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Villari, il Re è nudo!

Vigilanza Rai, Villari non molla
Fini e Schifani: «Ora si dimetta»

Il presidente della Commissione non lascia l’incarico . Berlusconi: «Abbandoni, sì a Zavoli»

Cari amici,

Questa storia è troppo divertente per non riportarla sui blog!

Villari ha “scoperto” i giochi di potere del palazzo, nell’ atto di rivoltarli a proprio vantaggio!

Dal suo punto di vista, è un personaggio di “alta” statura politica, che si confronta alla pari con i “grandi” che occupano le poltrone del “nostro” parlamento.

Dal punto di vista legale non c’è dubbio che abbia ragione lui!

Infatti nel bene e nel male “egli” è stato regolarmente eletto, e ha pertanto titolo di presiedere la commissione di vigilanza RAI (Un organo politico inutile a mio giudizio).

In un istante Villari è salito alla ribalta del palcoscenico pubblico italiano: Sono certo che presto lo vedremo da Santoro, o perlomeno dalla De Filippi a raccontare la “sua” verità.

I “grandi” personaggi politici non riescono a contenere la rabbia di essere stati giocati come dilettanti da un piccolo, insignificante parlamentare, il quale era stato scelto soltanto per occupare i banchi del parlamento al fine di fare da “grancassa”.

Ma Villari è uscito dal sistema e si è messo alla guida della “propria” carriera politica, seguendo il suo maestro: Mastella!

Chi sa se fonderà anche lui il suo partito?

Credo che Villari, nella sua politica “pratica”, abbia avuto il merito di rivelare a noi cittadini il normale decorso che si persegue al fine di trovare accordi di “potere” tra i partiti.

Se mai ce ne fosse stato bisogno, il neo eletto presidente della commissione vigilanza Rai ci ha dimostrato che “il re è nudo”!

Corriere della sera

ROMA – Nessun passo indietro. Riccardo Villari non si dimette da presidente della commissione di Vigilanza Rai. «Ho un obbligo da rispettare e intendo portarlo avanti» ha spiegato il senatore, nonostante l’accordo trovato nei giorni scorsi tra maggioranza e opposizione sul nome di Sergio Zavoli (una volta tramontata l’ipotesi Orlando per la presidenza della Vigilanza). Lo stesso Pd ha espulso Villari dal partito e ha annunciato che non parteciperà ai lavori della Commissione finché il senatore non rassegnerà le dimissioni. In serata sono arrivati anche gli interventi di Gianfranco Fini e Renato Schifani: «Si dimetta – ha chiesto il presidente della Camera – dimostri rispetto per le istituzioni». «Il suo impegno è concluso – gli ha fatto eco il presidente del Senato – ora si dimetta». Ma non è bastato per convincere Villari: «Non sarà l’espulsione a farmi cambiare idea». Anche Silvio Berlusconi lo ha invitato ad abbandonare: «Villari può ritenersi soddisfatto – ha affermato il premier – e può quindi rassegnare serenamente le dimissioni» visto che «maggioranza e opposizione hanno condiviso e concordato la designazione di Zavoli a presidente della commissione di Vigilanza».

PRESIDENTE LEGITTIMO – Per adesso, però, il senatore va avanti. «Ho deciso di mantenere il ruolo di presidente della Commissione di Vigilanza che mi è stato affidato col voto di parlamentari che hanno svolto legittimamente la loro funzione» ha spiegato, chiedendo «rispettosamente a tutti i colleghi della Commissione di compiere un atto di coraggio e di permettere a questo organo di garanzia di svolgere il suo delicato e impegnativo lavoro».

VELTRONI – Dura la reazione di Walter Veltroni. «Villari – ha affermato il segretario del Pd – è stato eletto con i voti della maggioranza in un posto che spettava all’opposizione. Giovedì aveva detto che non avrebbe fatto nulla contro il partito, poi a me ha detto che si sarebbe dimesso e ancora dopo ha detto che si sarebbe dimesso dopo che si trovava un’intesa sul nome. Una vicenda pazzesca, come talvolta accade nella politica italiana». « «Noi abbiamo raggiunto un’intesa con Palazzo Chigi su un nome di assoluto livello – ha aggiunto Veltroni – A questo punto il problema non è più mio, ma tutto in casa della destra. Spetta a chi ha questa responsabilità di applicare questa intesa».

CASINI – Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, ha affermato a sua volta di non capire «a chi giovi questa telenovela sulla Vigilanza Rai. Il Paese è sul baratro e il governo dovrebbe occuparsi di questo, come in parte sta facendo. Non capisco perché si va dietro al trasformismo personale. Mi auguro che Villari si dimetta visto che c’è un accordo sul nome di Zavoli». «Avevo apprezzato – prosegue Casini – le parole di Berlusconi su Zavoli, c’era un senso delle istituzioni. Questa situazione non giova nemmeno al premier che è proprietario di televisioni».

FINI E SCHIFANI – Poi sono arrivati, quasi in contemporanea, gli interventi di Fini e Schifani. «Faccio appello al senatore Villari perché sacrifichi le ragioni giuridiche che certamente ha, in quanto regolarmente eletto Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, sull’altare della responsabilità politica» ha affermato in una nota il presidente della Camera. «La volontà di maggioranza e opposizione di convergere sul nome del senatore Zavoli deve indurre il senatore Villari a rassegnare le dimissioni per garantire piena funzionalità alla Commissione, dimostrando così di avere un rispetto per le istituzioni assai più apprezzabile di qualsivoglia valutazione meramente formale». Dello stesso tenore l’appello del presidente del Senato: «Ritengo che l’iniziativa del senatore Villari si sia positivamente conclusa nel senso che lui ha contribuito innegabilmente all’eliminazione di una pericolosa situazione di stallo di un voto in Vigilanza e lui stesso ha dichiarato più volte che in presenza di un accordo fra maggioranza e opposizione si sarebbe fatto da parte. Questo accordo mi pare che ci sia, la commissione si è insediata nella sua interezza attraverso l’elezione dell’ufficio di presidenza. Io ritengo che l’iniziativa e il compito del senatore Villari possano ritenersi conclusi e quindi conseguentemente dovrebbe adottare delle scelte conseguenti».

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