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Berlusconi: "La stampa dice il falso" …ha ragion

«La stampa dice il falso, povera Italia »
Caso Boffo, Berlusconi attacca i media: «Abbeveratevi della disinformazione di cui siete protagonisti»

Cari amici,

Per una volta condivido le opinioni del Cavaliere!

La stampa in Italia è usata come un arma rivolta contro i nemici.

La regola è accendere le passioni per attirare l’ attenzione.

La qualità dell’ informazione è sottomessa agli interessi delle parti politiche che si fronteggiano senza esclusioni di colpi.

Ormai non è più neanche importante se un tizio è colpevole o innocente!

Affianco ad un onesto direttore di un giornale che si dimette con dignità per non sottostare al clima di violenza opposto senza pietà da un giornale partigiano, guardiamo un Presidente del Consiglio che oppone la sua verità senza un minimo di vergogna, permettendosi di attaccare ogni opinione contraria alla sua, come se fosse il verbo incarnato in terra.

….MA BASTA!!!

Corriere della Sera

MILANO – «Credo possiate leggere i giornali di oggi dove c’è tutto il contrario della realtà. Abbeveratevi della disinformazione di cui siete protagonisti. Povera Italia, con un sistema informativo come questo». Il presidente del Consiglio , Silvio Berlusconi, attacca la stampa italiana nel suo complesso e lo fa rispondendo seccamente ai cronisti che gli chiedevano di commentare le dimissioni del direttore di Avvenire Dino Boffo.

L’INCONTRO AL QUIRINALE – Un tema, quello della presunta disinformazione, che il Cavaliere ha affrontato anche in serata nel corso di un incontro con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Secondo la ricostruzione delle agenzie di stampa, il capo dello Stato avrebbe sottolineato al premier che in questa fase occorrono equilibrio e moderazione, è necessario abbassare i toni e pensare ai problemi del Paese. Un preludio, forse, ad un nuovo appello del Colle per una ripresa del dialogo tra i Poli nell’interesse dell’Italia. Berlusconi, riferiscono fonti parlamentari del Pdl, avrebbe fatto notare a Napolitano di essere vittima di un’aggressione a mezzo stampa. «Ogni giorno si inventano qualcosa, oggi ho visto che io avrei intenzione di cambiare i vertici dei servizi e di vendere il Milan, non è affatto vero»: questo il ragionamento ripetuto dal Cavaliere che già in mattinata si era lamentato con i giornalisti. Il Capo dello Stato avrebbe ascoltato con attenzione le parole del premier ribadendo la necessità di un clima sereno, in modo da poter affrontare la fase delicata che si apre con la ripresa parlamentare e i problemi del Paese.

I SERVIZI DI SICUREZZA -In serata una nota di Palazzo Chigi aveva anche affrontato il tema dei servizi di sicurezza, per precisare che non c’è alcuna intenzione di attuare un avvicendamento. «Con la sua dichiarazione di questa mattina – si legge nel comunicato – il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha smentito tutte le illazioni e le false ricostruzioni apparse su numerosi quotidiani. Ma un’illazione in particolare ha bisogno di una ulteriore, precisa, puntuale ed esplicita smentita: che sarebbe intenzione del Presidente Berlusconi procedere a un avvicendamento dei vertici dei Servizi di sicurezza. Non è vero, è un’ipotesi che il presidente Berlusconi non ha mai preso in considerazione, non ha mai pensato e non pensa. È questa anzi l’occasione per il presidente Berlusconi di riconfermare, insieme all’autorità a essi delegata, il sottosegretario Gianni Letta, la fiducia al Prefetto De Gennaro, all’ammiraglio Branciforte e al generale Piccirillo».

PRIMA VITTIMA – La giornata non è insomma stata all’insegna della distensione. Dopo l’addio di Boffo al quotidiano che dirigeva da 15 anni in seguito alle le accuse del Giornale di Vittorio Feltri, non si placano le polemiche e la bufera politica sulla libertà d’informazione non sembra mostrare segni di schiarita. Berlusconi si è detto dispiaciuto per la vicenda ed ha sostenuto di essere la prima vittima di questo clima. Le opposizioni attaccano: basta killeraggi; il centrodestra replica no ai doppiopesismi, non accettiamo lezioni sulla libertà di informazione.

LE REAZIONI – Sulle dichiarazioni contro la stampa del premier sono intervenuti in molti. Il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro attacca: la ‘velina’ non è altro che l’olio di ricino usato nel ventennio. «L’Italia dei valori – spiega – insiste nel chiedere al Copasir di aprire una istruttoria per verificare il dossier, perchè, con l’andata in porto delle dimissioni di Boffo, domani ce ne sarà un altro e un altro ancora, fino a dittatura completa». Per il leader del Pd, Dario Franceschini, il presidente del Consiglio «ha in mente un modello di stampa libera in cui il massimo che si può fare è passare dall’adorazione all’adulazione». «Continuerà ad avere delle sorprese – aggiunge Franceschini – perché la democrazia italiana ha degli anticorpi robusti e profondi e quando qualcuno tenta di sottrarre spazi di libertà, gli italiani reagiscono, al di là del colore politico di appartenenza». Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, va invece all’attacco di Repubblica e dice che la «violenza inaudita», di cui aveva parlato Boffo nel rassegnare le dimissioni, sarebbe quella usata dal giornale di Ezio Mauro contro Feltri. «Esprimo tutta la mia solidarietà a Vittorio Feltri – dice Capezzone -; constato ancora una volta il doppiopesismo e l’ipocrisia di chi vede la pagliuzza nell’occhio degli altri ma non la trave nel proprio».

SCHIFANI: SOLIDARIETA’ A BOFFO – Il presidente del Senato, Renato Schifani, alla Festa del Pd, afferma che«Fini ha ragione quando parla di imbarbarimento, questa fase deve essere superata. Io non penso che agli italiani piaccia che i quotidiani si occupino solo di vicende private e dicerie invece di affrontare le proposte della maggioranza e le controproposte dell’opposizione. Esprimo solidarietà umana a Boffo, una vicenda che si inquadra in una tensione senza precedenti nel mondo dell’informazione che è contiguo alla politica. L’Italia deve uscirne e al più presto per fare le riforme istituzionali e modernizzare il Paese».

BOSSI-VATICANO – Intanto proprio ieri nel giorno di maggiore turbolenza, Umberto Bossi ha incontrato il cardinale Bagnasco. «Lega: partito del dialogo», titola la Padania, «eccellenti rapporti con chiesa». «Una risposta – spiega il quotidiano – alle polemiche strumentali montate ad arte di questi mesi. Una prova di eccellenti rapporti che caratterizzano il movimento leghista e la Chiesa cattolica. Ma non solo: l’incontro di giovedì sera in Vaticano tra Umberto Bossi, Roberto Calderoli e il presidente della Conferenza episcopale italiana, Angelo Bagnasco, non è stato un semplice scambio di cortesie tra protagonisti del nostro Paese. È stato molto di più».

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