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Vogliamo Travaglio ad anno zero!

Santoro : «A Travaglio non rinuncio»
Il conduttore Rai: «Situazione di una gravità inaudita». Lite con il direttore di Rai2 Liofredi: «Sei un bugiardo»

Cari amici,

Marco Travaglio non sa se potrà tornare ad anno zero, perchè il suo contratto non è ancora stato firmato.

Sono allibito e costernato!

Santoro sostiene che senza Travaglio non ci sarà neanche anno zero.

Mi chiedo che cosa ci guadagni il Centro Destra a spegnere ogni voce di dissenso che abbia la coerenza e la preparazione per farsi sentire sia dentro, sia fuori le fila della coalizione.

Se se andranno Santoro, Fini, Travaglio, …ebbene cosa resterà da guardare?

Fede e Vespa?

No! Grazie! …io ci rinuncio.

Da ora in poi accendo la radio.

VIVA LA LIBERTA’! VIVA L’ INFORMAZIONE LIBERA! VIVA L’ ITALIA!

Corriere della sera

ROMA – «Marco Travaglio ci sarà, se non c’è lui non c’è “Annozero”. “Annozero” e Travaglio sono la stessa cosa». Lo ha detto il giornalista e conduttore Rai Michele Santoro nella conferenza stampa di presentazione della nuova serie del programma che partirà il 24 settembre su Raidue. «Travaglio – ha aggiunto Santoro – è irrinunciabile anche se non è ancora stato chiamato dall’Azienda per firmare il contratto».

«GRAVITA’ INAUDITA» – In una conferenza stampa dai toni accesissimi, a cui assistono anche diversi dirigenti della Rai, Santoro ha parlato di «situazione di una gravità inaudita» e annuncia che comunque «Marco Travaglio sarà nella nostra puntata che si intitolerà “Farabutti” e tratterà della libertà di informazione nel nostro Paese». Santoro ha parlato di una «partenza ad ostacoli, con i contratti firmati solo una settimana prima dell’inizio del programma e le troupe operative al completo solo tre giorni prima, in un programma che ha come core business l’inchiesta filmata». Il giornalista-conduttore ha ravvisato nelle vicende delle ultime settimane «un attacco alle punte del servizio pubblico, ai programmi che ne incarnano lo spirito: le trasmissioni indicate da Berlusconi a “Porta a Porta” come fatte da “farabutti” hanno tutti dei grossi problemi».

LITE CON LIOFREDI – La conferenza stampa di presentazione della trasmissione di Rai 2 è stata carica di momenti di tensione. Le polemiche che hanno preceduto il ritorno di Santoro sono esplose al tavolo dell’incontro nel momento in cui si affrontava il tema degli strumenti e delle risorse necessarie per la trasmissione. I contratti sono stati firmati con un certo ritardo e ostacoli e incomprensioni si sono verificati per l’assegnazione delle troupe, il tutto, secondo il direttore di rete, Massimo Liofredi, solo per ragioni «tecniche». «Sei un bugiardo. E querelami se vuoi, ma non ti conviene», ha detto Santoro al direttore di Raidue, mentre dava ai giornalisti la sua versione dei fatti. «Nessuna querela», ha sottolineato Liofredi. Che poi però replicava: «Io ne farei anche a meno di una trasmissione come questa. Mi piacerebbe invece vedere un bel programma di politica. Non mi piacciono le trasmissioni contro. Tu – aggiungeva rivolto a Santoro – fai un certo tipo di televisione, una specie di inquisizione mediatica, che a me non piace. Ma non è un fatto personale». Il clima della conferenza stampa è stato così sintetizzato dal consigliere di amministrazione Rai Nino Rizzo Nervo: «Questa conferenza stampa è il simbolo dell’anomalia italiana dove un direttore di rete presenta una trasmissione che di fatto non condivide».

TRAVAGLIO – «Nessuno mi ha chiamato, non ho preparato nulla. Non so se ci sarò né cosa dirò, so che sono mortificato» ha detto invece Travaglio. «Mi sembra tutto abbastanza chiaro, mi sento mortificato come il gatto che è stato allevato a prendere topi, che li prende e per questo riceve i complimenti dal suo padrone. Mi è successo con grandi giornalisti, che mi rendo conto che oggi possono essere considerati sovversivi, come Indro Montanelli ed Enzo Biagi. Oggi in tv entrano assassini, stupratori e canari ma nessuno mi ha spiegato cosa ho fatto di male, essendo tra l’altro incensurato. Almeno – ha osservato Travaglio – aspettino che io faccia qualcosa».

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