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Ucciso pentito eccellente dalla Camorra

Agguato a Casal di Principe. Ucciso un pentito “eccellente”
Roberto Saviano, Gomorra: “Era il Salvo Lima della malavita napoletana”. Il coordinatore della Dda: “E’ un salto di qualità della strategia del clan”

Cari amici,

Roberto Saviano è un uomo di grande cultura, che scrive molto bene in italiano e sa raccontare in modo avvincente i racconti della “sua” terra.

Gomorra è un libro importante, che racconta in modo evidente e chiaro il modo in cui le nuove regole del commercio libero mondiale agevolino i gruppi organizzati che dispongano di potere politico, controllo del territorio, mezzi finanziari illimitati e potere militare da opporre ai nemici.

Questo è il futuro che ci aspetta e che stiamo costruendo.

Ormai ho letto almeno dieci libri che trattano tutti di questo cambiamento che sta avvenendo sotto i nostri occhi.

Il riassunto di tutte le teorie che ho studiato è il seguente:

In assenza di ideali e di proposte convincenti, tutto ciò che rimane di desiderabile per gli uomini resta l’ egoismo, l’ avidità e la sete di potere.

Pertanto:

Gli uomini comprano ciò che “desiderano” e che costa meno (e “tutto” ormai si può comprare; e non importa “come” questo “minor prezzo” sia ottenuto);
Altri uomini producono ciò che la maggioranza vuole (e non importa cosa sia il prodotto, perchè venga usato, come venga prodotto: Basta che costi il meno possibile).

Se questo è il gioco da giocare, allora la camorra è un giocatore vincente!

La camorra si mette vicino e sullo stesso piano dei commercianti che tendono a comprare in nero; degli imprenditori che aprono conti all’ estero per trattare in modo “privato” i capitali che riescono a trarre dai bilanci “arrangiati” con l’ aiuto di commercialisti molto preparati e scaltri; di “gentaglia” che spende milioni di euro per comprarsi macchine di cilindrata enorme, sprecando ricchezza che potrebbe essere redistribuita; di milioni e milioni di persone che affogano nelle città in cerca del loro piccolo vantaggio che possa assicurare un piccolo appiglio contro l’ insicurezza che respirano ogni giorno.

Questi attori economici che muovono l’ economia sono tutti nascosti e mescolati insieme dall’ ipocrisia, venduta dai mass media con termini quali “libertà di espressione” o “diritto di replica”: La chiesa cattolica ha inventato un termine a suo modo più chiaro per descrivere il fenomeno: Dittatura del relativismo.

Tutti coloro che possono ti parlano di “libertà”, di “giustizia”, di “democrazia”, di “costituzione della repubblica”, e ti fanno credere di avere veramente dei diritti da accampare verso uno stato che è organizzato per promuovere gli interessi di chi vota (L’ interesse comune; il cosiddetto “bene comune” devo ancora capire cosa sia!).

Viene da ridere quando sento queste illusioni spacciate per “diritti”.

La verità è che l’ uomo ….ogni uomo è un pochettino egoista!

Per fermare questa terrificante giostra su cui siamo saliti, è necessario dare voce a personaggi come Roberto Saviano, che si mettono a suonare musica nuova nel tamburo della storia, e ci fanno assaporare per un attimo il sapore della libertà e di una vita degna di essere vissuta.

Ma questo è solo il primo atto di ribellione!

Per avere la possibilità di cambiare, è necessario creare sistemi nuovi per riunire e organizzare le moltitudini di persone sole che hanno voglia di cambiare: Ciò per veicolare speranza e modelli di sviluppo “umani” e per apprezzare e valorizzare chi non guarda al potere e alla ricchezza come “fine” ma come “mezzo”.

Credo, posso, voglio ottenere questo risultato!

La repubblica

NAPOLI – “Michele Orsi era il Salvo Lima della Camorra”. Roberto Saviano non ha dubbi. L’omicidio dell’imprenditore trucidato in pieno giorno nel centro di Casal di Principe è un segno: “I casalesi alzano il tiro”. Ma anche un messaggio: chi parla muore. “I clan – dice lo scrittore – hanno voluto lanciare un avvertimento ai politici, in vista della chiusura del processo Spartacus, che avverrà nei prossimi giorni”. Un evento che per i boss equivale “al maxi-processo di Falcone e Borsellino a Cosa Nostra”.

L’imprenditore convinto dai killer a scendere di casa per farsi raggiungere al bar, come fosse una domenica qualsiasi. E ucciso in maniera plateale, due colpi al torace e uno alla testa. La dura, fredda ritualità di Gomorra. Legami tra politica e clan, l’imprenditore in affari con la camorra decide di parlare. E paga con la vita. Visione di sangue perfettamente in linea con lo scenario tracciato dallo scrittore napoletano nel suo best-seller, nello spettacolo teatrale che ne è stato tratto e la cui ideazione è precedente la stesura del libro, nel film di Matteo Garrone accolto con favore dalla Casal di Principe pulita e onesta, dai giovani, dalle famiglie. Ma ieri è stata l’altra Casal di Principe, è stata Gomorra a segnare un punto. Saviano non ha dubbi. “Orsi è stato ucciso perché stava parlando dei rapporti tra il clan dei casalesi e la politica”.

Tra pochi giorni, la chiusura del processo Spartacus. Importante e decisivo, sostiene da tempo lo scrittore, come il maxi-processo di Palermo, anche se “inspiegabilmente trascurato dai media nazionali”. Il processo Spartacus è il risultato di un’inchiesta sui casalesi condotta, negli anni Novanta, dalla Procura antimafia di Napoli. Indagini alimentate da alcuni pentiti e nel corso delle quali, marzo ’94, venne assassinato a Casal di Principe Don Peppino Diana, il sacerdote che dal pulpito evocava l’immagine biblica di Gomorra, emblema della sua terra straziata dalla malavita. Spartacus: diversi filoni processuali, tutti portati al giudizio del Tribunale o della Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere. Più di mille imputati per appartenenza ad associazione camorristica, omicidi, estorsioni.

Michele Orsi si sarebbe presto aggiunto alla lista dei pentiti. Era, spiega Saviano, “un imprenditore leader nel settore dei rifiuti e faceva affari milionari con i clan, vincendo appalti e coinvolgendo anche la politica nazionale”. Un tipico personaggio da Gomorra. Un uomo da bruciare. La sua uccisione, sostiene lo scrittore, riveste particolare gravità. Il segnale di un salto di qualità. “Perché con questo delitto la camorra dimostra di avere paura non solo delle eventuali condanne, ma anche della tensione, dell’attenzione che un processo così importante può attirare, dell’indignazione che può suscitare. La strategia che i clan stanno portando avanti da settimane è quella di colpire chiunque abbia deciso di parlare. Un modo per colpire il futuro attraverso operazioni nel presente”.

Niente sconti: chi parla paga. Per Saviano è necessario “fermare le paranze militari che stanno girando nel casertano”. “Paranze”, termine gergale mutuato dalla tradizione dei pescatori che significa gruppi chiusi di pochi, fidatissimi uomini. Stretti tra loro da un legame che ha la forza di un giuramento di sangue. “Paranze” nelle quali, afferma lo scrittore, “molti elementi fanno pensare che ci siano Giuseppe Setola e Alessandro Cirillo, braccio armato di questa nuova stagione militare dei clan”

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