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La “Moneta” Dio o Mammona?

La “Moneta” Dio o Mammona?

del Prof. Giacinto Auriti

VERSO CHI CI SI INDEBITA?

Un’altra questione fondamentale di cui bisogna rendersi conto è quella dell’inutilità della “Riserva Monetaria”.

Oggi, nessuna “moneta” è ancorata ad una riserva aurea, nemmeno il dollaro, come fu dichiarato dal Presidente Richard Nixon il 15 agosto 1971, a Camp David, e riportato su tutta la grande stampa.

Quindi, non si capisce perché le Banche di Emissione degli USA, URSS e F.M.I. possano emettere moneta senza “riserva”, senza oro, o senza qualsiasi altro “titolo”, mentre lo stesso principio non vale per le altre Sovranità Nazionali, le quali devono “indebitarsi” verso quelle Banche per avere monete di “riserva”.

Infatti, mentre il “dollaro” pur senza riserva d’oro, ha il riconoscimento internazionale di moneta legittima e trainante del sistema economico occidentale, ciò non avviene per le altre “monete” vincolate alla “necessità” di una “riserva” in “dollari”; quindi è come dire che mentre il dollaro, pur senza riserva, ha il valore dell’oro, ciò non avviene per le altre monete!

A questo punto, possiamo ben dire che il “Sistema Bancario Internazionale” è retto da una “struttura” “gerarchica” di tipo feudale, in cui vi sono le Banche Imperiali, cioè quelle capaci di emettere moneta senza riserva, e le Banche Coloniali, tutte le altre che, per emettere la propria moneta, devono necessariamente avere una moneta di “riserva”.

Questa “struttura” si regge sul “monopolio” culturale dei “vertici bancari” e sull’”opinione pubblica” deculturizzata e assuefatta al principio di rarità monetaria.

“Dire che un Paese non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che non si possono costruire strade per mancanza di chilometri”!

La rarità dei simboli monetari, tradizionalmente causata dalla rarità della merce con cui il simbolo veniva coniato (per esempio l’oro), oggi viene accettata come un fatto assolutamente normale, pur essendo la moneta-carta (il simbolo) producibile senza limite e senza costo.

Inoltre, è ancora radicata la convinzione della necessità della moneta di “riserva”, anch’essa producibile illimitatamente e senza costo, ma che invece è distribuita universalmente in quantitativi arbitrariamente limitati e stabiliti dai vertici delle Banche Imperiali.

Allo stato attuale delle cose, “tutti” i popoli del mondo sono ridotti a livello di “colonie” del Sistema Bancario Internazionale con l’aggravante di “non saperlo”.

Tutte le iniziative economico sociali-culturali-politiche delle “nazioni-colonie” sono “condizionate”, “determinate” e “programmate” a tavolino dal Sistema delle Banche Imperiali, mediante il monopolio della emissione ed erogazione della moneta di riserva che viene concessa “prestandola”, e quindi “indebitando” le varie Nazioni; e quando i “prestiti” – per giunta – vengono negati, i popoli sono destinati a morire di fame.

La moneta, come l’acqua per i pesci, è ormai l’”ossigeno” per le Nazioni!

Con questo sistema, le Banche Imperiali “sottraggono” alle Banche Coloniali ogni “discrezionalità” e ogni “libertà decisionale”, per poter adeguare gli incrementi monetari allo sviluppo economico del proprio Paese.

Infatti, questi incrementi sono artificialmente “limitati” e “commisurati” alla “quantità” di moneta di riserva, che è sostanzialmente stabilita dalle Banche Imperiali.

La moneta, quindi, è come il sangue: la sua quantità va proporzionata all’entità del corpo da irrorare!

Per rendersi conto di questa verità basti considerare un esempio elementare: se sul mercato vi sono 10 penne e 10 lire, si potranno vendere le penne al prezzo unitario di 1 lira; ma se si devono produrre altre 10 penne, si dovranno immettere sul mercato altre 10 lire, altrimenti si dovrebbero vendere le penne solo al prezzo di mezza lira.

E se la penna costa, ad esempio, 60 centesimi, è ovvio che il processo produttivo, in mancanza di incremento di liquidità monetaria, si arresta!

Questo significa che, ogni libertà decisionale sullo sviluppo o recessione dei mercati, non risiede nelle mani dei produttori reali dei beni, ma in quelle del “sistema bancario” che produce “moneta di riserva”.

Su queste premesse si può comprendere il significato della lettera spedita da M.A. Rothschild alla Ditta Klerneimer, Morton e Vandergould di New-York, in data 26 giugno 1863:

«… pochi comprenderanno questo “sistema” e coloro che lo capiranno saranno occupati nello sfruttarlo; il pubblico, forse, non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi…».

Ecco perché pur esistendo al mondo materie prime in abbondanza, lavoro, impianti, manodopera qualificata, attività scientifiche e tecnologiche adeguate, e, in generale, ricchezze sufficienti ad alimentare, anzi a sovralimentare tutti i suoi abitanti, periodicamente e puntualmente, si rinnovano le crisi economiche, l’inflazione, la disoccupazione, ecc. ecc… fino ad arrivare alla fame, ed anche alla morte di milioni di esseri umani, tutte creature di Dio!

La scienza economica ufficiale (?) (al servizio delle Banche) giustifica queste crisi adducendo come “causa” il “benessere fittizio” e la “sovrapproduzione” e, in certi casi, giungendo persino alla stupefacente conclusione che sia logico e naturale che degli uomini vivano nell’indigenza e nella miseria e muoiano addirittura di fame, pur avendo accanto magazzini stracolmi di ogni mercanzia!

A questo punto, chiara e veritiera ci appare la seguente dichiarazione:

«Dubito che all’uomo della strada farà piacere apprendere che le banche possono fabbricare, come difatti fabbricano, denaro.

La massa di denaro in circolazione varia unicamente per l’intervento delle banche, mediante la “dilatazione” o la “contrazione” del credito.

Ogni “credito” o “conto scoperto” crea denaro.

E coloro che “controllano” il credito di un Paese, ne dirigono la “politica” governativa ed hanno in pugno i destini di quel popolo». (Reginald Mc Kenna, Membro della Camera dei Comuni. Discorso tenuto alla Midland Bank nel gennaio del 1924).

Anche dal Soglio Pontificio sono arrivate tante ammonizioni e denunce, ma mai raccolte dagli “uomini di buona volontà” (per incapacità o per malafede?).

Il Papa Pio XI, ad esempio, nella Enciclica Sociale “Quadragesimo anno” (1931) agli Artt. 105-106 e 109 dice testualmente:

«Un potere illimitato ed una dominazione economica dispotica si trovano concentrate in pochissime mani.

Questo potere diviene particolarmente sfrenato quando è esercitato da coloro che, controllando il denaro, amministrano il credito e ne decidono la concessione.

Essi somministrano – per così dire – il sangue all’intero organismo economico e ne arrestano la circolazione quando a loro convenga; tengono in pugno l’anima della produzione, in guisa che nessuno osi respirare contro la loro volontà».

Un sistema monetario sano dovrebbe fornire alla “comunità” la moneta, che è una “misura del valore”, uno “strumento di scambio”, un “mezzo per pretendere ed ottenere beni e servizi”.

Ma per adempiere a queste “funzioni”, i prezzi dei beni e servizi devono rimanere stabili; in altre parole il rapporto numerico tra il volume dei beni e servizi scambiati in una “comunità” ed il volume della moneta mediante la quale questi vengono scambiati, dovrebbe essere costante (il sangue deve essere commisurato all’entità del corpo da irrorare).

Il sistema monetario mondialmente oggi in uso, preclude questa equivalenza, poiché come abbiamo visto, il “potere” è nelle mani di pochi che controllano a proprio pia- cimento il destino dei popoli.

Il sistema monetario moderno fu introdotto in Inghilterra dai promotori della Banca d’Inghilterra, la quale adottò come princìpio il prestito bancario con questa operazione: prestò ad interesse allo Stato una moneta che in realtà era già sua!

Infatti, una “consorteria” privata, capeggiata dal Sig. Paterson, prestò al Governo del Re Guglielmo III la somma di 1.200.000 sterline-oro all’8% di interesse e come con- tropartita del “prestito”, fu “autorizzata” a “stampare” Note di Banca per lo stesso ammontare.

Se Guglielmo III avesse stampato egli stesso le “Note” e avesse lasciato che i “compari di Paterson” si tenessero l’oro, egli avrebbe non solo fatto risparmiare alla Nazione 96.000 sterline (pari a un anno di interesse all’8%) ma avrebbe anche evitato ai suoi sudditi la “tassazione” imposta per coprire il “debito” contratto verso la “Banca di Pa- terson”, con il conseguente aumento dei prezzi e con l’instaurarsi della conseguente spirale inflazionistica.

Effetti inflazionistici che, per quei tempi, con una economia in prevalenza agricola, furono trascurabili, ma quando il sistema fu introdotto negli USA nel 1913 (anno della fondazione della Federal Reserve), dopo 2 secoli di industrializzazione, i suoi effetti negativi si fecero sentire.

La necessità della “crescita” economica, infatti, determina un “aumento” della richiesta di “crediti” e quindi un “indebitamento” ancor “maggiore” nei confronti delle ban- che.

Gli “interessi” su questi prestiti si accumulano al prestito stesso, e la “comunità”, quindi che contrae “debiti”, deve alle Banche più denaro di quanto non ve ne sia in circolazione; in questo modo, anche se solo per consentire alle “colonie” di pagare gli “interessi”, le Banche sono obbligate ad espandere il volume dei loro “prestiti”.

Così facendo, si crea uno “squilibrio” permanente tra la quantità di moneta dovuta alla Banca Imperiale e la quantità di moneta in circolazione con cui effettuare il rim- borso, e il tentativo di colmare la differenza con nuovi prestiti rende l’effetto inflazionistico del sistema “cumulativo” pressoché “irrimediabile”.

Un’altra conseguenza di questa carenza permanente di “liquidità” (artificiosa) è che: la comunità non è mai nella condizione di acquistare a prezzi economici tutti i beni e servizi prodotti.

Lo sforzo per superare questa scarsità è una delle cause dell’eccessiva importanza attribuita al “commercio estero” per il conseguimento di una “Bilancia Commerciale” favorevole.

La promozione dell’industrializzazione, la civiltà consumistica dell’usa e getta, promossa generalmente dai “mass-media”, non fanno altro che aggravare la situazione, in quanto portano la collettività ad indebitarsi sempre di più a causa dei “finanziamenti” ulteriori richiesti dalle industrie al sistema bancario.

È una spirale vertiginosa!..

I popoli, più producono e più sono industrialmente avanzati, più scavalcano altre nazioni nella “hit-parade” dell’economia; ma, in pari tempo – guarda caso che incongruenza! – più sale il loro debito! E verso chi? È semplice, no? Verso il Sistema Bancario Imperialista, ma i “mass-media” si guardano bene dal menzionare questa realtà!

IL GRANDE PARASSITA O GOVERNO OCCULTO

Fin dal primo apparire della civiltà, i popoli si sono dati dei Capi – per volontà o per forza – ma pur sempre dei capi noti, conosciuti e responsabili del loro operato.

Al di sopra dei capi dei popoli più deboli, stava il potere dei popoli dominanti.

Ma al di sopra dei capi dei popoli più forti non c’era più nessuno, nessun’altra forza, nessun altro uomo. E questa la discriminante fondamentale per distinguere i popoli liberi dai popoli non liberi.

Da almeno due secoli, in misura sempre più crescente, ed in gradi diversi da regione a regione, da area ad area, non è più così: delle “forze non ufficiali” difficilmente riconoscibili, mai responsabili, sono le vere, le reali Padrone del gioco.

Decidono i Destini dei popoli. Esse sono là, da qualche parte, in alto e dappertutto, onnipresenti e sfuggenti ma comunque al di sopra delle nostre teste. Esse ci forniscono ideali e parole d’ordine, ragioni di odio e di lotta, armi e denari!

Da alcuni decenni, si è aggiunto un fattore nuovo, un potere al di fuori e al di sopra di tutti, un potere che, fra tante forze che si agitano, che si combattono, che emergono e ribollono sulla “crosta” del pianeta Terra, sceglie – come fa il burattinaio – chi deve vincere e chi deve perdere.

Questo potere è costituito dagli uomini della Grande Finanza Internazionale che lentamente, incessantemente, sapientemente, hanno steso i “fili” della loro “impalpabile” rete.

Si sono serviti dell’Est come dell’Ovest, ora di una ideologia, ora di un’altra a seconda del proprio interesse e tornaconto.

Il Grande “Parassita” ha fondato i suoi strumenti di “sfruttamento” e di “dominio” sulla “menzogna”, sull’”inganno”, sul “sovvertimento intellettuale” e “spirituale” meticolosamente pianificato per centinaia di anni.

Attraverso il liberalcapitalismo ha soggiogato gli esseri umani col “fantasma della libertà” e con il miraggio della ricchezza, sempre lì, ammiccanti, a due passi ma sempre inafferrabili!

Attraverso il socialcomunismo – invece – ha ipnotizzato ed addormentato, le masse senza cloroformio, con l’utopia della Giustizia e con la menzogna della Uguaglianza, facendole poi “ridestare” nell’Arcipelago Gulag, “dietro” le Cortine di Ferro e i Muri di Cemento.

Gli “archi di volta” della stessa ideologia borghese sono stati demoliti, nell’intento di concretizzare la mai obliata “promessa biblica” di dominio del Popolo Eletto sulle genti e su tutti i paesi della terra!

L’Alta Finanza Bancaria sceglie un Paese, o un gruppo di Paesi, per dominare il mondo, dando a questi Paesi l’illusione di essere loro i veri dominatori, mentre invece, nella realtà, sono proprio loro ad essere i dominati totali di turno.

Fino al Primo Conflitto mondiale, i “Padroni della Moneta” identificarono i propri interessi con quelli dell’Impero Britannico, per poi abbandonarlo, pur senza cessare di continuare a sfruttarlo.

Così, avevano fatto precedentemente con gli Imperi Asburgico e Russo-zarista, così pure con la Francia, e così come oggi si apprestano a fare, pensiamo noi, nell’arco di una (o due) generazioni, con gli USA.

In un articolo, apparso su “Avvenire” (8.11.1989, p. 9), così commenta Maurizio Blondet: «Infatti, “la Crisi finanziaria” di New York non potrebbe essere più nera, nella diagnosi di Felix Rohatyn, banchiere della potentissima Banca d’affari Lazard Freres e Co., nonché Presidente della “Municipai Assistance Corporation”…».

Tutto l’articolo dimostra come, in effetti, negli USA sia in atto una “grande recessione economica”.

Nello stesso articolo, il Premio Nobel per l’economia, Maurice Allais dichiara testualmente: «Va rimesso in causa il sistema del Credito come funziona oggi, ossia la creazione di moneta dal nulla da parte del Sistema Bancario Internazionale».

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