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Lefebvriani, divide vescovo negazionista

La comunità ebraica: il Papa decida
Gattegna (Ucei): «Il negazionismo è un’infamia. Aspettiamo un gesto positivo dalla chiesa cattolica»

 

Cari amici,

Tutti gli anni, in occasione dell’ anniversario della Shoah, leggo qualche articolo polemico riguardante la cosiddetta “teoria negazionista”.

In questo caso, la polemica riguarda Richiard Williamson, un “quasi vescovo”, in quanto è stato nominato tale in modo irregolare, ma che il Papa ha “riammesso” in carica.

Non sono mai riuscito ad approfondire questa questione, e pertanto non conosco nulla sulle fonti che avrebbero convinto i cosiddetti “negazionisti” di sviluppare le loro teorie.

Ho invece letto diversi libri che trattano dell’ argomento, e sono convinto che ci siano sufficienti prove reali e testimoniali per affermare che la Shoah è stato un fatto storico evidente, tragico, il quale pesa ancora oggi sulla nostra storia umana.

Quindi, esistono così tante prove a riguardo, che non capisco le ragioni di tanto fervore quando qualcuno mette in dubbio la storia.

Certo è giusto chiedere all’ istituzione “Chiesa” di fare chiarezza, esprimendo la propria distanza dalle opinioni personali di un Vescovo.

Comunque, sono convinto che non basta un opinione per mettere in dubbio la solidità di una montagna di prove già ordinatamente raccolte e pubblicate con ogni forma esistente di comunicazione.

Corriere della sera

ROMA – È ancora bufera su Richard Williamson, uno dei quattro vescovi ordinati da Lefebvre che hanno ricevuto il «perdono» pontificio, al centro delle polemiche per aver negato in un’intervista l’esistenza delle camere a gas naziste e ridotto il numero degli ebrei uccisi a 300 mila, prima che Ratzinger decidesse di revocare la scomunica. «La riabilitazione è un fatto interno alla chiesa e su quello non voglio interferire ma sul negazionismo abbiamo molto da dire perché lo riteniamo un’infamia. Ci auguriamo che con la chiesa cattolica questo sia solo un momento di difficoltà e aspettiamo un gesto positivo» ha detto il presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei), Renzo Gattegna.

«CI AUGURIAMO UNA SMENTITA» – «In questo momento – spiega Gattegna – siamo attenti osservatori delle decisioni che la Chiesa prenderà in merito a chi sostiene tesi negazioniste. Ci auguriamo che ci sia una smentita di queste tesi che chiarisca ogni dubbio a riguardo».

LA CONDANNA DEI VESCOVI TEDESCHI – Una condanna delle tesi negazioniste dell’Olocausto del vescovo Richard Williamson arriva nel frattempo anche dalla Conferenza episcopale tedesca, il cui portavoce Matthias Kopp in un’intervista alla seconda rete televisiva pubblica Zdf le ha definite «inaccettabili». «Williamson dovrà ritirare prima o poi le sue affermazioni», ha aggiunto Kopp, poichè esse non appartengono all’insegnamento della Chiesa cattolica. Il portavoce ha precisato che la Chiesa cattolica dispone di «meccanismi» per far pressione sul vescovo negazionista ed ha spiegato di considerare «comprensibilissima» l’indignazione della Comunità ebraica. Nel frattempo la procura di Regensburg ha aperto un’inchiesta per il reato di istigazione all’odio popolare nei confronti del vescovo recentemente riammesso da Benedetto XVI nel seno della Chiesa cattolica insieme ad altri tre seguaci della dottrina scismatica di Monsignor Lefebvre.

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