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la questione morale dai tempi di Berlinguer

Benedetto XVI: «Dio protegge peccatori»
Secondo il Papa, «di fronte alla vastità dei vizi, il rimedio è un radicale cambiamento di vita, fondato sull’umiltà»

Cari amici,

Mi piace riportare questo intervento “politico” del Papa, il quale a mio giudizio intende promuovere il suo punto di vista riguardo la questione morale portata alla ribalta in questi giorni da Repubblica, il Giornale e Avvenire.

Mi sembra evidente che il Santo Padre puntualizzi che è molto più importante contrastare e rimediare al peccato, che “mettere in croce” il peccatore.

E ciò è tanto vero per Boffo quanto per Berlusconi.

Pertanto, a mio giudizio, è molto meglio un onesto peccatore pentito, che non un incallito malfattore che pretende di essere accettato con i suoi vizi pubblici e privati.

Oggi più che in passato abbiamo bisogno di analisi politiche costruttive, che riescano a guardare “oltre” gli interessi delle “bande” che oggi si contendono il potere e gli affari in Italia.

Ritengo che anche il Papa condivida questa analisi, quando dice che «nonostante il realismo della sua diagnosi, Oddone non indulge al pessimismo». «La misericordia divina è sempre disponibile – ha aggiunto il Papa -. Dio persegue le colpe e tuttavia protegge i peccatori.

Se dovessimo perseguire penalmente e civilmente tutti coloro che in politica hanno scheletri nell’ armadio, non so quante persone rimarrebbero con il diritto di sedere in parlamento.

Tuttavia tutti noi abbiamo il dovere di impegnarci affinchè in futuro le condizioni politiche diventino più favorevoli per gli interessi dei cittadini.

Perchè oggi, come sempre, il futuro è nelle mani di chi se lo sa costruire.

Corriere della sera

CITTA’ DEL VATICANO – Di fronte alla vastità dei vizi diffusi nella società, il rimedio è quello di «un radicale cambiamento di vita, fondato sull’umiltà, l’austerità, il distacco dalle cose effimere e l’adesione a quelle eterne». È l’invito di Benedetto XVI, tornato a presiedere l’udienza generale nell’Aula Paolo VI in Vaticano. Il Pontefice ha preso spunto dalla figura di Sant’Oddone, abate di Cluny, nato nell’880 e morto nel 942, riprendendo così «dopo una lunga pausa» – ha detto iniziando la catechesi – la presentazione dei grandi scrittori della Chiesa di Oriente e di Occidente dei epoca medievale. Ratzinger ha definito Sant’Oddone «una vera guida spirituale sia per i monaci che per i fedeli del suo tempo», precisando che «nonostante il realismo della sua diagnosi, Oddone non indulge al pessimismo». «La misericordia divina è sempre disponibile – ha aggiunto il Papa -. Dio persegue le colpe e tuttavia protegge i peccatori. In questo modo – ha concluso – il vigoroso e insieme amabile abate medioevale, appassionato di riforma, con azione incisiva alimentava nei monaci, come anche nei fedeli laici del suo tempo, il proposito di progredire con passo solerte sulla via della perfezione cristiana».

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