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Delega con voto espresso

Conflitti di interessi evitati con la delega con voto espresso

Nel condominio ci sono spesso situazioni di conflitto d’interesse che possono rendere difficile il bilanciamento tra gli interessi individuali e quelli della collettività.

Una problematica rilevante proprio in relazione alla nomina dell’amministratore. Le decisioni dei giudici in proposito hanno espresso un’esigenza comune: evitare che un soggetto portatore di un interesse proprio e diverso da quello del condominio possa agire o partecipare a una decisione assunta nell’interesse dell’insieme del condominio.

La verifica del conflitto di interessi va condotta in concreto e con valutazione a posteriori per verificare se l’interesse estraneo dell’amministratore sia stato effettivamente anteposto a quello generale.

Questo principio ( da ultimo Cassazione 18192/09 ) porta a escludere la rilevanza di una valutazione solo generica e astratta del potenziale conflitto. Il problema si pone con frequenza quando l’amministratore riceva delega di rappresentare uno o più condomini in assemblea ( soprattutto quando sia condomino o un suo parente ).

Nessun problema nel caso di delega vincolata,quella cioè che indica al delegato il voto da esprimere su ogni argomento all’ordine del giorno. Invece,in assenza di indicazioni di voto,il conflitto deve ritenersi presente nelle materie relative al rendiconto della gestione e alla nomina ( o riconferma ) dell’amministratore,nonchè in tutti i casi in cui i condomini sono chiamati a valutarne l’operato.

Ciò impone l’applicazione in via analogica di quanto la legge prevede in tema di società ( articolo 2373,Codice civile), quindi la delibera adottata con il voto favorevole dell’amministratore portatore di deleghe va sottoposta alla " prova di resistenza "; se assunta con il voto determinante dell’amministratore,deve ritenersi annullabile e quindi impugnabile entro i termini perentori ( articolo 1137,Codice civile ).

Vale infatti il principio secondo cui il controllato (l’amministratore) non può essere contemporaneamente controllore di sè stesso per effetto della delega conferitagli dal condominio.

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