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L’ orto condominiale di oggi e di domani

L’ orto condominiale di oggi e di domani

Come sarà l’orto condominiale del terzo millennio? Un’idea potrebbe essere quella abbozzata dal progetto Abitare 3.0 Lambretto, nuovo condominio sostenibile e intelligente che sorgerà nel quartiere di Lambrate per ospitare le delegazioni straniere presenti a Milano per l’Expo. A presentarlo è stato Mauro Lattuada di Domostyle.

Il sistema costruttivo, poco invasivo, prevede moduli di legno senza fondamenta e strutturato in orizzontale. Ci saranno ampi spazi verdi condivisi adibiti a giardini e orti anche verticali, grazie alle proposte dei green wall progettate da Smart Garden.

Un esempio interessante cui ispirarsi è senz’altro il condominio di viale Piave 8 a Milano, un progetto pilota di vertical farm che, come ha raccontato Fabrizio Salto, consente di sfruttare al massimo gli spazi. Sono nati orti sui terrazzi e angoli di svago e cordialità fra i condomini che apprezzano un miglioramento della qualità della vita. Ma c’è anche chi un tetto non ce l’ha e non per questo non può trovare un’occupazione gratificante nella coltivazione di un orto. MIA, Milano in Azione Onlus, associazione che si occupa di homeless, ha piantato i primi semi del progetto

La MIA Terra, descritto da Luca Iselli, volontario di MIA. Si tratta di un orto biologico di 13.000 metri quadri situato in una cascina nel Parco delle Groane che offrirà lavoro retribuito ad alcuni senzatetto affiancati da agronomi ed esperti. La produzione sarà distribuita attraverso GAS, vendita diretta e mercati. È possibile sostenere il progetto che si auto-finanzia acquistando una cassetta di verdura che sarà consegnata la prossima primavera con il primo raccolto. Un esempio di orto solidale e di orto-terapia: la terra offre stabilità emotiva e questa attività fornirà una rete di sostegno a persone fragili che hanno perso tutto. Smart Garden con entusiasmo ha condiviso questo progetto e donerà a La MIA Terra le sementi biologiche per l’orto dei senzatetto.

Perché invece organizzare gli orti in azienda?

A questa domanda ha dato risposta Umberto Puppini dell’associazione Orti d’Azienda Onlus fondata nel 2012 per perseguire obiettivi sociali, ambientali e culturali. I vantaggi sono molteplici e vanno dal rafforzamento del senso di appartenenza attraverso la partecipazione e la condivisione di risultati tangibili al miglioramento del clima aziendale. Si favorisce la comunicazione interna, si sviluppano relazioni, si coltiva a vantaggio di tutti e si valorizzano i talenti e la creatività del gruppo. Gli ortin in azienda, o corporate garden, vantano una lunga tradizione in Italia e sono stati rieditati negli Stati Uniti per esempio da Timberland.

Da noi sono ormai molte le aziende che hanno recuperato queste radici con successo. L’attività si è estesa anche ad altre realtà come per esempio il Teatro Franco Parenti di Milano, dove è stato realizzato un orto che sfrutta l’energia geotermica sul tetto, curato dai 40 dipendenti della struttura. Altro esempio interessante di orto aziendale, e che ha sulla carta avviato i primi passi grazie alla collaborazione di Smart Garden, è quello che E.ON Energia, sta ideando nella sede di via Marco Polo a Milano.

Qui si lavorerà per adattare il grande terrazzo a spazio per la crescita di ortaggi alternati a piante ornamentali, interrati in innovativi vasi e nei wall garden, collocati secondo un progetto attento agli aspetti funzionali ed estetici con soluzioni studiate su misura. Ai dipendenti di E.ON verranno riservati dei mini-workshop formativi dove per esempio si daranno consigli pratici su come rendere efficiente il proprio orto in risposta al fabbisogno giornaliero. È questa una tecnica denominata 5 a day garden, che consente di produrre 5 porzioni di ortaggi al giorno per due persone su 10 metri quadri.

A spiegarne i principi è Marco Bettinelli di Smart Garden. Innanzitutto bisogna considerare dove si coltiva, le caratteristiche climatiche e del terreno. Considerando che una dose di ortaggi e verdure è pari a 80 gr, 5 dosi per 2 persone sono 800 gr di prodotto e si arriva a produrre 292 kg di vegetali in un anno. Una sfida possibile per tutti ma richiede un po’ di tempo e dedizione. E per iniziare a sfidarsi e a mettersi alla prova, i partecipanti al convegno hanno ricevuto in omaggio, oltra alla Green Planner 2014, anche vasi e sementi da Smart Garden. Nasceranno nuovi orti a Milano? Noi crediamo proprio di sì!
http://magazine.greenplanner.it/2013/10 … i-azienda/

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