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Il crollo di Dubai mostra la fragilità dei mercati finanziari

Borsa, l’Europa frena le perdite ma l’effetto Dubai continua

Cari amici,

Come ho già scritto recentemente, ripeto ancora: La crisi finanziaria non è affatto conclusa.

Dubai nell’ ultimo decennio è stato uno dei cuori dell’ economia finanziaria mondiale, e oggi sta pagando il prezzo di una così poco previdente gestione economica.

La disgustosa ostentazione del potere economico, oggi paga il prezzo della sua presunzione, poichè i progetti faraonici immaginati per i “nuovi” ricchi, oggi hanno perso gran parte della loro attrattiva economica.

Ed oggi i mercati finanziari hanno presentato il conto!

Spero che a questo punto si inizi a pensare seriamente a come organizzare l’ economia, in modo che porti valore sociale condiviso.

E’ evidente che il capitalismo non controllato dalla politica produce disastri!

Mi chiedo quanto dovremo ancora dovremo aspettare prima di riuscire ad accettare questa verità in modo pacifico.

Eppure, ripeto, è chiaro che il capitalismo ha bisogno della politica!

Negli Stati Uniti, i quali non mi sembrano dei paesi “socialisti”, le banche private sono state “socializzate” non appena i giocattoli finanziari che hanno inventato ai nostri danni sono stati frantumati dall’ evidenza della realtà dei fatti.

I soldi devono tornare ad essere soltanto degli strumenti di pagamento!

E’ ora di finirla di concentrare tutta la politica a vantaggio del potere finanziario!

Il sole 24 ore

I listini europei riducono le perdite dopo un avvio in netto calo sulla scia del tonfo delle Borse asiatiche, appesantite dal congelamento del debito di Dubai World annunciato mercoledì. A Francoforte il Dax30perde lo 0,32%, a Parigi il Cac40 lo 0,76%, a Londra il Ftse100 lo 0,14%. In rosso anche gli indici di Piazza Affari: il Ftse It All perde lo 0,78%,
il FTSE Mib lo 0,75%.
Le Borse sono in attesa dell’apertura di Wall Street, che ieri è rimasta chiusa per il Thanksgiving. In Asia si è diffuso il panico, soprattutto per l’assenza di informazioni sulla holding di punta dell’emirato e ei sono scatenate le vendite. A Tokyo l’indice Nikkei ha perso il 3,2%, la perdita più forte in quasi otto mesi, a Seul il Kospi ha perso il 4,7% a 1.524,50, minimo da quattro mesi, a Hong Kong l’Hang seng è calato del 5,1%.
Ieri le borse europee che hanno mandato in fumo 152 miliardi di euro di capitalizzazione in una sola seduta, con perdite per i principali indici azionari superiori al 3%.

A Milano in particolare cedono Saipem (-2,68%) e Tenaris (-1,84%), deboli le banche, con la flessione più significativa per Banco Popolare (-1,82%).
Titoli Lottomatica in decisa controtendenza: la quotazione della società di giochi e scommesse è in rialzo del 2% circa (massimo a 13,6 euro, ora trattata a 13,5).

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