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Zapatero guida la Spagna verso il relativismo etico

Zapatero sfida la Chiesa sui crocifissi e sull’aborto
Il Psoe: «Un diritto l’interruzione di gravidanza» Laicità al centro del 37esimo Congresso dei socialisti. Che chiedono anche l’abolizione dei funerali religiosi di Stato

Cari amici,

Un giorno a Gesù fu posta questa domanda in modo diretto:
“Cos’ è la verità?”

E Gesù tacque!

Oggi, dopo più di duemila anni siamo costretti a farci ancora la stessa domanda: La novità è che molte persone hanno scelto con convinzione di smettere di cercare risposte!

La verità è soltanto il punto di vista della maggioranza!
La maggioranza esprime il suo punto di vista attraverso il voto e i sondaggi.

Pertanto è inutile andare in cerca di risposte universali! E’ sufficiente dare risposte contingenti, cercando per quanto possibile di non scontentare nessuno.

Zapatero è un esempio tipico di questo modello di pensiero, che ci condanna ad un appiattimento delle nostre prospettive verso ciò che è conveniente e politicamente corretto.

Questo modo di pensare porta a chiudere gli occhi verso i più grandi problemi dell’ umanità, perchè è opportuno non vederli per non tirare in causa le regioni del pianeta più influenti dal punto di vista politico.

Non si sceglie ciò che è “giusto” ma bensì ciò che “conviene” ai nostri interessi!

E’ per questo motivo che gli Stati Uniti e la Cina, ad esempio, si prendono il potere di non rispettare le più elementari regole di convivenza civile, poichè, essendo estremamente influenti sui nostri interessi economici e politici, possono stare tranquilli che nessuno protesterà in modo troppo incisivo e “coerente”.

In assenza di ideali religiosi universali, ciò che conta è l’ interesse economico!

Molti credono che le questioni religiose siano ininfluenti per la nostra convivenza civile.

Io non sono d’ accordo per nulla con questa visione!

Ogni uomo ha un bisogno intimo vitale di credere in un “assoluto” trascendente: Sia l’ equilibrio mentale delle persone, sia la nostra convivenza sociale dipendono da quanto le persone riescano a mantenere una visione “globale” che aspiri alla libertà, alla giustizia e alla fratellanza universale.

E la religione (qualunque religione che ricerca Dio con umiltà e disinteresse), è l’ unica prospettiva che promuova e valorizzi questa visione.

Se si toglie Dio dal mondo, l’ uomo non sa più per cosa vivere, e la morte diventa un punto interrogativo angoscioso che invoglia ad uscire dalla realtà in modo artificioso e disperato.

E’ per questo motivo che nelle nostre città sopravvivono così tante persone sole, infelici e disperate.

T.

Corriere della Sera

MADRID — Arrivano tutte insieme, anche se non proprio inattese, le cattive notizie per il presidente della Conferenza Episcopale spagnola, cardinale Antonio María Rouco Varela: secondo i socialisti, al governo, la Spagna non è ancora abbastanza laica. Ed è anche arrivata ora di rimettere mano alla legge sull’aborto, ormai più che ventenne; mentre si comincia a parlare, seppure sommessamente, di eutanasia. Il 37esimo congresso del Psoe, che conclude oggi tre giorni di lavori a Madrid, traccia le linee di un futuro che non concilierà il sonno dei vescovi più conservatori della Chiesa iberica: via i crocifissi da scuole e uffici pubblici; niente più giuramenti ufficiali sulla Bibbia, niente più funerali di Stato secondo il rito cattolico. Il partito di maggioranza non prevede una tabella di marcia serrata e, dopo molte discussioni e ripensamenti, ha deciso di aggiungere l’avverbio «progressivamente» nel comunicato (non vincolante per il Governo) in cui riassume i suoi propositi di riforma della Legge organica sulla libertà religiosa. Ma «la Chiesa cattolica deve essere cosciente che la Costituzione non le riconosce privilegi », si legge nella nota.

Pur ammettendo che «democrazia e religione non sono incompatibili », i socialisti spagnoli si impegnano a realizzare «la laicità che la Costituzione conferisce allo Stato». E citano i passi già compiuti in questa direzione, più o meno gli stessi che, sei mesi fa, avevano spinto la Conferenza episcopale spagnola a chiedere agli elettori cattolici di non votarli: l’educazione civica nelle scuole, il riconoscimento dei matrimoni omosessuali, lo snellimento delle pratiche per il divorzio, l’impulso alla ricerca biomedica.
La questione più dibattuta è stata quella dei funerali di Stato: se non saranno celebrati secondo il rito cattolico, quale liturgia alternativa può proporre un sistema perfettamente laico e aconfessionale? Nella versione definitiva del testo, la segreteria del Psoe ha preferito sfumare il tenore iniziale considerando piuttosto «indispensabile una legislazione che stabilisca nuovi criteri di collaborazione tra confessioni religiose e amministrazioni pubbliche e assicuri a tutte le confessioni un trattamento uguale». Pur senza ritoccare gli accordi raggiunti nel 1979 tra Stato e Santa Sede, come reclamava invece l’ala oltranzista, rappresentata da Izquierda Socialista.

Ieri il Segretario organizzativo del Psoe, José Blanco, ha aggiunto altre spine nel fianco dei vescovi annunciando che la legge sull’aborto dovrà essere rivista. Proposito confermato dalla numero due del Governo, Maria Teresa Fernández de la Vega, che ha parlato di una «riforma avanguardista in difesa dei diritti delle donne». Una commissione di esperti studierà la situazione in Europa per ispirarsi alle leggi più avanzate, prima di formulare modifiche alla normativa del 1985. Durante la campagna elettorale il Premier e Segretario del partito (riconfermato ieri col 98,53% dei voti), José Luis Rodríguez Zapatero, interrogato sull’argomento, aveva preferito mantenersi vago, sostenendo che non c’era urgenza né necessità di modificare la legge.

Un’altra donna, infine, entra nella direzione del Psoe: Leire Pajín, basca, 32 anni, attuale Segretaria di Stato per la Cooperazione internazionale, è la nuova numero tre del partito.

Elisabetta Rosaspina

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