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Davos: I "potenti" riuniti al World Economic Forum

Il mondo malato al “Sanatorio Davos”
Capi di governo, banchieri e industriali: responsabili della crisi, tenteranno di trovare una via per uscirne

Cari amici,

Oggi inizia il World Economic Forum: Un “gruppo” di persone ritenute “potenti” e “intelligenti” cercheranno di mettere insieme delle idee per curare le malattie che affliggono l’ economia mondiale.

Per ciò che mi riguarda ho pochissima fiducia su quanto riusciranno ad “inventarsi”, ma ciò nonostante è bene che perlomeno si riuniscano con l’ intenzione di analizzare i problemi.

L’ impressione che mi coglie è che i politicanti che governano il mondo siano così condizionati dalla loro visione politica che i problemi non riescano neppure a vederli!

Le domande “importanti”, che è necessario cominciare almeno ad “immaginare” a mio giudizio sono le seguenti:

1) Esiste un “limite” alla ricchezza individuale privata? Quando ci sono persone che hanno un patrimonio privato analogo a quello di un intero paese cosiddetto povero, si può iniziare perlomeno a “sospettare” che questo fatto di per sè sia ingiusto?

2) Come fare a dare valore finanziario a tutte le attività umane “importanti” che non sono valorizzate dall’ economia di mercato, e che oggi sostengono la nostra società basandosi soltanto sul volontariato e su “regali” estemporanei?

Si può pensare, ad esempio, di obbligare i “privati” a “regalare” parte dell’ eccedenza finanziaria in modo adeguatamente organizzato, invece di tassarla?

Ma voglio allargare il discorso:

In parole più generali, il punto della questione è che non esistono sistemi di distribuzione del valore finanziario organizzato diversi dalla compravendita tra “egoisti”.

Se le persone non sono “egoiste” non si arricchiscono e sono condannate all’ elemosina.

Si pensi a cosa succederebbe se in Italia, la Caritas e tutte le associazioni di volontariato che sostengono il disagio domani iniziassero uno “sciopero generale” chiedendo di essere pagate per quello che producono.

Cosa succederebbe? (…ma tanto loro sono “buoni” e non protestano)!

Si pensi se la Croce Rossa domani iniziasse uno “sciopero generale” chiedendo che tutti gli operatori volontari vengano pagati adeguatamente per il lavoro che svolgono.

Cosa succederebbe? (..ma tanto loro sono “buoni e non protestano)!

Si pensi a cosa succederebbe se domani tutte le mamme non curassero più i loro figli (che sono il futuro del paese), fino a che non saranno adeguatamente pagate per il loro duro lavoro quotidiano.

Cosa succederebbe? (…ma tanto le mamme lavorano “per amore” e non aspirano ai soldi)!

Gli esempi potrebbero continuare, ma il fatto rimane:

Il mondo è sostenuto dall’ Economia Relazionale, prodotta dalla maggioranza della popolazione! Eppure la “maggioranza” sta ai margini e riesce ad avere solo una minima parte della ricchezza mondiale, che invece è “accaparrata” da pochi ricchi assetati di potere.

E la “maggioranza” non ha alcun rappresentante da inviare a Davos!

E’ bene ricordare che l’ amore riuscirà a salvare il mondo solo se la politica saprà valorizzarlo!

Altrimenti il “mercato” ci condannerà a mangiarci la vita l’ uno con l’ altro, e i nostri figli, quando diventeranno grandi troveranno un mondo invivibile.

Corriere della sera

DAVOS (Svizzera) – «Le volpi sono tornate subito a fare la guardia al pollaio», considerava con ironia un economista brasiliano, martedì sera, appena arrivato al vertice di Davos che inizia mercoledì mattina. In effetti, è curioso osservare i quasi 2.500 partecipanti – più che in passato – cercare di salvare il mondo in quattro giorni dopo che molti di loro hanno passato anni a dare un contributo per metterlo in crisi. Di volpi ne correranno parecchie, fino a domenica, tra le montagne di Grigioni, nel paesino dei sanatori raccontati da Thomas Mann nella Montagna Incantata.

LA CRISI E IL DOPO CRISI – Il brasiliano, però, coglie solo una parte di quel che sarà il World Economic Forum 2009, anno della grande crisi, inizio della stagione di arretramento della globalizzazione e di ritorno dello Stato nell’economia. Molti dei presenti – capi di governo, ministri, banchieri, industriali, grandi manager, sindacalisti, economisti, scienziati – cercheranno sinceramente di spiegarsi e spiegare cosa sta succedendo. Alcuni anche di imparare. Nel caos che regna, può darsi che qualche mente riesca a fare un po’ di luce. Non trattenete il fiato, comunque: bisognerà cercarla nelle pieghe dei dibattiti. Quest’anno il titolo del Forum è “Dare forma al mondo del dopo crisi”. Allo scopo, ci saranno il primo ministro russo Vladimir Putin, che sul come creare stati di emergenza è un maestro; Wen Jiabao, premier della Cina, la quale ha un surplus della bilancia dei conti correnti che è una delle ragioni della crisi globale; il primo ministro britannico Gordon Brown, che per anni è stato ministro delle Finanze di uno dei Paesi oggi in maggiori difficoltà; Angela Merkel, cancelliera tedesca accusata, forse non sempre giustamente, di fare troppo poco per uscire dalla recessione, comunque alla guida di un altro Paese con forte avanzo commerciale. In tutto, una quarantina di capi di governo le cui politiche di guai ne hanno fatti parecchi: sono a Davos anche per dire che comunque spetta a loro tracciare non solo la strada per uscire dai pasticci ma anche disegnare un nuovo ordine mondiale. Non sono d’accordo tra loro, ma sperano che la Montagna Incantata sia anche Magica.

ELITE GLOBALE – Ci saranno banchieri e top manager da anni parte di quella élite globale che, secondo molti, ha approfittato degli anni di credito facilissimo per cementare il suo potere e spesso i suoi bonus. E ci saranno alcuni degli ispiratori delle politiche di bassi tassi d’interesse – con bolle seguenti – portate avanti per anni dalle banche centrali. L’ex banchiere centrale e oggi nuovo segretario alle Finanze di Barack Obama, Tim Geithner, e il consigliere economico del presidente americano, Larry Summers, erano previsti ma probabilmente non ci saranno. Si dice abbiano cose più importanti da fare e non siano certi che il mondo si salva a Davos. E ci saranno gli economisti, i quali, chi più chi meno, non avevano previsto. Bene, saranno sempre loro a tracciare gli scenari, ad avanzare proposte, a consigliare medicine. Suggeriranno controlli più stretti, più interventi di Stato per salvare banche e imprese con il denaro dei cittadini, modelli nuovi e così via: vedremo. Certo, rispetto agli anni scorsi il clima è triste, poche feste e poche idee grandiose. Il mondo è malato: benvenuti al Sanatorio Davos.

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