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Matrimonio, Contratto, Sacramento o spettacolo?

Nozze combinate dai parenti in tv
L’ultima frontiera dei reality Usa

Polemiche per l’annunciato «Arranged Marriage»: matrimoni per «casi disperati» dai 25 ai 45 anni

Cari amici,

Mai come oggi l’ istituto del matrimonio è stato così discusso, “tirato per la giacca” da ogni ideologia, modificato e trasfigurato dalla società e dalle religioni.

“Matrimonio” in sè è soltanto una parola, un “contenitore” di significati.

Mark Twain ha espresso molto bene il concetto scrivendo: “Faceva così freddo che se il termometro fosse stato più lungo di due centimetri saremmo morti congelati”.

Di fatto, oggi, chi esprime opinioni su questo istituto ha una “sua” idea di matrimonio, e la presenta come se fosse l’ unica idea che fosse condivisa da tutta la società.

Invece, è evidente che non esiste un “solo” matrimonio!

Per lo Stato, si tratta di un negozio giuridico, con regole definite dalla legge. Si tratta quindi di un libero accordo che, in teoria, può essere ritrattato in qualsiasi momento. In questa prospettiva il divorzio è un diritto, perchè ogni contratto dipende solo dalla volontà dei contraenti, e lo Stato non ha il diritto di “imporlo” per tutta la vita.

Per la Chiesa, invece, il matrimonio è un sacramento. Dio stesso interviene e “unisce” le persone che liberamente si scelgono, e nessuno può sciogliere ciò che Dio ha unito. In questa prospettiva il divorzio è semplicemente inconcepibile. La Sacra Rota, infatti, non emette sentenze di divorzio, ma bensì dichiara la “nullità”, ossia “ripristina” la situazione preesistente al matrimonio, come se esso non fosse mai stato celebrato.

Per i cosiddetti “omosessuali” e per tutti gli altri che si ritrovano a voler essere responsabili, “impegnandosi” in modo particolare verso alcune determinate persone, il punto della questione è profondamente diverso.

Penso che in questi casi si dovrebbe pensare ad una legge che trattasse dei diritti e dei doveri derivanti da “altre” tipologie d convivenza.

Ad esempio si potrebbe inventare un contratto di “Unione sociale”, e disciplinare la volontà di due o più persone di unire e condividere le loro risorse finanziarie ed economiche al fine di condurre una vita sociale comune.

Ossia un riconoscimento “ufficiale” da parte dello stato del “valore” attribuito alla condivisione, all’ amore che porta alla decisione di vivere insieme, ed anche alla responsabilità personale che deriva da questa decisione.

Corriere della Sera

NEW YORK – È polemica negli Stati Uniti sul nuovo, discusso reality show della Cbs che si ripromette di far sposare adulti tra i 25 e i 45 anni, facendo scegliere il consorte da amici e parenti. In «Arranged Marriage», che dovrebbe sbarcare sugli schermi Usa entro la fine dell’anno, i produttori Jane Lipsitz e Dan Cutforth («Project Runway» e «Top Chef») importeranno in occidente la controversa pratica dei matrimoni combinati vigente in Paesi come l’Iraq, Pakistan e Afganistan. All’inizio di ogni puntata verranno presentati i protagonisti: quattro aspiranti coniugi tra i 25 e i 45 anni – due uomini e due donne – che nonostante molteplici sforzi non sono riusciti a trovare il partner giusto con cui convolare a nozze. A colmare la lacuna ci pensano amici e parenti, che selezionano il consorte, completamente a loro insaputa. Dopo lo scambio degli anelli, la serie segue il matrimonio di ogni coppia per determinarne la riuscita o l’eventuale insuccesso.

IL CASO «KID NATION» – La provocatoria idea ha già scatenato un putiferio in America dove la Cbs è accusata di voler spingere troppo in là i suoi cosiddetti “esperimenti sociali”. Il network non si è ancora ripreso dalle polemiche scatenate da «Kid Nation», il reality inaugurato nel settembre 2007 dove quaranta ragazzini dovevano organizzarsi e vivere per 40 giorni in una piccola società autogestita in una fattoria del Nuovo Messico. Lo show diventò presto un caso. Dopo la bocciatura unanime del critici che lo accusarono di sfruttamento di minori (tutti non pagati) a beneficio dell’audience e la pioggia di querele per gli inevitabili infortuni cui i bambini erano andati incontro, «Kid Nation» fu costretto a chiudere i battenti nel maggio del 2008 e adesso c’è chi teme che «Arranged Marriage» possa fare la stessa fine. Anche perché un’analoga serie trasmessa nel 2003 dalla Fox, «Married by America», ricevette una multa di un milione e 200 mila dollari (poi ridotti a 91mila dollari) dalla Federal Communications Commission per aver mostrato un nudo durante un party. «Il nostro progetto sarà molto diverso – si difendono i produttori di «Arranged Marriage» -. In “Married by America” i matrimoni erano finti. I nostri, al contrario, sono non soltanto veri ma anche consumati».

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