Go to Top

Benigni salva Sanremo

«Silvio, diventa un mito
e fa’ come Mina: sparisci»

Battute a raffica, Berlusconi nel mirino. E Gasparri annuncia azioni legali contro la Rai

Cari amici,

Ieri eravamo incollati al televisore, aspettando il grande Benigni show!

Ed è stato un grande spettacolo.

Laurentis è stato uno dei migliori cantanti; è riuscito a rubare la scena a Bonolis, che resta uno dei mattatori più bravi che ci sono in Italia.

Questa è l’ Italia che abbiamo! Rivolta al passato, riesce poco a vedere il futuro!

Ma noi speriamo nel futuro, perchè siamo degli inguaribili ottimisti.

I cantanti ….onestamente non me li ricordo!

Molti cosiddetti “famosi” sembravano vecchietti con i capelli bianchi, ed ingombravano la scena con sorrisi ormai stravisti.

Mi chiedo come continuerà il festival?

Chi vincerà?

Ma in realtà non mi interessa questa questione.

Benigni ha “garantito” il successo di Sanremo.
Spero che la fantasia di Luca Laurentis sappia tamponare le falle artistiche dei cantanti in gara.

….e vinca il migliore!

Corriere della sera

SANREMO – «Non voglio parlare di politica e non voglio parlare di Berlusconi». Roberto Benigni naturalmente parla (quasi) solo di Berlusconi e di politica nel suo intervento da 350 mila euro al Festival di Sanremo (Guarda il video). Per il resto parla di «trombare» e di «sesso», prendendo spunto dal titolo della canzone presentata dall’eurodeputato del Pdl Iva Zanicchi («Ti voglio senza amore») e spera di non vedere mai Orietta Berti «con un coniglietto sulle poppe e sulla patonza» affinché non gli cada «l’ultimo mito». Infine chiude difendendo l’amore omosessuale leggendo una lettera di Oscar Wilde e ottiene un grande applauso finale che si trasforma ben presto in una vera e propria standing ovation e riceve anche i ringraziamenti dell’Arcigay.

CORSICA – Benigni accenna anche alla crisi del Pd e alle dimissioni di Walter Veltroni, senza però mai affondare i colpi, anzi esorta l’ex segretario coniando un nuovo slogan: «Rialzati Walter». E d’altra parte, sottolinea, come si fa a «massacrare di battute Veltroni? Più battuto di così…». Poi rende noto che in verità al presidente del Consiglio non interessa la Sardegna, bensì «la Corsica, dove ha tutti i parenti, che discendono da Napoleone».

«SPARISCI» – Poi dà un consiglio a Berlusconi per diventare un vero mito. Come la cantante ha lasciato l’Italia e invia solo video e dischi ogni tanto, il comico toscano suggerisce al Cavaliere di sparire dall’Italia, di andare in un’isola lontanissima insieme ad Apicella, e inviare solo dischi e video. «Mina e Osama Bin Laden sono gli unici due al mondo che non si fanno mai vedere e inviano solo video».

AMORI GAY – Benigni sugli omosessuali afferma: «È una storia incredibile che va avanti da millenni. Gli omosessuali non sono fuori dal piano di Dio. Di peccati c’è solo la stupidità. Per rendere l’idea dell’assurdità e ridicolaggine, ricordo che gli omosessuali sono stati seviziati e morti nei campi di concentramento perché amavano un’altra persona. Mettiamo che un eterosessuale si innamori focosamente di una persona dell’altro sesso, e a un certo punto lo prendono, lo torturano e lo uccidono perché si è innamorato. Tanti omosessuali sono stati torturati perché amavano un’altra persona, lasciate stare il sesso. È un’assurdità. È incredibile che si parli ancora degli omosessuali così, con questa incredibile rozzezza. Sono persone che si amano, non è che per colpa loro finisce la razza, come dice qualcuno. Nella storia dell’umanità ci hanno fatto doni enormi, ed è il sentimento dell’amore che caratterizza gli omosessuali. E quando c’è l’amore tutto diventa grande. Nemmeno la fede rassicura, l’unica cosa che rassicura è l’amore». Benigni ha poi ricordato Oscar Wilde, «messo ai lavori forzati per la sua omosessualità. In prigione ha scritto una lettera alla persona per la quale era stato condannato». E, prima di lasciare il teatro, tra gli applausi, ha letto la lettera di Wilde.

DIRITTI – Intanto il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, conferma l’intenzione di avviare azioni legali contro il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, che «sottoscrivendo il contratto con Benigni che prevede la cessione di 750 minuti di materiale del proprio archivio relativo all’artista in cambio della sua presenza a Sanremo ha compiuto un gravissimo danno economico all’azienda. È come se la Rai pagasse la presenza di Benigni circa 1,5 milioni di euro». La Rai in una nota ha precisato che non c`è stata alcuna «cessione dei diritti tv. L`operazione riguarda i diritti d`uso a tempo determinato di alcuni materiali e “segmenti di diritti” non tutti direttamente e liberamente utilizzabili da Rai (homevideo) perché soggetti a negoziazioni con parti terze».

Lascia un commento

I cookies ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookies da parte nostra. Se vuoi saperne di più clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina acconsenti all’uso dei cookies. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi