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I Crocefissi non sono bandiere

Il giudice: «Via i crocefissi dalle aule»
È la prima volta nella storia della Spagna

Il giudice di Valladolid ordina la rimozione del simbolo religioso da un istituto pubblico

Cari amici,

Tutte le volte che leggo articoli che trattano l’ argomento “crocefissi, condizioni per l’ uso”, provo un senso di fastidio.

Io ritengo di essere abbastanza tollerante in fatto di religione.

Ma se fossi professore, e mi sentissi obbligato da una sentenza a “rimuovere” il crocefisso dall’ aula che mi fosse stata assegnata, credo che provocherei una rivoluzione che potrebbe anche provocarmi dei danni legali.

Immagino che mi incatenerei alla scrivania, farei lo sciopero della fame, occuperei la strada principale con cartelli e striscioni!

Perchè sono convinto che i tribunali non possano cambiare la cultura della gente per legge.

I nazisti ci hanno provato, ed è finita molto male per loro!

Se alcuni professori ritengono che il crocefisso in aula sia sconveniente, lo tolgano durante le loro lezioni.
Spieghino il loro gesto, discutano con l’ insegnante che viene prima e quella che viene dopo di loro, si rendano responsabili delle loro idee.

Sarebbe interessante appendere il crocefisso alcune volte si e alcune volte no, ma bisogna discutere, non obbligare la gente!

Solo i codardi e gli stupidi cercano difese legali per giustificare il loro punto di vista.

Per ciò che mi riguarda porto la croce al collo da almeno 25 anni a questa parte, e assicuro che mai, nessuna legge mi obbligherà a rimuoverla.

…e riguardo al perchè la mia croce sta legata al mio collo, sono fatti miei; non sono obbligato a spiegare il motivo di tutti i gesti che compio ogni giorno.

Siamo in un paese libero, e intendo difendere la mia libertà!

Corriere della sera

MADRID – Da tutte le aule e da tutti gli spazi comuni della scuola pubblica Macias Picavea di Valladolid dovranno essere rimossi i crocefissi: lo ha stabilito il giudice del tribunale della città nel nord della Spagna, Alejandro Valentin, accogliendo così la richiesta avanzata nel 2005 dal genitore di un alunno e da una associazione locale per la difesa della scuola laica, secondo i quali, come recita la Costituzione spagnola, va garantito «la libertà di religione e di culto» e assicurato il carattere «laico e neutrale» dello stato spagnolo sui temi religiosi.

LA MOTIVAZIONE – Il giudice ha motivato la decisione, la prima del genere in Spagna, sostenendo che «la presenza di simboli dove ci sono minori in piena fase di formazione potrebbe provocare in loro la sensazione che lo Stato è più vicino» alla religione cattolica rispetto ad altre confessioni. La decisione è la prima del genere nella storia della Spagna. Una questione simile fu affrontata a Jaen, in Andalusia nel 2006, ma il quel caso il governo regionale aveva preceduto il possibile intervento della giustizia facendo rimuovere di sua iniziativa i crocefissi da una scuola.

CONTRARIO IL CONSIGLIO D’ISTITUTO – Trent’anni dopo la fine della dittatura franchista, che elevò il cattolicesimo al rango di religione di stato, un giudice dà dunque ragione a un’associazione in difesa della laicità, malgrado la posizione contraria del consiglio scolastico. I crocefissi erano presenti nella scuola Macias Picavea di Valladolid dal 1930, e più volte il consiglio di istituto si era espresso contro la loro rimozione, dopo le prime richieste pervenute già nel 2005. In Spagna la costituzione del 1978 assicura il carattere anticonfessionale dello Stato e delle sue istituzioni, ma tutti i nuovi capi di governo giurano fedeltà alla costituzione stessa davanti a un crocifisso.

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