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Il viaggio di Obama

Il viaggio di Obama è iniziato
«Sfide senza precedenti»

Il presidente eletto in treno da Filadelfia a Washington: «Non è il momento di scoraggiarsi»

Cari amici,

Il treno di Barack Obama è partito da Filadelfia per Washington, perchè “è la città da cui è partito il sogno americano”.

Quanto mi piace sentire un presidente giovane e pieno di forze parlare di “futuro”, di “speranza” di governo “responsabile nei confronti del popolo” e che “non serva gli interessi di pochi”!

Se è retorica, …va bene, a volte abbiamo necessità di parole “retoriche”.

Da noi quando vedo in TV il nostro vetusto presidente della repubblica arringare i giovani ed incoraggiarli a “forzare” le porte chiuse della politica mi si stringe il cuore.

Quando poi guardo il nostro presidente del Consiglio ….vabbene, lasciamo perdere!

Resto convinto oltre ogni speranza che abbiamo bisogno di sognare per immaginare un futuro migliore di quello “prevedibile”.

La storia futura non è ancora stata scritta, e se ci uniamo possiamo cambiarla, ed inventare un mondo migliore e più giusto.

Io sono convinto che possiamo!

Corriere della sera

WASHINGTON – «Non viaggerò da solo, ma con le voci degli americani che porterò con me alla Casa Bianca». Il treno di Barack Obama è partito. Da Filadelfia, «il posto giusto perché questa è la città dove è iniziato il sogno americano». Destinazione Washington, dove il 20 gennaio il presidente eletto si insedierà ufficialmente alla Casa Bianca.

IL DISCORSO – La festa, certo. L’attesa per una cerimonia che si annuncia storica. Ma Obama, che ha deciso di ripercorrere il viaggio compiuto da Lincoln nel 1861, non dimentica le sfide, difficilissime, che lo aspettano: due guerre in corso, i problemi dell’economia, il riscaldamento globale. «Sfide senza precedenti» ammette. «Ma se i problemi che ci troviamo davanti sono nuovi – aggiunge – non è nuovo quello di cui abbiamo bisogno per superarli» assicura. Per affrontarli e vincerli, dice Obama, bisogna tornare allo spirito con cui i Padri fondatori si riunirono a Filadelfia e firmarono la Dichiarazione d’Indipendenza. «Perché fu qui, in questa città, che cominciò il nostro viaggio americano. Fu qui che un gruppo di contadini e avvocati, mercanti e soldati si riunirono per dichiarare la loro indipendenza e il loro diritto ad essere protagonisti del loro destino». Per questo, aggiunge, serve adesso «una nuova dichiarazione d’indipendenza dalle ideologie, dai pregiudizi, dall’intolleranza». È necessario «unire le forze» per riportare a Washington un governo «responsabile nei confronti del popolo» e che «non serva gli interessi dei pochi». «Avremo false partenze, arretramenti, frustrazioni e difficoltà» avverte Obama, esortando alla pazienza e rifacendosi allo spirito della rivoluzione americana che non è un processo storico concluso, ma «qualcosa che è stato e continua a essere» vivo nelle menti e nei cuori. «Non è questo il momento di scoraggiarsi».

FESTA DEL POPOLO – Il primo impegno, per Obama, è questo viaggio di 220 km, dal forte contenuto simbolico. Prima di arrivare nella capitale, il treno farà una fermata a Claymont, cittadina del Delaware dove vive il vice presidente Biden che salirà a bordo insieme alla sua famiglia. Dopo un breve discorso, il treno partirà ancora e prima dell’arrivo a Washington sono previste due fermate: a Edgewood e Baltimora, entrambe in Maryland, il treno rallenterà la corsa per permettere ai cittadini di avvicinarsi a salutare il passaggio del nuovo presidente. Un viaggio fortemente voluto da Obama. Secondo il presidente eletto, la cerimonia di insediamento del 20 gennaio prossimo sarà «una celebrazione non solo del presidente, ma del popolo americano, dello spirito americano».

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