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Chi ci salverà dai pazzi economisti americani?

Cari amici,

Gli USA non stanno facendo nulla per fermare il treno che ci sta portando dritti dritti verso il collasso finanziario!

Ben Bernanke fa tutto quello che può per ritardare il tracollo: ossia stampa moneta oltre ogni limite mai varcato da alcun paese sovrano.

Per il resto dice pubblicamente che “il governo si trova lungo un percorso fiscale insostenibile”.

I mercati finanziari appaiono totalmente scollegati dall’ economia reale, e vivono in modo prospero fino a che potranno contare sull’ immensa liquidità finanziaria stampata dalla Fed.

E’ come se tutta la nostra economia fosse attaccata ad una bombola d’ ossigeno, e ritarderà il tracollo fino a che i mercati finanziari si saranno resi conto che non c’ è alcuna ripresa economica in atto negli Stati Uniti!

Tutto si regge sulla propaganda; in realtà non c’ è alcuna politica che si sta occupando seriamente dei problemi dello sfortunato paese americano.

Da noi, per fortuna o per disgrazia, non siamo più padroni della nostra moneta, e pertanto, perlomeno, non possiamo metterci a stampare denaro; pertanto i problemi siamo costretti risolverli subito, aumentando le tasse e diminuendo i servizi pubblici.

La Banca Centrale Europea giura che non sta seguendo gli Stati Uniti in questa politica folle.

….speriamo!

Comunque noi stiamo seguendo le politiche degli americani da anni, e ne stiamo subendo le stesse conseguenze.

Per fortuna che da noi c’ è ancora uno stato sociale che funziona, che mantiene tutto il sistema economico redistribuendo la ricchezza attraverso le pensioni maturate dagli ex lavoratori a tempo indeterminato: questi soldi oggi mantengono i padri, i figli e spesso anche i nipoti di moltissime famiglie.

Oggi i lavoratori a tempo indeterminato sono una razza in via di estinzione come i Panda; pertanto in futuro questo flusso di ricchezza non ci sarà più a coprire le inefficienze del sistema economico, e dovremo trovare soluzioni alternative.

Ma se non cambieremo prospettive ideologiche e politiche, non troveremo alcuna soluzione condivisa, e lo scontro sociale sarà sempre più violento tra i ricchi e i poveri.

I nostri politicanti stanno giocando con il fuoco!

Wall Street Italia

“I progressi delle Federal Reserve rispetto agli obiettivi del mandato di massima occupazione e stabilita’ dei prezzi restano deboli”. Sono queste le parole da poco pronunciate dal presidente della Fed, Ben Bernake, di fronte alla commissione Bilancio del Senato degli Stati Uniti.

Nel suo discorso il governatore Usa ha ricordato le previsioni di novembre del Fomc, il braccio di politica monetaria della banca centrale, in cui afferma di aspettarsi “un tasso di disoccupazione vicino all’8% tra due anni. Di questo passo, ci vorranno quattro o cinque anni per assistere a una normalizzazione del mercato del lavoro”, ha aggiunto Bernanke.

Il presidente della Fed ha detto che “la ripresa dell’economia statunitense appare insufficiente a ridurre il tasso di disoccupazione in maniera significativa”. Non mancano pero’ segnali di fiducia: “in generale”, ha riferito Bernanke, “il ritmo della ripresa economica sembra essere moderatamente piu’ forte nel corso del 2011 rispetto a quello che e’ stato nel 2010”.

Un accenno anche a chi nell’amministrazione e al Congresso si occupa di conti pubblici: “Nel breve termine, i politici competenti devono continuare a tener conto dei bassi livelli dell’attivita’ economica e della natura ancora fragile della ripresa dell’economia. Tuttavia, una parte importante del deficit nel bilancio federale appare essere strutturale piuttosto che ciclica. Per questo, il deficit restera’ elevato in modo insostenibile anche se le condizioni dell’economia tornaranno alla normalita’”. Insomma, “il governo si trova lungo un percorso fiscale insostenibile”, ha aggiunto Bernanke, “non fare niente non puo’ essere un’opzione a tempo indeterminato” e “piu’ si aspetta, maggiori saranno i rischi in futuro”.

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