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Berlusconi ai direttori dei giornali: VERGOGNA!

Berlusconi: «Su Sky sinistra senza ritegno.
E certi direttori cambino mestiere»

Attacco del premier al Corriere della Sera e alla Stampa: «Che vergogna, altro che il mio conflitto di interessi…»

Cari amici,

I direttori di alcuni tra i giornali italiani più importanti (Corriere della Sera e Stampa) sono stati pesantemente redarguiti da parte del Presidente del Consiglio, a causa delle loro critiche nei suoi confronti.

Questo è un “fatto”, che spero rimanga senza conseguenze (Per il compianto Biagi alle esternazioni di Berlusconi è seguito un ostracismo di cui ancora oggi si parla).

A mio giudizio, il punto della questione è che se il più importante proprietario di televisioni private in Italia è presidente di un governo che emana una legge la quale, di fatto, provoca difficoltà ad un concorrente, non si può pretendere che nessuno veda e giudichi.

In politica raramente si agisce in modo disinteressato.

A mio giudizio Berlusconi è diventato troppo ingombrante! Purtroppo (e mi dispiace scriverlo), questo “polo di attrazione del potere” (ossia Berlusconi e il cosiddetto Popolo della Libertà), ormai è la stella polare di tutte le posizioni politiche; uno “schermo” che nasconde l’ appiattimento ideologico e la mancanza di prospettiva di lungo periodo dei nostri politicanti.

Se “oggi” Berlusconi si dimettesse da ogni incarico, e fosse pertanto necessario sostituirlo, i “nani” di destra e di sinistra che oggi “abbaiano” in cerca di consenso e di visibilità, non avrebbero alcuna possibilità di primeggiare.

Nell’ affanno di governare il quotidiano, non si scorgono idee che possano far sognare la gente!

La stragrande maggioranza delle persone non è più abituata a pensare con la propria testa, e segue la “massa”, nella speranza di mangiare perlomeno un tozzo di pane quotidiano.

Dove sono gli “uomini”?

Corriere della sera

TIRANA (Albania) – Sull’aumento dell’Iva per le tv a pagamento «non si torna indietro». Silvio Berlusconi chiude da Tirana la possibilità di rivedere la contestata norma sull’aliquota al 20% contenuta nel decreto anti-crisi che ha sollevato le polemiche dell’opposizione sul conflitto di interessi del premier (in quanto il provvedimento penalizza Sky, uno dei principali concorrenti di Mediaset). E in un gioco di sponda con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, chiarisce i motivi di quella scelta, attaccando la sinistra «senza vergogna e senza ritegno», una sinistra responsabile, a suo dire, di aver scatenato la bagarre senza ammettere che la decisione di riallineare l’imposta a quel livello «era una decisione già negoziata dal governo Prodi con la Commissione Europea». Nessun passo indietro sulla tassa Sky e anche pesanti accuse da parte del premier nei confronti dei quotidiani per come hanno trattato la vicenda. «Io Sky la capisco – ha detto Berlusconi una volta rientrato a Roma – ma non capisco come mai i direttori dei giornali invece di chiedersi perché c’era un privilegio, attaccano me. Vergogna! Direttori e politici dovrebbero tutti cambiare mestiere, andarsene a casa. Politici e direttori di questi giornali, come La Stampa e il Corriere dovrebbero cambiare mestiere»

ATTACCO AL CORRIERE E ALLA STAMPA – «Il tuo giornale oggi titola ‘”Berlusconi contro Sky”. Che vergogna…» ha detto il premier rivolgendosi ad Augusto Minzolini, notista della Stampa. «E le vignette del Corriere della Sera? Ma che vergogna, ma che vergogna» ha aggiunto. «Queste sono cose per cui uno – conclude il premier – se è un uomo che quando si guarda nello specchio vuole avere un minimo di rispetto di se stesso, deve cambiare mestiere. Devono farlo direttori di questi giornali e politici. Conflitto di interessi? Berlusconi? Ma andiamo… Che vergogna». «Un nuovo “editto” del premier» tuona il Pd con il portavoce Andrea Orlando, dopo quelli «contro Biagi e Santoro», mentre la Fnsi parla di «attacco grave e scomposto».

LA QUASI APERTURA – Il caso Sky si era riaperto in mattinata, quando Berlusconi, premettendo di non aver visto lo spot di Sky che contesta la decisione del governo, era comunque apparso disponibile al dialogo e a un passo indietro sulla tassa Sky. «Se la sinistra insiste, difendendo i ricchi e i consumi non necessari pur di venire contro di noi e tirando addirittura in ballo il conflitto di interessi – ha detto – allora io sono pronto a farlo, non ho nessuna difficoltà ad accettare. Purché si rispetti la normativa europea». Al termine della conferenza stampa a Tirana il premier aveva comunque sottolineato che «è stato Tremonti a volere quella norma per combattere sprechi e privilegi. E quando ne spiegherà i motivi allora la sinistra perderà la faccia in maniera definitiva di fronte agli italiani».

«LA SINISTRA DOVREBBE VERGOGNARSI»- Uscendo dalla sede del governo di Tirana, il presidente del Consiglio si era recato a pranzo con il presidente della Repubblica albanese, lasciando al titolare di via XX Settembre la parola sul caso Sky. Quella norma è intoccabile, ha spiegato a quel punto Tremonti dall’Ecofin, anzi era stato proprio il governo Prodi a raggiungere un accordo con la Ue, pena l’apertura di una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. «Tremonti dice che non si può tornare indietro e che quella norma la volle il governo Prodi? E allora – ha quindi aggiunto Berlusconi – era giusto venirmi addosso, attaccarmi e fare questa campagna vergognosa contro di me tirando in ballo il conflitto di interessi? Questa è la dimostrazione che la sinistra con cui abbiamo a che fare non ha alcun ritegno e non tiene vergogna. Una sinistra che dovrebbe vergognarsi di quello che ha fatto in questi ultimi due giorni». Insomma, è stata la conferma di Berlusconi, l’aumento dell’Iva del 50% alle pay-tv resta. Serve a reperire risorse, ha aggiunto il premier, «altrimenti dove li prendiamo i soldi per fare tutto quello che abbiamo fatto?». Ma soprattutto, ha ribadito, serve a «rimediare ad un privilegio indebito nei confronti di Sky». Certo se la sinistra insiste, ha poi ironizzato il Cavaliere «possiamo anche decidere di cambiare la norma. Anzi visto che io sono quello del conflitto di interessi avrei tutta la convenienza a farlo riportando l’Iva al 10% a tutti gli audiovisivi, compresa Mediaset. Insomma se la sinistra continua a chiedermelo potrei farlo e farei festa». «Ma dai… – ha concluso il premier – questa è gente con cui si può parlare? Che si vergognino, ora spero che gli italiani lo capiscano».

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