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Letizia e Berlusconi erano amici?

“Letizia non frequentava il Raphael
Ora basta tirare in ballo Craxi”

Il figlio dell’ex leader e i dirigenti socialisti sostengono di non aver mai conosciuto il padre di Noemi
De Michelis: “Non so come e perché questo signore sia diventato del Psi”

Cari amici,

Lo scandalo Berlusconi/Noemi continua a degenerare in polemiche, che tuttavia non arrivano a conclusioni accettabili.

La domanda resta: Come Berlusconi ha conosciuto Letizia?

Intanto oggi sul Corriere è pubblicato un articolo che riporta una descrizione del gioiello che il nostro presidente del consiglio ha regalato alla piccola Noemi, il cui costo, a giudizio del giornalista, supera i 6 000 euro.

Mi ha colpito, in particolare, la dichiarazione che Letizia avrebbe rilasciato al corriere “…pur cono­scendo bene la sua disponibili­tà e il suo naturale istinto a sta­re in mezzo alla gente comune, come un qualsiasi mortale”

Deduco che ci sono persone apparentemente “normali” che pensano seriamente che Berlusconi non sia un “comune mortale”.

E queste opinioni sono addirittura messe per iscritto senza commenti dal principale quotidiano italiano!

Mi domando: Dove vogliamo arrivare prima di “svegliarci”?

La Repubblica

NAPOLI – “Non capisco perché si voglia continuare a tirare il nome di Bettino Craxi in questa storia”. Bobo Craxi ammette di essere “infastidito”. “Non ci tengo a conoscere i dettagli e non mi importa risolvere l’enigma, trovo questa vicenda un po’ allucinante. Mi secca però che si mettano in giro notizie inesatte”. Aggiunge: “Leggo che c’è un ex assessore napoletano del Psi, Arcangelo Martino, che ricorda di aver presentato il signor Letizia, il padre di questa signorina Noemi, a Berlusconi e a mio padre. Ora, io escludo categoricamente che il signor Letizia fosse un habitué dell’hotel Raphael. Lo stesso ex assessore Martino erroneamente si definisce ex segretario regionale, perché non ha mai ricoperto questo ruolo a Napoli, come potranno confermare tutti gli ex dirigenti del partito campano. Lui stesso, Martino, credo che sì e no sia passato qualche volta a salutare mio padre al Raphael”.

Non hanno “mai neanche sentito nominare Letizia” né l’ex ministro Gianni De Michelis, né l’ex vicepresidente del Psi Giulio Di Donato, e nemmeno l’ex “cardinale” del Psi, Gennaro Acquaviva. Né, infine, un socialista napoletano di spicco ed ex segretario regionale del Psi come Stefano Caldoro, uno che nei primissimi anni Novanta al Raphael vi alloggiava tutte le volte che gli impegni politici lo chiamavano a Roma. Per la seconda volta il figlio del leader socialista, insieme con la vecchia guardia dei socialisti, è costretto a intervenire su un caso che “non mi piace”. Così com’era avvenuto il 29 aprile scorso, quando Bobo Craxi dovette smentire che il padre di Noemi Letizia fosse stato autista di Craxi.

Quindici giorni dopo, il caso Noemi continua a riservare sorprese. Ieri è l’ex assessore all’Annona del Comune di Napoli, Arcangelo Martino, a riferire al Corriere della Sera: ” “Fra l’87 e il ’93 sono stato grande amico di Craxi. Tutti i mercoledì andavo a trovarlo all’hotel Raphael. Parecchie volte è capitato che lì con Craxi ci fosse Berlusconi, ed è lì che ho presentato i due”. Bobo Craxi concede su questo punto un’alzata di spalle. “Io so di Martino solo che ha cominciato come sindacalista in un ospedale di Napoli”.

Giulio Di Donato mostra la stessa incredulità. “A questo punto, sarei senza parole. Si rischia di andare nel ridicolo, non so. A parte che ognuno si presenta un giorno e dice: “Ah sì, io mi ricordo come sono diventati amici, quei due”. Ecco, fatemi dire solo che questo signore Letizia, nel panorama napoletano e campano dei socialisti, a tutta mia memoria, non esisteva. Non è mai esistito fino a quindici giorni fa”. Su quest’ultima certezza concorda anche Gianni De Michelis, in una battuta al telefono dall’Arabia Saudita. “Su quando e come è nato questo signor Letizia socialista mi sono interrogato anche io. E non ne ho idea”.

Anche Acquaviva alza le mani: “Mai sentito nominare, neanche dai napoletani”. S’interroga sulla precisione dei ricordi di Martino anche Caldoro. “Proprio nei primi Novanta, abitavo al Raphael tutte le volte che mi fermavo a Roma. Si scherzava sulla intraprendenza di Martino, che noi chiamavamo “scugnizzo”, ma escludo categoricamente di aver mai visto e sentito che questo Letizia venisse presentato a Craxi. Perché mai l’avrebbero dovuto presentare? Non era un dirigente, non era un esponente del sociale, non era un militante attivamente impegnato. Altrimenti, me lo sarei ricordato”.

Corriere della sera

Il ciondolo donato dal premier per i 18 anni della ragazza napoletana

NAPOLI – Collier in oro ro­sa e bianco con diamanti, reci­ta la breve descrizione sul sito della Damiani. Appartie­ne alla collezione del noto mar­chio di alta oreficeria intitolata Sophia Loren, e chissà se è un caso che Silvio Berlusconi ab­bia scelto proprio un gioiello con un riferimento napoletano per il regalo da portare a Noe­mi Letizia il 26 aprile scorso, quando è stato ospite alla festa della ragazza che compiva 18 anni. Il collier appartiene a una li­nea che comprende anche un anello, due paia di orecchini, e altri quattro collier. Il motivo dominante e comune sono i cerchi concentrici e l’abbon­danza di pietre preziose. Quel­lo che Noemi porta al collo è composto da tre giri d’oro sor­retti da una catenina a maglie strette e anch’essa suddivisa in tre fili.

Dall’interno del cerchio d’oro più piccolo parte invece il pendente di diamanti. Una cascata di 19 pietre che sembra­no comporre una foglia con la punta in giù. Prezzo in gioielle­ria: circa seimila euro. A soffer­marsi sul regalo di Berlusconi e Noemi e a individuare brand e prezzo è il settimanale «Gen­te », oggi in edicola anche con una intervista a Elio Letizia, il padre della ragazzina che, tra l’altro, sostiene di aver insisti­to lui «con il premier per avere la sua presenza a quella cerimo­nia di mia figlia. Sapevo che po­teva fare un salto, ma pur cono­scendo bene la sua disponibili­tà e il suo naturale istinto a sta­re in mezzo alla gente comune, come un qualsiasi mortale, non immaginavo che venisse davvero. Tutto quello che è se­guito è stato un putiferio assur­do. Spero che ora torni la pace al più presto tra lui e la sua si­gnora ». Anche a «Gente» Letizia ripe­te che la sua asserita amicizia con il premier è dovuta a «un episodio che mi porto nel cuo­re. Se lo svelassi tradirei un se­greto e la fiducia di Berlusco­ni ». E poi sostiene che sua fi­glia «chiama tutti papi, non so­lo il premier».

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