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Milano: Il Vescovo impegna 1 milione di € anti-crisi

Tettamanzi vara un fondo anti-crisi
L’arcivescovo di Milano stanzia un milione di euro per chi rischia il lavoro: «È una goccia nel mare delle necessità»

Cari amici,

Riporto volentieri l’ articolo che segue, tratto dalla WebPage del Corriere della Sera, il quale riferisce l’ intenzione della Chiesa cattolica di Milano di impegnarsi direttamente al fine di aiutare le famiglie in crisi economica, istituendo un fondo finanziario con questa finalità.

Trovo questa iniziativa “innovativa” e coerente con i progetti di economia relazionale che vogliamo proporre e promuovere.

A mio giudizio è necessario inventare proprio questi nuovi canali redistributivi, che consentano la circolazione della ricchezza con modalità diverse da quelle proposte dal “mercato”.

Questi sistemi devono essere “privati”, e devono consentire la redistribuzione della ricchezza “eccedente” in modo gratuito e controllato.

Spero che questo fondo istituito dalla Chiesa di Milano possa essere alimentato da chi abbia la volontà e le risorse finanziarie per farlo.

Spero che si “inventi” un’ organizzazione di controllo efficiente per garantire il funzionamento trasparente di questo fondo.

Credo con convinzione che queste iniziative possano creare le basi per rivoluzionare la nostra società, dando la possibilità concreta a chi ha “molto” di redistribuire parte della propria ricchezza a chi ha “poco”.

Le basi culturali per rendere possibili questo processo sono tutte da inventare, ma le premesse già possiamo vederle:

Il cosiddetto “mercato libero”, infatti, non garantisce affatto una redistribuzione equa delle risorse, ma, al contrario, promuove e valorizza la speculazione e la suddivisione ineguale delle ricchezze.

Questa enorme “avidità” che consente ai mercati la cosiddetta “autoregolamentazione”, divide il mondo tra chi ha moltissimo e chi non ha nulla, e crea regolamenti rigidissimi per promuovere e garantire questo “status quo”.

Per uscire da questi schemi è necessario diventarne consapevoli, e creare nuove basi di discussione politica e culturale.

Proviamoci!

Corriere della sera

MILANO – Un fondo dalla dotazione iniziale di un milione di euro per le famiglie in difficoltà. Lo ha annunciato l’arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, durante l’Omelia pronunciata nella messa di Natale al Duomo di Milano. «In questa Notte Santa, come Arcivescovo di Milano mi appello alla responsabilità dei singoli e delle comunità cristiane della diocesi e propongo di costituire il “Fondo famiglia-lavoro” – ha detto Tettamanzi – per venire incontro a chi sta perdendo l’occupazione. Come avvio di questo fondo, attingendo dall’otto per mille destinato per opere di carità, dalle offerte pervenute in questi giorni “per la carità dell’Arcivescovo”, da scelte di sobrietà della diocesi e mie personali metto a disposizione la cifra iniziale di un milione di euro».

IL FONDO – L’arcivescovo di Milano, che ha incentrato la sua Omelia sul significato solidaristico del Natale cristiano, ha auspicato una nuova «primavera sociale» e «gesti concreti di solidarietà»: «Chiedo a tutte le comunità cristiane della diocesi di riflettere sulle conseguenze della crisi economica, di prestare particolare attenzione alle famiglie in difficoltà a causa del lavoro, di aderire con generosità a questo fondo». Riguardo al Fondo di solidarietà avviato, afferma che «sarà compito insieme dei sacerdoti e dei laici – attraverso i consigli pastorali, per gli affari economici e gli altri organismi competenti – operare un serio discernimento e decidere come parteciparvi». «Anticipo già da ora – ha proseguito Tettamanzi – che la distribuzione dei fondi non avverrà immediatamente ma nei prossimi mesi e non sarà a pioggia ma a destinazione mirata». Si tratta, ha spiegato, di risorse che non devono costituire «una forma di assistenzialismo, affinché chi perde il lavoro non perda anche la propria dignità». Tettamanzi è consapevole che l’iniziativa «è poco più di una goccia rispetto al mare delle necessità». Vuol essere però un segno con cui la Chiesa ambrosiana manifesta il suo impegno di sobrietà e di solidarietà e, soprattutto, «vive e testimonia la sua fede nel Signore che si è fatto uomo tra gli uomini, servo tra i poveri e per i poveri. Un dono che vogliamo portare alla grotta di Betlemme, contemplando nel Bambino Gesù tutti i poveri e sofferenti del mondo».

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