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Benedetto XVI: «La sfida è un’economia sostenibile»

Cari amici,

Ieri il Papa ha affrontato le questioni scottanti di economia che ci riguardano.

Sono pienamente d’ accordo con le richieste morali formulate dal pontefice dopo la preghiera dell’ Angelus, le quali a mio giudizio dovrebbero essere ascoltate dai cosiddetti “potenti del mondo” e dalle cosiddette “grandi aziende internazionali”.

Vi è in fondo una questione da affrontare con coraggio e sincerità:

Fondamentalmente l’ economia è una questione “politica”.

Ogni uomo ha la piena libertà di disporre delle sue cose, la quale è “condizionata” dai valori che sono condivisi nella società, e dalle leggi che vincolano i beni disponibili ad interessi considerati “comuni”.

Ma la ricchezza spropositata attribuita ai cosiddetti “potenti della terra”, concede ad alcuni il potere di non tenere conto dei valori sociali di riferimento, ed anche di non rispettare le leggi degli stati.

Pertanto, al mondo ci sono soggetti più liberi di altri di disporre delle proprie cose, ed anche di “appropriarsi” delle cose altrui.

Questa visione è scomoda, poichè rende evidente la tragica ingiustizia che regna nel mondo, e divide le persone che non hanno nulla (svariate decine di milioni di affamati), e i pochissimi fortunati “ricchissimi” (i quali possono disporre di possibilità illimitate e di potere incontrastato).

Sono questi ultimi che il Papa chiama “potenti del mondo”, i quali potrebbero migliorare le condizioni economiche della società umana, se si impegnassero a condividere parte delle loro immense e immeritate ricchezze con chi non ha “letteralmente” nulla!

Questo, lo ripeto, è un discorso politico “scomodo”, ma necessario!

Pertanto, credo che sia opportuno trovare dei metodi “pacifici” per arrivare ad una redistribuzione più equa della ricchezza mondiale.

E’ necessario, a mio giudizio, trovare e valorizzare dei nuovi strumenti legali adatti per permettere a chi si consideri “ricco” di redistribuire la ricchezza in modo costante, sicuro e trasparente a chi è più “povero”.

Questi “canali finanziari” già stanno cominciando ad emergere spontaneamete, e meritano di essere valorizzati dallo stato e dalle reti sociali di residenti, poichè sono i mezzi per costruire una società più giusta.

I “valori” sociali promossi dal cosiddetto mercato globalizzato (l’ egoismo, la ricerca dell’ utile, la convenienza economica, la monetizzazione di ogni aspetto della vita), hanno prodotto e producono danni che tutti noi paghiamo ogni giorno.

Siamo tutti soggetti ad un sistema economico che ci opprime e ci condanna a diventare “volpi”, “cacciatori”, oppure a restare “pecore”.

Per ciò che mi riguarda non voglio diventare “cacciatore”, e non voglio condannarmi a rimanere “preda”.

Voglio un’ altra possibilità per vivere meglio!

Il Sole 24 ore

CITTÀ DEL VATICANO – Papa Benedetto XVI ha incoraggiato i potenti del mondo e le grandi aziende internazionali «ad affrontare la sfida di un’economia sostenibile ed etica». Oggi al termine della preghiera dell’Angelus, davanti a migliaia di fedeli riuniti in piazza San Pietro, il Pontefice è tornato a parlare della situazione di crisi economica e finanziaria nel mondo. E ha chiesto di procedere sulla via della solidarietà e di un’economia etica. «Saluto i presidenti e gli alti dirigenti di alcune grandi aziende internazionali – ha detto il Papa nei saluti in lingua italiana – che incoraggio ad affrontare la sfida di un’economia sostenibile ed etica».

Anche ieri Ratzinger aveva parlato di crisi economica, annunciando i temi della prossima Enciclica che dovrebbe portare la firma del 29 giugno. «La crisi finanziaria ed economica che ha colpito i Paesi industrializzati, quelli emergenti e quelli in via di sviluppo – ha detto ieri il Pontefice – mostra in modo evidente come siano da ripensare certi paradigmi economico-finanziari che sono stati dominanti negli ultimi anni».

Una crisi – ha proseguito il Santo Padre – che deve trasformarsi in «un’opportunità, capace di favorire una maggiore attenzione alla dignità di ogni persona umana e promuovere un’equa distribuzione del potere decisionale e delle risorse, con particolare attenzione al numero, purtroppo sempre crescente, dei poveri». Il Papa ha ricordato che dal 24 al 26 giugno «si terrà a New York la Conferenza delle Nazioni Unite sulla crisi economica e finanziaria e il suo impatto sullo sviluppo». «Invoco sui partecipanti alla Conferenza, come pure sui responsabili della cosa pubblica e delle sorti del pianeta – ha aggiunto Ratzinger – lo spirito di sapienza e di umana solidarietà». Il Papa ricorda con speciale attenzione «le centinaia di milioni di persone che soffrono la fame». «È una realtà assolutamente inaccettabile – ha detto Joseph Ratzinger – che stenta a ridimensionarsi malgrado gli sforzi degli ultimi decenni».
Benedetto XVI ha auspicato dunque che «in occasione della prossima Conferenza Onu e in sede delle istituzioni internazionali siano assunti provvedimenti condivisi dall’intera comunità internazionale e vengano compiute quelle scelte strategiche, talvolta non facili da accettare, che sono necessarie per assicurare a tutti, nel presente e nel futuro, gli alimenti fondamentali e una vita dignitosa».

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