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Islam a scuola, …chi ha paura della verità?

“Ora di Islam a scuola”, Fini appoggia
L’ira della Lega. La Chiesa non è contraria

Cari amici,

Trovo interessante questa polemica che si accesa per la proposta di introdurre delle ore facoltative di religione islamiche da proporre nelle nostre scuole.

C’ è chi si “indigna”, chi si oppone, chi si astiene dal giudizio, e chi si dichiara modestamente favorevole.

Mi domando dov’ è la sostanza di questa questione, e credo che sia la paura della verità!

Noi occidentali abbiamo sempre più paura di sapere chi siamo, e troviamo scandalose tutte le iniziative che riescono a metterci in discussione.

I fatti ci dovrebbero suggerire l’ importanza di insegnare un Islam moderato, rispettoso ed aperto alle altre religioni, ma evidentemente ci sono personaggi che rifiutano di confrontarsi con la logica.

E così andiamo avanti con le barricate, facendo finta di non vedere il mondo che cambia davanti ai nostri occhi.

L’ Italia è sempre più un paese anacronistico, che non vuole cresdere, non vuole mettersi in relazione con la realtà, non vuole “fastidi” che possano distogliere dalla ricerca del prossimo reality alla televisione.

Perchè abbiamo paura di sapere la verità?

Certo che è comodo continuare a dormire, facendo finta di non sentire le grida che provengono da fuori dei nostri confini.

Ma quelle grida ci riguardano, e sarà meglio che iniziamo ad ascoltare!

La Repubblica

ROMA – Introdurre nelle scuole pubbliche e private, un’ora di religione islamica facoltiva e alternativa a quella cattolica. Il viceministro allo Sviluppo economico Adolfo Urso, finiano doc, getta un sasso nei Dialoghi Asolani, il workshop delle fondazioni Farefuturo e Italianieuropei. E provoca una bufera. La Lega grida allo scandalo, anche parte del Pdl innalza un muro contro l’idea. Ma la Chiesa e D’Alema aprono alla discussione. Monsignor Domenico Mogavero, presidente della Commissione Affari giuridici della Cei non cestina la proposta.

“Partire dalla scuola”. Spiega il promotore dell’iniziativa: “Ad insegnare l’ora d’Islam, dovrebbero essere docenti riconosciuti italiani, al limite anche imam a patto che abbiamo i requisiti e siano registrati in un apposito albo”, mentre l’Unione delle comunità islamiche in Italia Ucoii, preferirebbe che all’insegnamento confessionale del Corano continuassero a provvederele comunità religiose.

L’ira della Lega. Contraria la Lega: da Roberto Castelli, senatore della Lega e viceministro alle Infrastrutture, che parla di “provocazione” (“Una proposta strumentale che arriva pochi giorni dopo l’attentato alla caserma di Milano per seminare zizzania”), al collega di partito Luca Zaia, ministro dell’Agricoltura, che rilancia con un’idea opposta: introdurre l’ora di religione cattolica obbligatoria per tutti gli studenti islamici. Critico anche Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori del Pdl: “L’integrazione si ottiene promuovendo la nostra specifica identità”.

D’Alema e Fini: “E’ un diritto”. L’idea trova invece riconoscimenti trasversali da Gianfranco Fini, presidente della Camera (“Una proposta di buon senso, per nulla scandalosa”), e dall’antico avversario politico Massimo D’Alema del Pd che non nasconde di essere d’accordo “anche se in un mondo ideale sarebbe opportuna un’ora di insegnamento di tutte le religioni insieme”.

L’apertura dalla Chiesa. Possibilista anche il Vaticano. Il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio consiglio per la giustizia e la pace, aveva già in passato accarezzato l’idea di un’ora di Corano a scuola. Con i debiti “controlli”, spiega, “eviterebbe che i giovani di religione islamica finissero nel radicalismo”. Lo sostiene monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, città con forte immigrazione islamica, e presidente della Commissione Affari giuridici della Conferenza episcopale italiane, non cestina la proposta: “Nulla in contrario. Serve però un accordo preventivo tra Stato e comunità musulmane italiane”. Tuona invece contro la proposta il cardinale Ersilio Tonini che definisce l’idea “impraticabile”.

I dati. Il numero dei minori immigrati iscritti nelle scuole è sensibilmente aumentato negli ultimi 10 anni.
Nel Dossier sull’immigrazione redatto nel 2002 dalla Caritas su dati del ministero dell’Istruzione e dell’Interno, se agli inizi degli anni ’90 i minori immigrati iscritti nelle scuole erano 25.756, nel 2000 erano 147.406 (con una crescita annuale di 28 mila studenti), di cui il 20% frequenta la scuola materna, il 44% le elementari, il 24% le medie e il 12% le superiori.

Sempre meno scelgono l’ora di religione. Nell’anno scolastico 2007-2008, secondo le cifre della Cei, il 91% degli studenti iscritti alle scuole statali, dalla materna alla superiori, ha scelto l’insegnamento della religione cattolica. Ma sempre più studenti preferiscono rinunciare all’ora di religione: in quindici anni, l’aumento è stato del 2,4%. Al Nord ha rinunciato il 14,5%, al Centro il 9,7% e al Sud l’1,7%. In Toscana la percentuale più alta pari al 17,8%; la più bassa in Campania l’1,3%.

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