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Quote condominiali; confusione tra proprietario e inquilino

Complesso “Città Nuova”: il condominio? Se lo paghi il Comune…
Palazzo Zanca, proprietario di 77 appartamenti nel complesso del Torrente Trapani Alto, è costretto a coprire le morosità degli inquilini che non versano le quote: 165mila euro oggetto di un’interrogazione

Cari amici,

Di seguito riporto un articolo che ho trovato interessante, che evidenzia quanto sia rischioso “delegare” a terzi la riscossione delle “proprie” quote condominiali.

In questo caso, infatti, il comune di Trapani ha delegato all’ amministratore l’ onere di richiedere agli inquilini le quote condominiali dovute dal proprietario (ossia il comune stesso), le quali non sono state onorate.

L’ articolo non dice nulla sul motivo che ha indotto i 77 inquilini a non pagare le quote condominiali, ma sarebbe interessante invece saperlo.

Questi poveretti non hanno alcuna voce in capitolo sui servizi che sono svolti nel condominio, il proprietario (comune), evidentemente non ne sa nulla, e l’ amministratore si ritrova così, di fatto, nel conflitto di interessi tra chi eroga il servizio, chi lo controlla, chi lo paga, e chi ne sopporta di fatto il peso finanziario (ossia gli inquilini).

In questa situazione c’ è solo da sperare che tutti siano onesti!

Come si sa, la speranza è l’ ultima a morire!

Tempo stretto

Caso del giorno: il Comune è proprietario di un appartamento, lo dà in affitto al cittadino “X”, quest’ultimo paga il canone di locazione ma non la quota condominiale. L’amministratore del condominio presenta un decreto ingiuntivo e il Comune è costretto a pagare quanto dovuto dal cittadino “X”. Se moltiplichiamo il caso di “X” per settantasette, viene fuori una cifra a dir poco consistente, oltre i 150mila euro, che Palazzo Zanca deve tirar fuori dalle sua asfittiche case. Il caso in questione esiste, e riguarda i settantasette appartamenti di proprietà del Comune che si trovano nel complesso “Città Nuova” di via Torrente Trapani alto, la maggior parte dei quali assegnati in locazione agli sfrattati con contratto disciplinato dalla legge 392/78.

Dai rendiconti 2005 e 2006 risulta una morosità di 165.506,47 euro per oneri condominiali non versati dagli inquilini, somma che è costretto a coprire il Comune in quanto proprietario, come peraltro già deliberato, «fermo restando il successivo esperimento da parte dell’Ente di azione di rivalsa nei confronti degli inquilini inadempienti». A questa cifra vanno aggiunti ulteriori 65.439,26 euro di cui il Comune stesso era debitore nei confronti di “Città Nuova” Ma se quest’ultima è una somma dovuta, la “fetta” più grossa del credito vantato da “Città Nuova” riguarda morosità da attribuire agli inquilini, nonostante questi ultimi siano stati più volte sollecitati.

L’argomento è divenuto oggetto di un’interrogazione presentata da alcuni consiglieri comunali (primo firmatario Carmelo Conti, nella foto, seguito da Salvatore Ticonosco, Vincenzo Messina, Giuseppe Chiarella e Gaetano Caliò), che parlando di «notevole danno erariale all’amministrazione comunale», chiedono di conoscere «le iniziative intraprese negli anni nei confronti degli inquilini, quali motivi ostativi hanno portato l’amministrazione comunale al non pagamento delle quote condominiali a proprio carico (gli oltre 65mila euro, ndr), l’elenco completo degli inquilini morosi, quali iniziative l’amministrazione vorrà intraprendere sia nei confronti degli inquilini che dei dipendenti comunali che con il loro comportamento hanno arrecato danno erariale alle casse comunali».

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