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Rivoluzione dei voti in condominio

La rivoluzione dei voti in condominio
Debuttano le maggioranze variabili, Seconda convocazione valida solo con un terzo dei voti

Le maggioranze variabili erano una delle soluzioni prospettate per risolvere la crisi aperta dopo le elezioni. In condominio ci sono da sempre e anzi la riforma che entrerà in vigore il prossimo 18 giugno ne ha aggiunte. Nella tabella di questa pagina, che presenta alcuni dei casi più comuni di delibera, vediamo quali sono i quorum necessari perché il voto sia valido.

La riforma mantiene la vecchia distinzione tra assemblea in prima e in seconda convocazione, e anche il criterio della doppia maggioranza, delle quote millesimali di proprietà e dei condòmini, ma introduce una novità molto importante: perché l’assemblea sia valida anche in seconda convocazione è necessaria la presenza di almeno un terzo degli aventi diritto al voto. In seconda convocazione la riforma prevede cinque maggioranze:

1) intervenuti in assemblea e un terzo dei millesimi; si applica a tutte le delibere che riguardano lo svolgimento ordinario della vita in condominio, l’approvazione del preventivo e del consuntivo;

2) maggioranza qualificata di 500 millesimi; si applica anche a operazioni, come l’abbattimento delle barriere architettoniche o l’installazione della parabola centralizzata, per le quali prima bastava un terzo dei millesimi;

3) una maggioranza che potremmo definire qualificata e rafforzata, perché richiede due terzi dei millesimi: si applica alle innovazioni ed era già prevista dalla vecchia legge;

4) maggioranza speciale dei quattro quinti dei condòmini e dei millesimi: è una novità e si applica a tutti i casi in cui si voglia mutare la destinazione di una parte comune. La convocazione dell’assemblea ha regole speciali, la differenza con la nuova versione a prima vista non appare chiara e sicuramente farà aprire un altro contenzioso;

5) per alcuni casi rimane l’unanimità condominiale: ad esempio se si tratta di vendere una porzione di stabile come la guardiola della portineria.

Gino Pagliuca
http://www.corriere.it/economia/13_magg … 5c16.shtml

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