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Il Parlamento non è fatto di fannulloni

Napolitano in visita in Cile: «Reagire al qualunquismo». Monito in vista delle politiche: «Il voto non è mai inutile»

 

E’ quasi Pasqua!
Tempo di resurrezione per i Cristiani.
Spero che anche per l’ Italia ci sarà un’ altra possibilità.
Guardo alle prossime elezioni con timore …..e non so chi votare!

Ho bisogno di qualcuno che mi faccia sognare!
Oggi più che mai mi aspetto che i politici diano prospettive!

Il Presidente della Repubblica, dichiara che i politici non sono dei fannulloni?
Mi dice che è necessario reagire al qualunquismo?

Noi quì si sta cercando di fare qualcosa!
Noi quì ci inventiamo l’ economia che ci piace!

….almeno ci proviamo!

Corriere della Sera

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in Cile (Ansa)
SANTIAGO DEL CILE – «Coloro che fanno politica concretamente, a qualsiasi schieramento appartengano, devono compiere uno sforzo per comprendere le ragioni della disaffezione, del disincanto verso la politica e per gettare un ponte di comunicazione e di dialogo con le nuove generazioni». È questo l’appello lanciato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato ha incontrato i giornalisti prima di lasciare il Cile, dopo una visita durata cinque giorni. Non si possono lasciar correre, ha aggiunto Napolitano, «cose che si leggono qua e là e rappresentano i parlamentari come una specie di fannulloni avidi», perchè «forse ci sarà qualcuno che penserà che il Parlamento tanto vale chiuderlo. Bisogna reagire – ha concluso – a questi fenomeni che un tempo si sarebbero chiamati di qualunquismo».

«IL VOTO NON È MAI INUTILE» – Duro il monito di Napolitano sul «voto inutile». «Il voto non è mai inutile», ha detto il presidente della Repubblica. «Ciascuno – ha aggiunto – dà il voto, secondo la sua valutazione, il suo giudizio, al partito che ritiene più vicino, più affine, o più importante ai fini del rinnovamento politico del Paese». Il presidente ha altresì espresso la preoccupazione per i bassi livelli di afflusso alle urne, domenica sera, in Francia, per le comunali. «Si è toccato – ha detto – il livello storico più basso. Nessuno è in grado di prevedere quel che succederà in Italia. Sentiamo però che nei confronti della politica, c’è una difficoltà di comprensione, un distacco e anche un elemento di pregiudizio abbondantemente inoculato da cose che si leggono qua e là. Bisogna reagire a questi fenomeni che un tempo si sarebbero chiamati di qualunquismo».

BERLUSCONI: «SU VOTO UTILE HO GIÀ DETTO LA MIA» – «Non so quello che ha detto il Presidente Napolitano. Io ho espresso una mia opinione di cui sono assolutamente convinto». Così Silvio Berlusconi, lasciando l’assemblea di Confcooperative, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano un giudizio sulle parole del Presidente della Repubblica a proposito dell’utilità del voto. Il Cavaliere, parlando all’assemblea aveva stamane ribadito che «chi vota i piccoli partiti fa un favore a Walter Veltroni». E al riguardo aveva aggiunto: «Nel centrodestra l’unica forza politica che ha l’opportunità di avere un successo è il Pdl».

CASINI: «VOTO UTILE È QUELLO LIBERO» – Plaude alle parole di Napolitano Pier Ferdinando Casini , che da Verona, nel corso di un incontro politico, ha sottolineato: «Il voto più utile è quello libero». Aggiungendo che «Berlusconi e Veltroni hanno l’idea comune che ci sia qualcuno che controlla l’inciucio che faranno il giorno dopo i risultati elettorali».

Repubblica

SANTIAGO DEL CILE – “E’ chiaro che il voto non è mai inutile”. Lo ha detto Giorgio Napolitano, riferendosi alla campagna elettorale in corso, prima di lasciare il Cile alla volta dell’Italia. Pronunciando parole che non possono non suonare come una stroncatura dei ripetuti appelli di Silvio Berlusconi a scegliere il Pdl o il Pd, evitando il “voto inutile”, il capo dello Stato ha sottolineato che “ciascuno saprà valutare”, “ognuno darà il suo voto secondo il suo giudizio al partito a cui è più vicino, affine, oppure più importante al fine del rinnovamento della politica”.

Napolitano ha definito quindi “qualunquismo” l’atteggiamento di chi definisce il Parlamento “una corporazione di avidi fannulloni”. E’ una cosa che si legge “ogni tanto”, ha denunciato il presidente, ed è una cosa che “inocula nelle menti il distacco dalla politica”. Così, ha proseguito, “ci sarà chi penserà che tanto vale chiuderlo, anche se non sarà chi scrive queste cose”. “Bisogna reagire a questo atteggiamento – ha aggiunto Napolitano – che una volta si sarebbe definito di qualunquismo, e da parte della politica ci vuole uno sforzo per lanciare un ponte di dialogo e di comunicazione”.

Il presidente della Repubblica ha esortato quindi “coloro che fanno politica concretamente, a qualsiasi schieramento appartengano”, a “compiere uno sforzo per comprendere le ragioni della disaffezione, del disincanto verso la politica e per gettare un ponte di comunicazione e di dialogo con le nuove generazioni”.

Il capo dello Stato non ha nascosto che le sue parole nascono anche dalla preoccupazione che le elezioni del 13 e 14 aprile possano far registrare il record dell’astensionismo, sulla scia di quanto accaduto domenica sera, in Francia, per le comunali. “Si è toccato – ha detto – il livello storico più basso. Nessuno è in grado di prevedere quel che succederà in Italia. Sentiamo però che nei confronti della politica, c’è una difficoltà di comprensione, un distacco e anche un elemento di pregiudizio abbondantemente inoculato da cose che si leggono qua e là”.

“I mezzi di informazione italiani e stranieri – ha denunciato ancora Napolitano – spesso mettono in risalto quel che c’è di più negativo in Italia. Ciò produce uno stato d’animo, un pregiudizio pessimistico che talvolta anche la polemica politica raccoglie e alimenta. Ciò reca grave danno all’Italia e alla sua immagine”. “Non è un discorso retorico. So benissimo – ha aggiunto il presidente – quali siano i gravi problemi rimasti irrisolti, i nostri ritardi, i nostri limiti, e le dure prove da superare. Quindi ci sono indubbi motivi di preoccupazione e io sono il primo a sentirli e a non dissimularli. Ma guai a non vedere e a non apprezzare anche le straordinarie risorse e le energie di cui dispone il Paese”.

“Guai – ha proseguito – a non vedere che siamo pienamente in grado di superare le difficoltà attuali e le prove del futuro purché prevalga fra gli italiani, nella vita istituzionale e civile, il senso dell’unità e dell’interesse nazionale comune”.

Il Sole 24 Ore

«Il voto non è mai inutile», ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano incontrando i giornalisti prima di lasciare il Cile. «Ciascuno – ha aggiunto – dà il voto, secondo la sua valutazione, il suo giudizio, al partito che ritiene più vicino, più affine, o più importante ai fini del rinnovamento politico del Paese».
Il presidente ha altresì espresso la preoccupazione per i bassi livelli di afflusso alle urne, domenica sera, in Francia, per le comunali. «Si è toccato – ha detto – il livello storico più basso. Nessuno è in grado di prevedere quel che succederà in Italia. Sentiamo però che nei confronti della politica, c’è una difficoltà di comprensione, un distacco e anche un elemento di pregiudizio abbondantemente inoculato da cose che si leggono qua e là. Bisogna reagire a questi fenomeni che un tempo si sarebbero chiamati di qualunquismo». (S.Bio.)

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