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Il senso della vita e della morte

Gli avevano detto che sarebbe morto entro sei mesi: Philip Collins ha venduto tutto, ma era uno sbaglio

Cari amici,

Sul Corriere della sera ho appena letto un articolo che vi propongo, il quale racconta di un uomo che si è ritrovato a vivere una seconda volta, dopo che gli avevano detto che sarebbe morto presto.

Ho trovato interessante questa storia, che svela come la nostra vita sia divertente quando scopriamo quanto la nostra situazione sia precaria e provvisoria.

Il protagonista di questa storia, dopo questa notizia ha deciso di godersi la vita, e ha fatto ciò che voleva veramente.

L’ ospedale gli ha fatto capire bene ciò che la maggior parte di noi non prende mai in considerazione, fino a quando non sbatte il muso contro la realtà.

Pertanto, si è goduto alla grande l’ ultimo Natale e l’ ultimo compleanno.

E poi si è preso la soddisfazione di ristrutturare la casa, e si è comprato pure due bellissime macchine!

Mi chiedo se abbiamo bisogno di sapere che moriremo “presto” per goderci la vita.

Ebbene c’ è una novità: Moriremo …tutti!!

Anche noi possiamo vivere intensamente il tempo che ci resta, cavalcando i nostri giorni in modo unico e straordinario, perchè questo tempo è l’ unico che abbiamo per godere della nostra gioia e della nostra libertà.

Non oggi, …forse non domani, ….forse non tra un anno, ….ma moriremo!

Godiamoci la vita finchè siamo in tempo!

Corriere della sera

 

LONDRA- Quando due anni fa si era sentito dire dai medici del «Dorset County Hospital» (http://www.dchft.nhs.uk/) di Dorchester di avere un cancro alla vescica e che gli restavano appena sei mesi di vita, Philip Collins aveva deciso di godersi il più possibile il tempo che gli rimaneva da vivere. E così aveva mollato il lavoro, aveva incassato la pensione e aveva usato i 20.800 euro per comprare una fiammante Triumph per sé e una Ford Focus per la moglie Isabel e per fare una serie di migliorie alla casa, così da lasciarla nelle migliori condizioni una volta che se ne fosse andato per sempre. Non solo. L’uomo aveva anche già predisposto tutto per il suo funerale e aveva organizzato persino un emozionante «ultimo Natale» e «ultimo compleanno» con l’adorata consorte (i due sono sposati da 44 anni e non hanno figli) e con i due amati cagnolini, Bonnie e Charlie. Ma il tempo passava e, fortunatamente, il signor Collins non dava segni di voler passare a miglior vita.

I CONTROLLI- Da qui, l’idea di sottoporsi a nuovi esami e un mese fa la verità è finalmente venuta a galla: nessun tumore in fase terminale, bensì un banale (e benigno) ascesso. Tutto bene, dunque? Niente affatto. Perchè il cocktail di medicine inutili che l’uomo era stato costretto a prendere in tutti questi mesi lo avevano fatto ammalare sul serio e così aveva dovuto farsi ricoverare per forza in ospedale (ovviamente, in uno diverso rispetto a quello che è stato all’origine di tutti i suoi guai), senza contare che per colpa di quella diagnosi sbagliata aveva sperperato i risparmi di una vita. «Quando mi dissero che avevo il cancro – ha raccontato l’ex autista di camion originario di Yetminster, nel Dorset – sapevo che stavo morendo e che avevo una sola possibilità per fare tutto quello che volevo. Ma quando poi mi hanno detto che si erano sbagliati e che non avevo alcun tumore, la cosa mi ha fatto letteralmente uscire di testa e ora non posso più fare niente. Sono completamente distrutto. Del resto, se voi passaste due anni a pensare che state per morire, quando poi vi dicono che non è così, è normale che la cosa vi lasci sconvolti».

LA CAUSA- Sconvolto e provato non solo psicologicamente, ma anche fisicamente, a causa delle centinaia di pastiglie (per lo più morfina e steroidi) prese senza motivo per ben 18 mesi. Ecco perché ora il signor Collins ha deciso di portare in tribunale il servizio sanitario inglese, pretendendo un risarcimento danni per quanto successo. «Questi ultimi due anni sono stati una vera e propria agonia – ha raccontato la moglie Isabel – e non riusciamo davvero a capire come sia stata possibile una cosa del genere. Probabilmente, i medici non hanno guardato bene i risultati degli esami». L’incubo dei Collins era iniziato nell’aprile del 2007, quando Philip cominciò a perdere l’appetito, a dimagrire all’improvviso e a soffrire di anemia. Un’ecografia all’ospedale di Dorchester rivelò la presenza di una massa sospetta sulla vescica e sul fegato e successivi test spinsero i medici a dire all’uomo che aveva un cancro in fase terminale e che gli restavano ormai pochi mesi di vita. Ma un anno dopo il signor Collins era ancora vivo e vegeto e così i dottori decisero di fargli degli ulteriori esami. Tre settimane più tardi, la nuova diagnosi: era sì cancro, ma non in fase terminale. Ancora due settimane di attesa e poi l’ultimo responso, quello definitivo: ci siamo sbagliati, non c’è alcun tumore.

LE NUOVE CURE- «Ringraziando Dio, non gli hanno fatto la chemioterapia – ha continuato la signora Isabel – perché secondo i medici quella lo avrebbe ucciso di sicuro, ma adesso mio marito sta così male per le cure sbagliate che ha dovuto andare in ospedale». E mentre un portavoce del «Dorset County Hospital» ha spiegato al Times(http://www.timesonline.co.uk/tol/life_and_style/health/article6716736.ece) che «l’ospedale è costantemente in contatto con i signori Collins per aggiornarli sui risultati delle nostre indagini interne», ora Philip è ricoverato al Yeovil District Hospital (http://www.yeovilhospital.nhs.uk/), sempre nel Somerset, dove lo stanno sottoponendo a nuovi accertamenti, nella speranza di poter finalmente scrivere la parola fine a tutta questa brutta storia.

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