia greca.

Mi sembra che all’ Europa manchi l’ anima, perchè tutti stanno attenti soprattutto al proprio portafoglio.

I soldi hanno conquistato il centro del nostro interesse, e con i soldi ci stiamo scavando un futuro sempre più nero.

La crisi dei mercati finanziari sta dimostrando che gli equilibri economici non esistono, e non sono mai esistiti.

Viviamo tutti attaccati a valutazioni politiche, che vengono spacciate come analisi tecniche.

Non riusciamo più a sognare qualcosa di meglio che un aumento di stipendio.

Per questo siamo così tristi e preoccupati verso un futuro che ci appare minaccioso.

Se la crisi greca capitasse da noi, in Italia, mi piacerebbe sapere se i nostri politicanti si ridurrebbero lo stipendio quanto i lavoratori statali greci!

Spero che non avrò occasione di scoprirlo.

Il Sole 24 ore

Fino a poco tempo fa il decoupling era inteso, solamente, come l’eventuale “diversa” direzione tra le Borse del vecchio Continente e quelle americane. Da un po’ di tempo, invece, si assiste ad una nuova sorta di decoupling, seppure meno accentuata, tutta interna all’Europa. È il trend più negativo, che colpisce le piazze di quei paesi periferici dell’Unione europea, rispetto ai paesi centrali o alla City . Così, Madrid cede oltre il 4 per cento; a Milano il Ftse All Share perde il 3,24% e il FTSE Mib il 3,52%; Atene perde oltre il 6% e Lisbona il 3,7 per cento. Un po’ meglio, come si diceva, la Piazza di Francoforte (-2%) e quella di Parigi (-2,4%) mentre Londra cede il 2,2 per cento. Dall’altra parte dell’Atlantico il Dow Jones perde l’1,34%, il Nasdaq il 2,22% e l’S&P500 l’1,5per cento. E non sembrano dare una mano, negli Usa, né i dati sui compromessi di marzo per l’acquisto di una casa (+5,3% rispetto al mese precedente) né gli ordini alle fabbriche superiori alle stime (+3,5%).

Insomma, è lo spettro della Grecia a turbare i mercati. Secondo alcune indiscrezioni di stampa, riportate sia dalla tedesca Bild sia dal Wall Street Journal, i 110 miliardi del piano della Ue e del Fondo Monetario Internazionale in aiuto al governo di Atene non sarebbero sufficienti.

Secondo la Bild, che cita un intervento del vice-ministro delle Finanze tedesco, Steffen Kampeter, in un’audizione alla Commissione Bilancio del Bundestag, la Grecia avrebbe un fabbisogno di 150 miliardi da qui a fine 2012. Dello stesso avviso il Wsj: il piano di aiuti, sottolinea il quotidiano Usa, risolverà il problema più urgente di Atene, il prestito obbligazionario da 8,5 miliardi di euro in scadenza fra due settimane, ma si basa sul presupposto che nel 2011 la Grecia sarà in grado di fare ritorno sul mercato dei capitali e questo, sottolineano gli esperti, potrebbe essere una valutazione troppo ottimistica.

In questo scenario l’Euro si indebolisce contro il dollaro: la moneta unica europea è arrivata a quotare 1,3020. Un livello che non vedeva da oltre un anno.

Tra le blue chip sprofonda a -6% Fiat, all’indomani della pubblicazione dei dati sulle immatricolazioni italiane di aprile. Nel mese il Lingotto ha fatto peggio del mercato (-15,6%), accusando una flessione del 26%. Vendite sulle banche, che risentono, oltre che dei dubbi sulla situazione greca, anche dell’iniziativa annunciata ieri dalla Consob. Ieri la Commissione ha chiesto la convocazione dei cda di UniCredit, Intesa Sanpaolo, Bnp, Popolare di Verona e Mps per rivedere le procedure di vendita dei servizi finanziari, dopo aver riscontrato che le esigenze di budget avevano prevalso sugli interessi dei clienti. Banca Mps scivola del 3,4%, il Banco Popolare del 5,8%, Intesa Sanpaolo del 6% eUniCredit del 4,5%. Giù Telecom Italia, nonostante i conti della controllata brasiliana Tim Participacoes, che nel primo trimestre ha mostrato un utile di 30 milioni di reais contro una perdita di 165,2 milioni nello stesso periodo del 2009, oltre che dal giudizio positivo di Rbs in vista della trimestrale che sarà resa nota giovedì. Dopo l’avvio positivo é invece girata in rosso Pirelli & C (-4,2%) colpita dalle prese di beneficio dopo il balzo di ieri nel giorno in cui il cda avvierà la scissione di Pirelli Re (-2,61%).

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