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La giustizia e la "ragion di stato"

Guantanamo, Barack Obama
riapre i tribunali speciali di W. Bush

La normativa cambierà: non saranno accettate prove estorte con la tortura né testimonianze indirette

Cari amici,

Mi ha impressionato questo articolo tratto dal corriere della sera, a causa di espressioni così gravi scritte senza commenti, come se fossero “normali”.

Negli USA ci sono, (…si legge) circa 240 persone in attesa di giudizio, che saranno processate …in seguito!

Obama ha promesso che la normativa sui tribunali cambierà radicalmente in quanto …omissis ….non saranno accettate prove estorte con la tortura (…bontà loro)!.

Inoltre il presidente ha “…suscitato le critiche con il rifiuto di pubblicare le foto delle torture inflitte ad alcuni terroristi per non esporre le truppe americane in Iraq e Afganistan, ha spiegato, a feroci rappresaglie”.

Mi domando dove sia il confine tra la giustizia e la “ragion di stato”.

Non sono mai riuscito a capire come le persone giustifichino comportamenti aberranti con la forza di una “legge” apparentemente democratica.

Ho paura di scrivere che in Italia queste cose “non potrebbero mai succedere”, perchè le dinamiche politiche sono dappertutto le stesse.

La libertà e l’ uguaglianza cono concetti che devono essere riempiti di contenuti culturali condivisi; altrimenti possono diventare facilmente dei pretesti per imporre il punto di vista della maggioranza.

Corriere della sera

WASHINGTON – Il presidente Obama ha deciso di riformare, non annullare le Commissioni militari, i tribunali speciali per i detenuti di Guantanamo istituti dal predecessore W. Bush, che rimarranno pertanto in funzione sino al gennaio del 2010, quando il campo di internamento a Cuba verrà chiuso. Lo ha indicato la Casa Bianca – l’annuncio ufficiale è atteso a ore- precisando che saranno processate circa 20 persone su un totale di 241. Le altre verranno affidate a un tribunale ordinario americano o estradate nei paesi di origine.

LA DECISIONE – In 8 anni, solo 13 detenuti sono comparsi davanti alle Commissioni militari, tra di loro Sheik Mohammed, l’architetto delle stragi delle Torri gemelle del 2001, e solo 3 sono stati condannati all’ergastolo, gli altri sono in attesa della sentenza. Obama giustificherebbe la decisione, che ha suscitato le proteste dei liberal e dei gruppi dei diritti umani, con la necessità di continuare la lotta al terrorismo e di punire gli autori di attentati contro l’America. Secondo la Casa Bianca, la normativa dei tribunali speciali cambierà drasticamente: non saranno accettate prove estorte con la tortura né testimonianze indirette, e gli imputati potranno scegliere i difensori, e differenza di quanto stabilito da W. Bush.

LE NOVITA’ – Altre modifiche, sempre a favore dei detenuti, che potranno anche ricorrere in appello, verranno apportate entro quattro mesi, quando si prevede che i processi, congelati dal presidente al suo insediamento, riprenderanno a pieno ritmo. Obama assicurerebbe che sarà fatta giustizia nel rispetto dello stato di diritto. Nel corso della campagna elettorale, il presidente aveva criticato le Commissioni militari, definendone il sistema «difettoso», e mettendone in dubbio la legalità, un segno che intendeva abolirle. Ma dopo lunghe consultazioni con il Pentagono e il Ministero della giustizia è arrivato a un compromesso, conservandole per i casi più gravi, dove è in gioco il segreto di Stato, ritenuti difficili da giudicare da un tribunale ordinario. La decisione di Obama ha destato consensi soltanto nella destra democratica, capeggiata dal senatore Joe Lieberman, e tra i conservatori, guidati dal senatore Lindsey Graham. Ma per i liberal non è la prima delusione. Il presidente ne ha già suscitato le critiche con il rifiuto di pubblicare le foto delle torture inflitte ad alcuni terroristi per non esporre le truppe americane in Iraq e Afganistan, ha spiegato, a feroci rappresaglie.

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