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Vivere nel bosco

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  • #138016
    grandeindio
    Amministratore del forum

    La storia di oggi ha luogo sugli Appennini Romagnoli, dove Meco ha fatto una precisa scelta di vita.
    Ha costruito un villaggio indiano nel bosco in cui vive stabilmente all’interno di una tenda tradizionale, chiamata tepee.

    Meco conduce questa vita da oltre 14 anni, prende l’acqua da una piccola sorgente, non ha utenze e cucina ciò che trova nel bosco sotto un enorme masso franato quasi due secoli fa.

    Ma cosa lo ha portato a questa scelta? Qual è la storia dietro all’uomo che vediamo oggi?

    #138017
    grandeindio
    Amministratore del forum

    Dall’Impasto del pane di una volta alla cottura in forno a legna!
    Noi di Greataly Food ti portiamo in Piemonte, a Borgata Quaglia, nel comune di Venasca (Cuneo), un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. In questo borgo che oggi conta solo tre abitanti, il fumo torna finalmente a uscire dall’antico forno comune, un tempo cuore pulsante della comunità.
    In questo video seguiamo Stefano, Maestro panificatore, che con estrema professionalità e profondo rispetto riporta in vita il pane di una volta. Un viaggio emozionante tra farina, fatica e memoria per riscoprire l’autenticità delle radici del posto.
    Tutto nasce 5-6 anni fa da un progetto condiviso con un caro amico scomparso: riaprire l’antico forno di borgata (DI 150 ANNI DI ETA’) a Venasca, rimasto chiuso per troppo tempo. Oggi Stefano porta avanti questa missione con l’evento “Forni Narranti”, trasformando acqua, farina e memoria in un pane che sa di casa e di storia.

    #138018
    grandeindio
    Amministratore del forum

    Elena ha lasciato il posto fisso da impiegata per cambiare vita insieme al marito Luca e alla piccola Aida di 5 anni. Insieme hanno costruito un’azienda agricola a Varzo (VB), inseguendo un sogno nato durante il periodo Covid, quando hanno scoperto la bellezza della vita in montagna lavorando in Svizzera.
    In questo video andiamo a conoscerli e li seguiamo nel loro viaggio verso gli alpeggi estivi sul versante dell’Ovigo di Varzo, toccando le loro 3 tappe d’alpe. Abbiamo incontrato gli alpigiani del posto: una comunità che ha accolto questa famiglia con una solidarietà commovente, offrendo loro persino una baita nella quota più elevata. Sono loro grati di vedere i pascoli abbandonati finalmente recuperati grazie al passaggio degli animali.
    Ma la vita d’aleggio non è una favola romantica.
    Tra le fatiche della transumanza, una strada difficile da percorrere ogni giorno e la scarsità d’acqua, le difficoltà sono enormi.
    Non esistono giorni di ferie o di riposo. Eppure Elena e Luca si svegliano felici ogni singolo giorno, senza demoralizzarsi mai.
    La loro è una storia di coraggio, di ritorno alla terra e alla natura, e un esempio potente di come sia possibile cercare-e trovare- la Felicità al di fuori dei binari tradizionali.

    #138019
    grandeindio
    Amministratore del forum

    Dopo anni di lavoro in città e una vita considerata “normale”, hanno scelto di lasciare tutto per costruire una nuova quotidianità fatta di autosufficienza, silenzio e contatto con la terra.

    Oggi vivono in un antico casale del Settecento che hanno ristrutturato con le proprie mani. Si scaldano con la legna, cucinano sulla stufa, prendono l’acqua da una sorgente e coltivano il proprio orto insieme al piccolo Francesco.

    Grazie alla loro piccola azienda agricola riescono a sostenersi vivendo lontano dal rumore e dalla frenesia della città, riscoprendo un modo di vivere più semplice ed essenziale.

    Questa è la storia di una famiglia che ha scelto di vivere nella natura, lontano da tutto, seguendo un’idea diversa di felicità e libertà.

    #138020
    grandeindio
    Amministratore del forum

    Luna vive nella Tuscia Viterbese, in una casa circondata da quasi due ettari di terreno, tra castagni, bosco, orto, pozzo e silenzio.

    Prima viveva in contesti più cittadini, tra Roma, condominio, vicini e ritmi che non le lasciavano davvero spazio per respirare. A un certo punto ha capito che aveva bisogno di una cosa molto semplice, ma enorme: una casa indipendente, più terra possibile intorno e la possibilità di tornare a sentirsi bene.

    Quando è arrivata qui, il terreno era coperto di rovi, alberi cresciuti senza controllo e zone completamente da recuperare. Lei però ha scelto comunque questo posto. Non perché fosse facile, ma perché sentiva che qui poteva ricominciare a respirare.

    Oggi Luna vive da sola e impara tutto facendo.

    Cura l’orto, anche quando sbaglia. Sistema il terreno. Taglia, pianta, costruisce, rivernicia, monta piccoli spazi per le erbe, gestisce il pozzo, il freddo, il riscaldamento, gli imprevisti e tutte quelle cose che in città spesso non vedi nemmeno, ma che in campagna diventano parte della vita quotidiana.

    Nel frattempo continua a lavorare lontano da casa, all’aeroporto di Fiumicino, a circa 90 km da qui. Ma il suo sogno più profondo è un altro: vivere sempre di più di questo luogo, della musica, della natura, dei progetti che sta immaginando.

    Luna è anche musicista, pianista e DJ. E forse è proprio questo sguardo da artista che le fa vedere in questo posto non solo una casa, ma una tela aperta.

    Questa è una storia fatta di tentativi, errori, fatica, tubi ghiacciati, orti che non vengono, rovi da togliere e lavori imparati strada facendo.

    Ma è anche una storia di indipendenza, soprattutto femminile. Luna vuole mostrare che si può imparare, si può provare, si può sbagliare e rifare. Che non serve avere già tutte le competenze per iniziare.

    #138021
    grandeindio
    Amministratore del forum

    Oggi siamo ad oltre 2000 metri di quota, nella bassa Valtellina, per incontrare Oreste Forno.
    Oreste ha trascorso gran parte della sua vita tra queste montagne, le Alpi Retiche, dove negli anni ’90 ha costruito una baita in un alpeggio lontano dal mondo. Da allora trascorre qui gran parte del suo tempo. Raggiungiamo la baita con lui, la strada ci porta fino a 1600 metri, da lì in poi seguiamo un sentiero che si inerpica tra i boschi per circa un’ora.

    All’arrivo in baita ci rendiamo conto di essere in un luogo fiabesco tra cascate, foreste e animali selvatici. Così lo seguiamo in quella che è la sua vita quotidiana, mentre inizia a raccontarci la sua incredibile storia.

    #138022
    grandeindio
    Amministratore del forum

    In questo video incontriamo Max, 29 anni, che vive in Alta Lunigiana, immerso nella natura, in un progetto off-grid costruito lentamente, con materiali naturali e scelte consapevoli.

    Qui non c’è una fuga dalla società, ma una ricerca di equilibrio:
    meno dipendenza dai sistemi esterni, più responsabilità verso il luogo che si abita.

    La casa è stata ricostruita utilizzando calce e canapa, materiali traspiranti e naturali.
    Prima un camper, poi una tiny house di 20 mq, infine una casa che cresce solo quando serve davvero.
    Niente eccessi. Nessuna fretta.

    Il progetto si estende su circa 4 ettari di terra, in parte coltivati e in parte lasciati a bosco.
    Il cibo nasce dall’orto, dalle uova, dalle conserve.
    La permacultura non è un’idea astratta, ma una pratica quotidiana fatta di tentativi, errori e osservazione.

    L’energia arriva dal solare, il riscaldamento dalla legna, i consumi sono ridotti all’essenziale.
    Non per rinunciare, ma per scegliere.

    Questo video racconta cosa significa davvero:
    – vivere off-grid in Italia
    – costruire una casa con materiali naturali
    – ridurre i costi aumentando la qualità del tempo
    – abitare la terra senza dominarla
    – rallentare senza fermarsi

    Non è una vita semplice.
    È una vita intenzionale.

    Se stai cercando ispirazione su vita sostenibile, autosufficienza, permacultura, case naturali, alternative alla città, questo racconto potrebbe parlarti.

    #138023
    grandeindio
    Amministratore del forum

    Nadya ha vissuto tutta la sua vita nelle montagne dei Carpazi. Oggi vedrai il suo stile di vita e farà formaggio e cheesecake fatti in casa.

    #138024
    grandeindio
    Amministratore del forum

    Una scelta di salute, di libertà, di aria pulita, di vita.
    Dopo due percorsi oncologici e anni di stress metropolitano, hanno deciso di costruirsi un rifugio sulle Alpi piemontesi: una piccola baita che è diventata la loro oasi di riposo, il luogo dove recuperare energie, respiro e senso del tempo.

    In questo video scoprirai:
    come si vive davvero in 12 m² nel bosco
    cosa significa affrontare la montagna, il gelo, l’isolamento
    come funzionano i loro sistemi off-grid (pannelli solari, acqua, compost)
    quanto spendono al mese (solo 500€, tutto incluso)
    le invenzioni e le soluzioni fai-da-te che hanno permesso di costruire tutto
    cosa significa cambiare vita dopo anni di malattia e lavoro stressante
    come questa scelta ha trasformato la qualità del loro sonno, del loro corpo, della loro relazione
    perché dicono che la natura è diventata la loro “televisione”

    Una storia intensa, autentica e piena di coraggio.
    Un invito a rallentare, ad ascoltarsi e a ricordare che la vita può cambiare, anche quando sembra impossibile.

    #138025
    grandeindio
    Amministratore del forum

    Per più di vent’anni Henri ha lavorato come manager nelle telecomunicazioni.
    Una multinazionale internazionale, Milano, viaggi, responsabilità, ritmi veloci.

    Col tempo ha iniziato a sentire una fatica diversa. Non solo quella del lavoro, ma quella più silenziosa: la sensazione di stare continuando qualcosa che non gli assomigliava più.

    I viaggi in Oriente hanno aperto nuove domande. la ricerca di un luogo dove fermarsi è durata anni.

    Per quasi dieci anni Henri ha guardato mappe, visitato posti, immaginato alternative.

    Poi un giorno ha visto questa casa e ha capito che era quella.

    Oggi vive al confine tra Liguria e Piemonte, a circa 650 metri di altezza, circondato da boschi, silenzio e panorami che arrivano fino al mare.

    Una casa con tre ettari di terra, uno spazio che ha trasformato lentamente con le sue mani.

    La sua giornata non è scandita da riunioni o scadenze.
    Si sveglia e decide cosa fare: la legna, una sistemazione, una riparazione, un lavoro all’aperto.
    Una vita semplice e piena.

    Dentro casa ha creato una piccola shala per meditazione e bagni sonori.

    Nel terreno ha recuperato spazi, costruito strutture, sistemato una yurta con pavimento in larice. Intorno, due boschi con energie diverse, come li descrive lui, diventati luoghi dove fermarsi, respirare, ascoltare.

    Ha scelto un altro modo di stare nel mondo.

    Henri racconta anche il passaggio più difficile: rallentare davvero.

    Accorgersi che per anni aveva corso dentro una ruota che girava sempre più veloce, senza tempo per fermarsi e chiedersi se fosse ancora la sua direzione.

    Oggi vive con poche centinaia di euro al mese.
    Si scalda con la legna. Costruisce molto da solo.

    E dice una cosa molto semplice: se non rischi, non vedrai mai cosa c’è oltre lo spazio in cui pensi di stare bene.

    Molti gli hanno detto che era una scelta strana.
    Qualcuno lo ha guardato come un visionario.
    Altri, forse, hanno pensato che servisse coraggio.

    Lui racconta invece che serve soprattutto tempo.
    Tempo per capire quando arriva il momento giusto.

    #138026
    grandeindio
    Amministratore del forum

    Nicola Magrin è un pittore italiano, qualche sua opera potrebbe esservi passata tra le mani come copertina di libri come “Le otto montgagne” di Paolo Cognetti “Se questo è un uomo” di Primo Levi o “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani.

    Nicola vive la maggior parte dell’anno nel suo atelier di Monza, ma ogni anno, per diversi mesi, sente il bisogno di ritirarsi nella solitudine della baita, scegliendo una vita semplice, una vita di montagna. Spaccare legna, tagliare il prato, cucinare, occuparsi della casa, condividere gli spazi con i caprioli, camminare. Quassù Nicola fa il pieno di ispirazione e bellezza che trasforma in arte sotto forma di acquerello. Macchie di colore acquose che descrivono mondi interiori. Entreremo dentro la sua creatività e dentro la sua storia di vita, il percorso di un bambino, di un ragazzo, affascinato dagli anziani abitanti di montagna che ha deciso di seguirne l’esempio con ammirazione e rispetto.

    #138030
    grandeindio
    Amministratore del forum

    Siamo andati in Val Maira, nei pressi di Elva, un comune di alta montagna piemontese. Tra queste montagne incontriamo un uomo di montagna, nato e cresciuto qui, che vive nella baita acquistata dal proprio trisnonno circa due secoli fa. L’ha risistemata interamente da solo, con le antiche tecniche tradizionali del territorio. Franco è un montanaro, uno vero, che ha deciso di restare in quota tutta la vita, rinunciando al benessere che prometteva la vita a valle. Trascorreremo con lui un paio di giorni per capire cosa lo ha tenuto lassù, ascoltare la sua storia e la sua prospettiva sulle cose del mondo, dentro cui, più o meno, siamo immersi.

    #138031
    grandeindio
    Amministratore del forum

    Guido Darello è un pastore di 94 anni che da sempre vive in una vecchia casa di pietre e lamiera sul monte Gottero. A differenza della maggior parte degli eremiti che abbiamo incontrato negli anni, Guido non ha scelto di isolarsi lasciando il mondo. Guido non ha mai vissuto in paese o in città, è nato tra le montagne e da lì non se ne è mai voluto andare.

    L’infanzia, i ricordi difficili della guerra e una vita organizzata giorno per giorno tra pecore e lupi. Un secolo scandito dalle difficili condizioni della montagna. Incontrandolo avevo la netta sensazione di parlare con un uomo di un’altra epoca. La sua autenticità, la sua innocenza, mi hanno ricordato quelle di un bambino mentre gli mostravo ciò che la tecnologia offre ai giorni nostri.

    Guido ha rifiutato le promesse del progresso per restare fedele alle montagne, certo, pagandone il prezzo. La vita che ancora oggi svolge, per essere indipendente lassù, è qualcosa che colpisce molto. A prima vista è impossibile non provare emozioni contrastanti vedendolo, zoppicante, occuparsi della casa. Però, per capire a pieno la prospettiva di Guido bisogna fare un passo oltre, e questo è l’obbiettivo del video di oggi.

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