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60° anniversario dei Diritti dell’ Uomo

Diritti umani, il monito del Papa
«Sono fragili se non fondati su Dio»

Intervento di Ratzinger nell’anniversario della Dichiarazione Onu: «Minacciate vita e libertà»

Cari amici,

Ieri. 10 dicembre, era l’ anniversario della firma della dichiarazione dei Diritti dell’ Uomo.
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è un documento, firmato a Parigi il 10 dicembre 1948, la cui redazione fu promossa dalle Nazioni Unite perché avesse applicazione in tutti gli stati membri.

Fa sorridere oggi l’ esistenza di questo documento dei cosiddetti “diritti umani”, poichè la realtà dei fatti li contraddice in modo evidente.

Gli affamati nel mondo sono circa un miliardo di persone, le quali hanno difficoltà di accesso al cibo perchè non hanno i soldi per comprarlo.

L’ economia mondiale è schiacciata dagli interessi dei poteri “dominanti” che hanno inventato mezzi potenti per controllare il flusso delle risorse economiche, al fine di poter speculare e accaparrarsi tutte le risorse finanziarie “create” in modo artificiale dalle borse mondiali e dalle banche.

Pertanto i cittadini del sud del mondo sono “condannati” a nutrirsi con le eccedenze produttive che non possono essere vendute nel nord del mondo.

I cittadini del nord del mondo (ossia noi), siamo “condannati” a nutrirci di marketing che opprime la nostra esistenza e ci costringe ad acquistare beni e servizi inutili, al fine di perseguire l’ incremento del PIL (Prodotto Interno Lordo), che il sistema politico assume come “esigenza” primaria e ineludibile.

La conseguenza di questa “distorsione” economica della realtà, incrementa la distanza che esiste tra i ricchi (che sono sempre di meno e sempre più “agiati”) e i poveri (che sono sempre di più e sempre più “disagiati”).

Inoltre questo meccanismo alimenta l’ indifferenza verso i problemi globali che “tutta” la comunità mondiale deve affrontare oggi, per evitare che i nostri figli si ritrovino, in futuro, con un mondo inquinato e senza risorse naturali utilizzabili per vivere.

Malgrado tutta questa situazione opprimente, sono contento che i diritti umani siano stati scritti, e dissento dal Papa che afferma la “fragilità” della carta fondamentale dei diritti dell’ uomo.

Il Papa è a capo di una Chiesa che asserisce il primato della “parola” e che quindi ne conosce a fondo l’ importanza.

La Carta dei Diritti dell’ Uomo ci ricorda che abbiamo la speranza di cambiare, e si rivolge a tutti gli uomini di buona volontà, credenti e non credenti.

E’ conveniente per tutti che la Chiesa Cattolica annunci il suo messaggio universale, perchè è un utile “cartello stradale” per ogni civiltà che “abita” il nostro mondo.

Fa sorridere, invece, la protervia con cui ogni uomo di fede grida con tutta la forza della voce che “Dio deve diventare il centro della nostra vita”, perchè è evidente, a mio giudizio, che Dio “è” il centro della vita di ogni uomo, “anche” se spesso noi siamo troppo occupati a litigare sul primato del “nostro” Dio per accorgercene.

Corriere della sera

CITTÀ DEL VATICANO – Benedetto XVI interviene personalmente sulla questione dei diritti umani chiedendo che si rinnovi l’«impegno» comune teso a «promuovere e meglio definire i diritti dell’uomo» e che «si intensifichi lo sforzo per garantirne il rispetto». Non solo. Per il Pontefice, i diritti dell’uomo sono «fondati in Dio creatore» e «se si prescinde da questa solida base etica, rimangono fragili perché privi di solido fondamento». «Un lungo cammino è stato già percorso, ma resta ancora un lungo tratto da completare» ha detto il Papa al termine del concerto in Vaticano per i 60 anni della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Ancora oggi, ha aggiunto il Pontefice, sono «minacciati» per «centinaia di milioni» di persone diritti quali quello a «vita, libertà, sicurezza».

BERTONE – Prima di Ratzinger, il cardinale Bertone, segretario di Stato della Santa Sede, durante un incontro in Vaticano per il sessantesimo della Dichiarazione universale aveva sottolineato che «i diritti umani hanno sempre bisogno di essere difesi ma non vanno confusi con semplici e spesso limitati bisogni contingenti». Dei diritti umani occorre definire «l’esatta natura», che la Dichiarazione fa discendere dalla «dignità che è comune a ogni essere umano, senza far dilagare la domanda di diritti in ogni direzione».

FAMIGLIA E MATRIMONIO – «Rispettare e rinvigorire i diritti fondamentali – ha detto il cardinale – sarà un modo concreto attraverso cui contrastare le forme differenti e diffuse di abbandono dei cardini di ordine morale nei rapporti sociali». Il costante legame con la legge naturale sia insomma «l’antitesi di quel degrado che in tante nostre società ha interesse a mettere in discussione l’etica della vita e della procreazione, del matrimonio e della vita famigliare, come pure dell’educazione e della formazione delle giovani generazioni, introducendo unicamente una visione individualistica su cui arbitrariamente costruire nuovi diritti non meglio precisati nel contenuto e nella logica giuridica».

«DIRITTI RADICATI IN DIO» – Il cardinale Renato Martino, presidente del Pontificio consiglio giustizia e pace, ha aggiunto che nella visione cattolica i diritti dell’uomo trovano la loro origine ultima nell’uomo e nel suo creatore, cioè Dio. Non sono dunque frutto della mera volontà degli uomini e della realtà degli Stati. All’incontro hanno partecipato il Papa, il segretario di Stato Bertone, e Juan Somavia, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale del Lavoro. «Una corretta interpretazione e un’efficace tutela dei diritti dipendono da un’antropologia che abbraccia la totalità delle dimensioni costitutive della persona umana – ha detto Martino -. La dignità umana, che è uguale in ogni persona, è pertanto la ragione ultima per cui i diritti possono essere rivendicati per sé e per gli altri con maggior forza».

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