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Etica cristiana dell’ economia

Il cuore dell’ economia relazionale

Se la rivoluzione mercantile e capitalista è stata possibile grazie alla cultura cristiana protestante (vedi link:

http://it.wikipedia.org/wiki/L%27etica_ … pitalismo_

Max_Weber), allora come oggi dominante in Inghilterra, noi oggi possiamo sfruttare i lati buoni della nostra cultura dominante derivante dalla fede cattolica.

Il cuore di questa economia relazionale e solidale, infatti, si può trovare scritta chiaramente in molte parti del Vangelo, e si esprime attraverso due idee guida che orientano il pensiero cattolico.

Riprendendo il discorso delle idee guida, la prima idea riguarda la consapevolezza della realtà e la trasparenza del giudizio personale.
Ad esempio di questa “linea guida” vi propongo di seguito il capitolo 6 del Vangelo secondo Luca, dal versetto 36 in avanti:

“Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt’ e due in un buca? Il discepolo non è più del suo maestro; ma ognuno ben preparato, sarà come il suo maestro. Perchè guardi la pagliuzza che è nell’ occhio del tuo fratello e non t’ accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, mentre tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’ occhio del tuo fratello. Non c’ è albero buono che faccia frutti cattivi, nè albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, nè si vendemmia uva da un rovo. L’ uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l’ uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perchè la bocca parla dalla pienezza del cuore. Perchè mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico? Chi viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sopra la roccia. Venuta la piena, il fiume irruppe contro quella casa, ma non riuscì a smuoverla perchè era costruita bene. Chi invece ascolta e non mette in pratica è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la rovina di quella casa fu grande”.

La seconda “idea” riguarda la condivisione equa del valore economico, che può essere raggiunta attraverso la conversione del cuore.
Ad esempio di questa “linea guida” vi propongo di seguito due brani tratti dal vangelo secondo Luca, al Capitolo 12 dal versetto 15 al 21, e dal versetto 33 al 34:

“Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perchè anche se uno è nell’ abbondanza, la sua vita non dipende dai suoi beni”. Disse poi una parabola: “La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sè: Che farò, poichè non ho dove riporre i miei raccolti? – E disse – Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per se, e non arricchisce davanti a Dio”.

Vendete ciò che avete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non consumano e la tignuola non consuma. Perchè dove è il vostro tesoro, là sarà anche il tuo cuore.

Che senso ha l’ economia?

Arturo Paoli

    dice….
      Che senso ha l’ economia?
      Qual’ è il suo valore?
      Siamo rimasti ad una visione greca, per cui l’ economìa è lo sterco del diavolo, il denaro non ha nessuna importanza, non serve.
      Invece no; l’ economìa è parte essenziale dell’ uomo, ed entra come categoria spirituale; se uno legge il Vangelo con attenzione lo vede chiaro.
      Gesù, che, secondo la mentalità del suo tempo, ha un certo disprezzo del denaro, – perchè i detentori del denaro, quelli che lo maneggiavano, erano i pubblicani, e poi gli stranieri, e quelli erano effettivamente sporchi – pur non avendo una visione ottimistica del denaro, dice però “fatevi amici col denaro” (Lc. 16,9).
      Anche nelle parabole, vediamo continuamente che il denaro o serve per costruire amicizia, nel senso che realizza eguaglianza e comunione, o crea separazione.
      Ma tutta questa meditazione sull’ economia non esiste nella morale cattolica.
      Meno ancora quando una persona entra nella vita religiosa, perchè fa una rinunzia totale, definitiva, per cui il denaro perde di significato.
      Io ho delegato i miei superiori affinchè comprino, vendano, costruiscano; a me non interessa; io sono povero.
      E’ mancata quindi nella Chiesa una seria riflessione sull’ economia.
    Quando vediamo capitalisti che accumulano miliardi nella nostra società cristiana e cattolica è perchè non abbiamo saputo dare dei criteri effettivamente precisi; ci è mancata una riflessione etica.

L’ amore del denaro

Apoftegma su padre Isaia di Scete, Padre del deserto:

Gli fu chiesto:

“Che cos’ è l’ amore del denaro?”.

Rispose:

“E’ il non credere che Dio si prenderà cura di te, il disperare delle sue promesse, e il volere farti grande”.

 

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