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Facebook, politica e società

Salvini, il leghista cacciato da Facebook
«Interrogazione al ministero»

Disattivato senza spiegazioni l’account del deputato. «Centinaia di casi come il mio»

Cari amici,

Mi ha incuriosito questo articolo tratto dalla WebPage del Corriere della sera, che indica la rilevanza sociale che sta assumendo facebook, e le implicazioni che ciò può comportare in prospettiva.

Io stesso sono utente facebook, e lo utilizzo per promuovere i miei progetti.

E oggi sono consapevole che mi possono staccare la spina da oggi a domani, senza spiegazioni.

Da un certo punto di vista questo “diritto” di facebook è giustificato dal fatto che gli utenti non pagano nulla per “esistere” in rete.

Pertanto facebook ci eroga un servizio gratuito che può essere revocato quando “alcuni” utenti esagerano nell’ utilizzo di questo mezzo di comunicazione.

D’ altra parte è anche vero che facebook trae vantaggi economici dalle informazioni che riesce a “carpire” dall’ analisi di tutti gli scambi di informazioni che gli utenti si scambiano inconsapevolmente.

Ma il punto della questione è il “controllo” di questo diritto di “spegnere” il diritto di esistere in rete; che succederebbe se la rete riuscisse a trovare il modo di organizzare una banca dati unica, e potesse arrogarsi il diritto di cancellare l’ account agli utenti “scomodi”?

Forse queste sono domande premature, ma credo sia opportuno restare vigili, perchè oggi il concetto di “libertà” è molto più complesso di quello che era 50 anni fa.

Oggi per essere liberi è necessario avere il diritto e la possibilità di imparare, godere del privilegio di accedere a fonti informative diverse e confrontabili, poter far parte di reti solidali per condividere valore sociale ed economico.

Essere “umani” oggi è diventato difficile per chi non ha la possibilità di avere un approccio “critico” alla cultura ufficiale.

E questa possibilità ci sarà concessa soltanto se sapremo creare dei legami sociali sicuri sul territorio che abitiamo, che comprendano il controllo delle risorse economiche e degli strumenti di redistribuzione del valore.

Corriere della sera

MILANO – Da un giorno all’altro si è ritrovato «sbattuto» fuori da Facebook. Senza nessuna apparente motivazione. E così, da ormai due settimane, non riesce più ad aggiornare il suo profilo, né ad interagire con i suoi circa 2000 contatti sparsi sulla Rete. Visto che nessuno si è deciso a fornirgli una spiegazione valida, né tantomeno a riattivare il suo account, Matteo Salvini ha deciso di portare la sua «battaglia» in Parlamento, presentando «una interrogazione al ministero delle comunicazioni». «Ho raccolto centinaia di segnalazioni da parte di persone che sono state ‘disattivate’ e ‘cancellate’ dal più diffuso social network del momento senza uno straccio di motivazione» spiega il deputato leghista. Per questo, prosegue, «ho depositato una interrogazione al ministero delle telecomunicazioni per conoscere più da vicino alcuni numeri di questa realtà. Chiedo quanti italiani risultano iscritti a Facebook, se e quale tipo di controllo risulti al ministero essere effettuato e da parte di chi, dove risultino le sedi operative del social network in questione e chi ne siano i legali rappresentanti, se e quanti siano i casi segnalati di censura e di eliminazione di iscritti, gruppi o altro in rete».

MESSAGGIO – Il problema, aggiunge Salvini, è che nel suo caso – che non appare isolato, qualcosa di simile è accaduto allo scrittore Aldo Nove e ad altri utenti – l’unica risposta è arrivata«da un non meglio precisato ‘the facebook team’ che mi saluta in inglese, mi dice che ha ricevuto la mia protesta e mi garantisce un contatto e un intervento a breve. Era il 26 novembre – continua il parlamentare – e visto che non riesco a capirci molto io, né tantissimi altri utenti vittime della medesima sorte, vediamo se ci riuscirà qualcuno a livello ministeriale».

GRUPPO – In sua assenza, intanto, su Facebook è nato anche il gruppo “Riattivate l’account di Matteo Salvini”: «Matteo non ha mai insultato nessuno» si legge nella descrizione dell’iniziativa, che chiede a Facebook di tornare sui propri passi. Resta comunque un mistero il motivo della cancellazione. Nei giorni scorsi, in un’intervista ad Affaritaliani.it, lo stesso Salvini aveva ipotizzato che tra le cause potesse esserci un’eccessiva «interattività» con i suoi contatti. «La sinistra ha fatto ostruzionismo alla Camera dei Deputati, e ha parlato per cinque ore filate – aveva raccontato -. Le alternative erano il suicidio o il computer. E quindi io sono stato lì, ad ammazzare il tempo, smanettando con la mail e con Facebook. Sono stato collegato un sacco di tempo, e magari avrò fatto troppe robe. Però cavolo, che almeno ti avvisassero».

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